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Le novità del 2023 nel settore Energy secondo Eaton

Decentralizzazione, digitalizzazione, flessibilità della domanda e quadri SF6-free guideranno l’aumento della produzione di energia elettrica più sostenibile

Pubblicato il 27 Gen 2023

Paolo Tagliabue, Product Marketing Manager Divisione Energy Storage di Eaton Italia

Ne abbiamo parlato per tutto il 2022. E’ stato un anno che ha profondamente segnato il settore Energy, soprattutto a causa della crisi innescata dal conflitto Russia-Ucraina e al conseguente aumento dei prezzi, che ha rappresentato un’ulteriore spinta per lo sviluppo delle energie rinnovabili. Un tema che è da tempo al centro del dibattito anche alla luce della necessità di superare la crisi energetica e al contempo, di soddisfare gli obiettivi di neutralità climatica stabiliti dall’Unione Europea.

Nel 2023 la corsa verso la transizione energetica guiderà l’implementazione pratica di nuovi modelli per la produzione di energia elettrica. E una cosa è certa. Per modernizzare la rete, gli operatori di trasmissione e distribuzione dell’energia dovranno adottare un approccio fortemente basato su tre parole chiave: decarbonizzazione, decentralizzazione e digitalizzazione, implementando al contempo soluzioni a supporto di sicurezza informatica e sostenibilità.

Valorizzando i principali trend di sviluppo globale dell’elettrificazione e della digitalizzazione, Eaton è pronta ad accelerare la transizione del pianeta verso le energie rinnovabili, contribuendo a risolvere le più urgenti sfide di gestione energetica, con l’obiettivo di ottenere il meglio per gli stakeholder e per la società. Mentre tiene vivo questo impegno, l’azienda specializzata nella gestione intelligente dell’energia nel rispetto dell’ambiente, ha identificato cinque trend che a suo dire, caratterizzeranno il settore Energy per tutto il 2023.

Smart Energy: un ruolo chiave spetta ai prosumer

Una prima evidenza messa in luce da Eaton riguarda il fatto che la transizione energetica sta rendendo più labili i confini della rete. Dalle singole abitazioni alle aziende, sempre più utenti considerati “behind the meter” (ovvero gli utenti connessi alla rete con un POD) si sposteranno verso un approccio “in front of the meter”. Questo consentirà loro non solo di generare, ma anche gestire in autonomia una parte della energia autoprodotta da fonti diverse, come il fotovoltaico, grazie anche all’impiego di sistemi di accumulo dell’energia.

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Questi utenti che producono e consumano la propria energia, meglio conosciuti come “prosumer”, assumeranno un ruolo chiave per mitigare il cambiamento climatico, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili. Infatti, l’energia generata a livello nazionale, anche in piccole quantità, consentirà ai Paesi di ridurre le importazioni, favorendo l’indipendenza energetica.

Se le opportunità sono evidenti, la decentralizzazione del sistema energetico pone nuove sfide su come bilanciare il flusso variabile di energia da parte dei prosumer e dei produttori di energie rinnovabili mantenendo al contempo un livello di stabilità della Rete costante, in particolare nei momenti di picco della domanda.

Flessibilità della rete per risparmiare milioni di tonnellate di CO2

Nel 2023 ci si aspetta che gli operatori di rete favoriranno la cosiddetta “flessibilità della domanda”: man mano che i prosumer acquisiranno familiarità con le dinamiche di produzione, capiranno come trarne profitto vendendo alla rete l’energia prodotta dai propri sistemi di accumulo (tra cui le batterie dei veicoli elettrici), ottenendo al contempo un vantaggio economico.

Tuttavia, gli operatori stanno riscontrando difficoltà a gestire i grandi flussi di energia bidirezionali su reti progettate sino ad oggi per flussi unidirezionali (da pochi generatori a molti consumatori).

Nei prossimi 12 mesi sfruttare appieno la flessibilità della rete potrà fare la differenza: come mostrato da un recente report DNV pubblicato da SmartEn e supportato da Eaton, infatti, questa consentirebbe entro il 2030 di arrivare a risparmiare fino a 29,1 miliardi di euro e 37,5 milioni di tonnellate di emissioni di gas serra ogni anno entro il 2030.

Infrastrutture obsolete ostacolano la digitalizzazione nel settore Energy

Date queste premesse, è doveroso affrontare un capitolo, quello della digitalizzazione, che segue quasi spontaneamente la nascita di un modello energetico complesso, che prevede livelli variabili di domanda e offerta di energia. Ma se il settore delle utilities avverte la spinta a digitalizzare le reti, dall’altra ciò implica un aggiornamento delle infrastrutture esistenti.

Il settore sta dunque affrontando un periodo critico di transizione, che nel 2023 si farà ancora più stringente. In un contesto in cui è necessario saper rinnovare i modelli di servizio nonostante infrastrutture non all’avanguardia, la digitalizzazione può essere vista sia come una chiave per il successo, sia come un ostacolo per le sfide più urgenti.

Tecnologie e lavoro di squadra per combattere attacchi cyber

Tematiche come la decentralizzazione e la digitalizzazione comportano l’elaborazione di grandi quantità di dati, sollevando alcune preoccupazioni in materia di sicurezza informatica: l’integrazione di una quantità maggiore di dati in un unico sistema ne aumenta infatti la vulnerabilità. Preparare la rete per la transizione energetica e garantire che le infrastrutture non siano compromesse da attacchi informatici è una responsabilità collettiva.

Nel 2023, i settori dell’energia e della cybersecurity dovranno lavorare a stretto contatto per proteggere la rete e garantire che gli obiettivi di neutralità climatica non siano messi a repentaglio da attacchi informatici. Sia i Governi, sia le aziende dovranno lavorare in sinergia con il settore dell’energia per garantire una strategia solida: questo comporta investimenti in tecnologie innovative che possano aprire la strada a strutture e processi di risk management più efficienti.

Quadri elettrici SF6-free per un futuro sostenibile

A partire dalla metà del 2020, l’Unione Europea e altri Paesi europei, hanno iniziato a vietare l’uso del gas SF6, responsabile del riscaldamento globale, nei quadri elettrici di media tensione. Ne consegue che le utilities, insieme a molti altri settori che utilizzano questo tipo di quadri elettrici, dovranno scegliere alternative per i progetti futuri.

Una rete decentralizzata ad alta intensità di energia rinnovabile richiederà commutazioni più frequenti, dunque il mercato europeo dei quadri elettrici è in crescita. Fortunatamente, i quadri di media tensione senza SF6, come Xiria, sono già disponibili fino a 24kV compresi: lo sviluppo di questa tecnologia potrà quindi incentivare la decisione di eliminare del tutto il gas SF6 nel 2023 e negli anni a seguire.

Come gestire in modo consapevole l’Energy

“Per un futuro più sostenibile sarà cruciale che sia le aziende, sia i privati intraprendano un percorso in grado di ridurre in modo concreto le emissioni di CO2”, ha dichiarato Paolo Tagliabue, Product Marketing Manager Divisione Energy Storage di Eaton Italia “Un utilizzo più consapevole dell’energia è un passo fondamentale per la trasformazione energetica: il ruolo degli operatori è quello di favorire la diffusione delle energie rinnovabili, nonché di lavorare per l’adozione di processi e tecnologie che consentano di sfruttare al meglio fonti alternative e nuovi modelli di distribuzione dell’energia stessa. Eaton si propone come attore proattivo in questo scenario e offre soluzioni per la gestione dell’energia, in primis con i propri sistemi di Accumulo xStorage Home e Building”.

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