Energy Management

Cantine Pellegrino: il solare aumenta l’efficienza del comparto vitivinicolo

Pietro Via, Energy manager del gruppo siciliano, racconta l’ultimo progetto del gruppo, che ha portato all’installazione di un impianto fotovoltaico presso lo stabilimento di Pantelleria. Parte di una politica di grande attenzione all’efficienza energetica

10 Nov 2022

Gianluigi Torchiani

L’efficienza energetica non riguarda soltanto le classiche aziende industriali e del terziario, ma può coinvolgere anche realtà molto diffuse nel nostro sistema produttivo, come le imprese del settore vitivinicolo. E la strada dell’efficientamento passa anche dalla scelta delle energie rinnovabili: lo dimostra la storia di Cantine Pellegrino, che ha scelto di sfruttare l’energia solare per la sede di Pantelleria. L’impianto, installato circa un anno fa, ha una potenza di 86,40 kWp e garantisce un rendimento annuo di circa 105 MWh, ed è stato realizzato nel contesto di un intervento per la sostituzione della copertura in alluminio del capannone. Come racconta Pietro Via, energy manager di Cantine Pellegrino e responsabile del progetto, “Cantine Pellegrino è una realtà storica del nostro territorio in ambiente vitivinicolo: la cantina fu fondata nel 1880 ed è dunque una delle più antiche. Si tratta di una realtà che sempre puntato sulla valorizzazione delle risorse del territorio, dunque anche l’ultimo progetto nasce da questa attenzione. Già da diversi anni a Marsala, nella sede produttiva principale dell’azienda, è stato realizzato un impianto fotovoltaico, che ha beneficiato degli incentivi del Conto energia”.

Le caratteristiche peculiari di Pantelleria

Nel caso del sito di Pantelleria, la scelta del fotovoltaico ha richiesto del tempo in più, considerata anche la particolarità della curva di consumo: il 60/70% del fabbisogno è legato ai quattro mesi del periodo della vendemmia, non essendo presente sull’isola un impianto industriale di imbottigliamento come a Marsala, dove infatti la curva dei consumi annuali tende ad appiattirsi. “Di conseguenza è stato un po’ più complicato andare a dimensionare l’impianto perché abbiamo dovuto calibrarlo adeguatamente, mediando tra consumo massimo nel periodo estivo e quello di mantenimento nel periodo invernale. Pantelleria è poi un’isola difficile da un punto di vista del contesto geografico, con la diffusa presenza di salsedine e sabbia, caratteristiche acuite dal fatto che la cantina si trova ad appena 150 metri dal mare. In questo senso abbiamo minuziosamente valutato la scelta dei prodotti e del materiale: i moduli sono della Solarwatt, mentre gli inverter di SMA. Abbiamo dovuto scegliere dei prodotti che ci dessero delle garanzie certificate, non deteriorabili e con una notevole solidità di costruzione. Nel caso di SMA è stato importante anche contare su un service di alto livello, che per noi progettisti è importante nel caso dovessero verificarsi delle problematiche”.

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Occorre considerare che l’installazione dell’impianto è nata come propedeutica alla sostituzione dell’attuale copertura, che era in lamiera aggregata. “Abbiamo cercato in tutti i modi nell’installazione di salvaguardare la struttura originale della cantina. Sono convinto che in un’isola come Pantelleria le installazioni debbano essere realizzate con delle accortezze particolari. In particolare anche l’aspetto paesaggistico deve essere preso in considerazione, dal momento che la modifica del paesaggio avrebbe un impatto diretto sull’indotto turistico. In altre parole a Pantelleria non vedremo mai grandi distese di impianti fotovoltaici: il solare deve essere per forza una tecnologia integrata nell’isola, con installazioni fatte ad hoc”.

Una scelta che precede il caro energia

L’impianto di Pantelleria consentirà a Cantine Pellegrino una percentuale di autarchia elettrica che si attesterà intorno al 30/35%, assicurando circa 105.000 kWh annui a fronte di 375.000 kWh di fabbisogno, con una percentuale di autoconsumo che supererà il 70%. Garantendo cospicui vantaggi economici a Cantine Pellegrino, considerato che l’Isola di Pantelleria deve considerare anche un costo medio dell’elettricità superiore del 30% rispetto a quello delle zone connesse, dal momento che l’energia elettrica viene prodotta esclusivamente attraverso dei generatori a diesel. “Sicuramente l’investimento è stato effettuato in tempi non sospetti, quando cioè il costo dell’energia elettrica non era quello attuale, non ci si aspettava neppure l’innalzamento che abbiamo avuto negli ultimi 12 mesi. Più precisamente, il progetto è nato nel 2020, frutto anche della disponibilità di due bandi paralleli che non si sovrappongono: uno è OCM cantina, un bando della Regione Sicilia per le aziende vitivinicole, che ha permesso il finanziamento di parte della nuova copertura. La seconda opportunità che si è colta è il Decreto isole minori, che ha assicurato la disponibilità di un incentivo per 20 anni. Ma al di là di queste opportunità che si è deciso di cogliere, l’azienda aveva già deciso installazione di un impianto fotovoltaico per aumentare la propria autonomia energetica”.

Una politica di efficienza a tutto campo

In effetti, come accennavamo in precedenza, Cantine Pellegrino ha sempre dimostrato una notevole attenzione al tema energetico, tanto da essersi dotata della certificazione ISO 5001: “Si tratta di una certificazione importante per quelle aziende che hanno la necessità di mantenere livelli elevati di qualità dal punto di vista della gestione dell’energia. L’obiettivo della Iso 5001 è comprendere come viene gestita l’energia all’interno dell’azienda. In quest’ottica il primo passo che abbiamo fatto nel lontano 2014/15 è stato quello di monitorare i consumi: sino a quel momento non c’era la possibilità di comprendere quale reparto consumasse più rispetto ad un altro. E soprattutto da che cosa derivassero. Si conosceva insomma il consumo totale ma non si era in grado di stabilire da dove provenisse. Il primo passo è stato così quello di installare a Marsala una ventina di misuratori, una scelta che ci ha permesso di scoprire diverse cose interessanti. Ad esempio che la depurazione delle acque ha un consumo importante, perché coinvolta in molteplici processi. Abbiamo capito anche quanto incida la produzione e mantenimento del freddo, soprattutto per quanto riguarda i vini bianchi. Nel tempo abbiamo perciò capito che dovevamo intervenire su alcune tipologie di macchinari per guadagnare in efficienza: ad esempio un investimento recente ha riguardato la sostituzione di un classico gruppo frigo con un sistema di tipo adiabatico. Nel 2019 abbiamo iniziato a fare investimenti anche nell’ottica di industria 4.0, grazie a cui abbiamo potuto migliorare il controllo delle macchine da remoto e, soprattutto, raccogliere dati. Che ci hanno consentito di prendere delle decisioni importanti, come per esempio la manutenzione predittiva della depurazione”.

L’azione dell’energy manager

Via, che è energy manager dell’azienda dal 2015, ha ben chiare quali possano essere le responsabilità di un professionista dell’energia in un territorio come quello siciliano: “Sono un ege certificato, il mio studio tecnico si occupa di progettazione di impianti elettrici, soprattutto nel mondo industriale e anche di consulenza per la gestione energia. La mia scelta, dopo tanti anni fuori dall’Isola, è stata quella di tornare in questo territorio, dunque qui servono le dovute competenze, solo così possiamo dare un reale contributo. Abbiamo bisogno di investire in efficientamento energetico e far comprendere alle aziende che, al di là della bolletta, gli impianti da fonti rinnovabili consentono di raggiungere un ambito di sostenibilità che consente di confrontarsi con il mondo. L’energy manager non deve occuparsi solo di aspetti meramente tecnici, ma deve porsi lo scopo di modellare le scelte aziendali e imprenditoriali. Non basta dunque solo fare scelte legate al contratto di energia o a uno specifico macchinario, ma occorre impattare in maniera più ampia, facendo comprendere che oggi è importante produrre in maniera sostenibile”. Per il futuro, Cantine Pellegrino ha in programma la realizzazione di un impianto fotovoltaico da 230 kW in un secondo stabilimento di Marsala, che potrebbe beneficiare della partecipazione al Bando Agrisolare. “L’incentivo può agevolare, però oggi non è più fondamentale: l’azienda farà anche quest’altro impianto a prescindere, perché con un business plan fatto bene investimento si recupera in un anno e mezzo/due anni”, conclude Via.

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Gianluigi Torchiani

Nato a Cagliari nel 1981, giornalista professionista, scrive da quindici anni di tecnologia ed energia. Dal 2014 è editor per il Gruppo Digital360

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