Energy management

Duferco: la siderurgia punta su efficienza e sostenibilità

Stefano Montini, Energy manager di Duferco, racconta i progetti di efficientamento e di produzione da fonti rinnovabili del Gruppo. Che in questa fase ha anche approntato una strategia contro il caro energia

31 Gen 2022

Gianluigi Torchiani

Stefano Montini, Energy manager di Duferco

La produzione dell’acciaio, nell’immaginario collettivo, è forse il settore più energivoro che si possa immaginare. E, in effetti, la percezione comune non è tanto lontana dalla realtà, tanto che iniziative mirate all’efficientamento energetico sono in atto nel comparto da decenni. Meno scontato, invece, è che le aziende siderurgiche puntino su sostenibilità e innovazione e che siano capaci di assegnare un ruolo di primo piano alla figura dell’energy manager. Questo è invece il caso di Duferco, gruppo internazionale nato nel 1979, con un core business siderurgico, ma che nel corso degli anni ha sviluppato altri business diversificati nei settori Energia, Shipping e Innovazione.

I progetti di efficienza energetica

Come racconta a Energyup.Tech l’energy Manager di Duferco, Stefano Montini, il settore più energivoro del Gruppo è decisamente quello siderurgico che conta in Italia quattro stabilimenti, di cui il principale per volumi produttivi e consumi energetici è l’acciaieria di San Zeno Naviglio (BS),; gli altri siti sono quelli di Pallanzeno (VB), San Giovanni Valdarno (AR) e Pace del Mela (ME). I consumi di tutti questi stabilimenti superano i 500 GWh e i costi energetici, oramai stabilmente sul podio dei costi di produzione, pesano quasi il 20% del fatturato aziendale. Non a caso, il tema dell’efficientamento energetico è cruciale: “ L’attenzione all’efficientamento energetico è per noi vitale; negli ultimi anni abbiamo lavorato molto per diminuire i consumi di Gas naturale; ciò ci permette parallelamente di diminuire le emissioni di CO2 in atmosfera. Su questa linea hanno inciso gli interventi sui bruciatori di riscaldo delle siviere, utilizzando le nuove tecnologie recuperative e rigenerative; oltre che sostanziali interventi di automazione sui forni di riscaldo finalizzati all’ottimizzazione dei consumi. Per quanto riguarda l’energia elettrica, importanti azioni di efficientamento dei consumi dei forni elettrici di fusione sono in atto adottando le più attuali tecniche di automazione industriale. Stiamo, inoltre, ultimando la riconversione a LED delle luci di tutti i capannoni degli stabilimenti: alla fine dei lavori saranno più di 1.000 le luci sostituite”. Dietro i progetti di efficientamento ci sono le nuove tecnologie digitali, che sono essenziali per misurare e valutare le situazioni per poi facilitare, sulla base di dati solidi, il processo decisionale. Su questa linea il nuovo Laminatoio di Brescia sarà dotato di oltre 10.000 sensori. La nuova frontiera per Duferco è l’intelligenza artificiale, su cui il gruppo sta puntando decisamente anche sul lato energia.

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L’attenzione a rinnovabili ed emissioni

Oltre a progetti tesi alla diminuzione dei consumi, Duferco ha anche avviato tutta una serie di progetti nell’ambito fonti rinnovabili e autoproduzione energetica: “Nello stabilimento siciliano di Pace del Mela abbiamo 5 MW fotovoltaici in autoproduzione, che coprono quasi 1/4 dei consumi del Laminatoio travi; uno degli impianti a tetto industriali più grandi d’Italia. Inoltre, è in conclusione lo studio di fattibilità per pannellare il nuovo Laminatoio di San Zeno Naviglio con 2 MW di energia rinnovabile. Siamo molto orgogliosi di essere stati la prima azienda italiana a concludere nel 2019 un PPA eolico e ne stiamo studiando altri di prossima definizione. Questa politica lungimirante si concretizzerà rendendo il già citato nuovo Laminatoio il primo e unico in Europa a consumare esclusivamente energia verde”.

Strettamente connesso al tema energetico è ovviamente quello delle emissioni e ambientale, che non può che influenzare l’attività di un gruppo siderurgico come Duferco, che da tempo è all’attivo su questo fronte: “Il settore dell’acciaio da forno elettrico è definito forse impropriamente “Hard to abate” in quanto, a differenza del ciclo integrale con altoforni, è per sua definizione già elettrificato nei suoi consumi maggiori; certo è vero che possiamo ulteriormente migliorare e su questi punti Duferco ha impostato uno studio sul futuro utilizzo dell’idrogeno nei forni di riscaldo dei laminatoi, principale fonte di emissioni di CO2 in atmosfera, in quanto utilizzano gas metano e la loro elettrificazione è pressochè impossibile. Il nuovo forno del Laminatoio di San Zeno Naviglio sarà predisposto per poter utilizzare idrogeno con metano (blended circa al 15%). Per l’acciaieria è in fase avanzata la sperimentazione di un polimero della plastica che possa sostituire l’antracite nel processo di fusione del Forno EAF; dalle prime prove sembrerebbe che ci possa essere anche qui un risparmio a due cifre percentuali per le emissioni di CO2 in atmosfera”, evidenzia Monti.

Il caro energia

In questo contesto di innovazione e sostenibilità si è innescata la grande crescita dei prezzi dell’energia, che ovviamente ha interessato da vicino un operatore energivoro come Duferco, che ha dovuto prendere le opportune contromisure: “L’impatto di quella che abbiamo ribattezzato come “tempesta perfetta” è stato a dir poco impetuoso, il rincaro per noi grandi energivori è stato molto più alto dei numeri che circolano e per questo abbiamo dovuto adeguarci e opporre misure straordinarie. La prima strategia è stata effettuare, con discreto anticipo, operazioni mirate di copertura fissando i prezzi di Power e Gas. La seconda, più dolorosa, è stata il variare della marcia produttiva in base ai costi dell’energia definiti in MGP; entrambe proseguiranno, anche in seguito all’entrata in vigore del Capacity Market, almeno fino al mese di marzo”.

Il lavoro dell’energy manager

Scelte e strategie che passano in prima battuta dall’azione quotidiana dell’energy manager e del suo team. “Personalmente mi sono laureato in Ingegneria Gestionale al Politecnico di Milano; dopo le classiche prime esperienze lavorative post Laurea in altri settori, circa 10 anni fa ho accolto con entusiasmo la sfida di Duferco di creare insieme un ufficio evoluto e integrato al processo aziendale. Cosa deve fare un buon energy manager? La mia idea è che nelle tantissime specifiche variabili ( mercato, consumi, servizi Terna, normative), sappia analizzare con lucidità le situazioni costruendo un processo informativo e decisionale veloce ed efficace. La mia attività di energy management in Duferco Travi e Profilati è supportata da un Team di colleghi di Duferco Energia e da consulenti di primo livello, con il quale ci coordiniamo quotidianamente, riuscendo a studiare e analizzare tutti i lati di questo lavoro la cui variabilità costante è la sua maggior caratteristica, ma anche l’indicatore primario della sua difficoltà”. Ma perché i risultati arrivino è necessaria anche la collaborazione del resto dell’azienda: “ La collaborazione con gli altri team aziendali è fondamentale e negli ultimi due anni abbiamo organizzato parecchie riunioni per aggiornare tutti sullo status quo del problema energetico e dei suoi costi. Devo dire che i miei colleghi sono sempre molto proattivi e particolarmente curiosi e questo ha innescato un circolo virtuoso di flusso di informazioni all’interno dell’azienda. Sinceramente in Duferco il tema energia, efficientamento e decarbonizzazione è conosciuto in maniera competente e approfondita dagli azionisti di maggioranza: la famiglia Gozzi e a cascata dalla direzione e management. Questa è una fortuna assoluta che credo di avere, perché in questo modo il processo decisionale è in assoluto più rapido e razionale a beneficio di tutta l’azienda”, conclude Montini.

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Gianluigi Torchiani

Nato a Cagliari nel 1981, giornalista professionista, scrive da quindici anni di tecnologia ed energia. Dal 2014 è editor per il Gruppo Digital360

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