Energy Management

Riso Scotti: la strada dell’efficientamento passa dalla concretezza

Lorenzo Cerri, Energy Manager del Gruppo, evidenzia i progetti di efficienza realizzati in questi anni, pensati per avere un ritorno economico e un senso industriale, rifuggendo la logica del green washing

09 Feb 2022

Gianluigi Torchiani

L’industria, specialmente in Italia, non riguarda soltanto la produzione di oggetti pesanti e tecnologici. Ma è anche trasformazione di beni alimentari: un’attività spesso complessa, caratterizzata da numerosi processi produttivi e dal crescente bisogno di monitoraggio delle relazioni con logistica e supply chain. Dunque, anche l’agroalimentare necessita di ingenti quantità di energia elettrica e gas che, specialmente in un momento di caro prezzi come quello attuale, bisogna cercare in qualche modo di limitare. Un percorso che anche una azienda estremamente nota nel settore come Riso Scotti sta portando avanti da alcuni anni a questa parte, prestando anche una particolare attenzione alla sostenibilità ambientale, come racconta a Energyup.Tech l’energy manager Lorenzo Cerri.

Le attività di efficientamento

I consumi energetici di Riso Scotti sono importanti: nel 2021 le spese tra energia elettrica e gas sono ammontate a circa 8 milioni di euro (4,7 elettricità e 3,2 gas), pari a circa il 3,5% del fatturato aziendale. Per questo motivo, a partire dal 2017, sono state effettuate alcune iniziative importanti di efficientamento dei consumi. Il primo passaggio è stato relativo all’installazione di un sistema di cogenerazione da 2,7 MW elettrici, che produce contemporaneamente energia elettrica e calore. Il passo successivo è venuto di conseguenza, attraverso la collocazione di tre UTA (Unità di Trattamento Aria) che utilizzano l’acqua calda – scaldata dai fiumi del cogeneratore – e acqua fredda, quest’ultima prodotta da un assorbitore a bromuro di litio per raffreddare l’acqua così da climatizzare gli ambienti di lavoro. Nel 2018, in piena ottica di economia circolare ed efficientamento, è stata impiegata la lolla, ovvero la “buccia” di scarto del riso, per alimentare una caldaia a biomassa da 11 MW termici, che consente di risparmiare 6 milioni di metri cubi di gas l’anno. Nel 2019, invece, è stata la volta dell’installazione di uno speciale iniettore a vapore che ha consentito di spegnere le sei pompe per creare il vuoto sino a quel momento impiegate nel reparto confezionamento. Il 2022 infine, sarà l’anno della realizzazione di un progetto estremamente ambizioso per Riso Scotti, che porterà ad un vero e proprio ciclo integrato delle acque. Innanzitutto, è previsto un impianto di depurazione di tipo anaerobico delle acque reflue, che porterà alla produzione di biogas, che a sua volta alimenterà un mini-cogeneratore da 150 kW a servizio dell’impianto di depurazione vero e proprio. Successivamente l’acqua, una volta depurata, sarà immessa in superficie, per poi tornare a irrigare i campi in cui si produce riso.

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Rinnovabili e digitalizzazione

Lorenzo Cerri, Energy manager di Riso Scotti

Sul fronte dell’autoproduzione e della circolarità Riso Scotti si è spinta dunque molto in avanti, mentre in materia di fonti rinnovabili c’è invece un po’ più di prudenza: “Per quanto riguarda il fotovoltaico si potrebbe arrivare in futuro all’installazione di impianti presso un polo logistico di prossima realizzazione da parte del gruppo. Prima di avviare il progetto, però, vogliamo fare bene i conti per comprendere se il progetto possa essere effettivamente sostenibile da un punto di vista economico, dal momento che nel Nord Italia non possiamo contare sull’irraggiamento solare del Mezzogiorno. Procederemo dunque con calma, dando comunque priorità alle nostre soluzioni per l’efficienza energetica. In particolare, nel 2022 procederemo sicuramente al relamping dei nostri stabilimenti”. Tutte le iniziative di efficientamento sono facilitate dai nuovi strumenti digitali, che hanno semplificato notevolmente il cruciale aspetto di reperimento delle informazioni. “Negli scorsi anni è stato implementato un sistema di monitoraggio digitale che ci consente di visualizzare il dettaglio dei consumi energetici attraverso un’unica dashboard, rendendo così più agevole e puntuale l’individuazione delle possibili inefficienze. In questa piattaforma sono stati interconnessi tutti gli strumenti di stabilimento, consentendoci così di misurare i consumi dell’energia elettrica, del vapore e dell’acqua, nonché di calcolare i costi relativi di ogni singolo reparto”.

L’impatto del caro energia

A proposito di costi, in questa fase anche Riso Scotti è interessata dalla grande corsa dei prezzi dell’energia e la sensazione dell’energy manager è che non ci siano moltissimi spazi d’azione: “L’impatto della corsa dei prezzi è stato veramente importante, in particolare per quanto riguarda il gas per la produzione elettrica, da cui siamo fortemente dipendenti dal punto di vista della cogenerazione. Cosa facciamo? Monitoriamo continuamente l’andamento dei prezzi del gas, abbiamo controllato anche l’esistenza di eventuali scostamenti di prezzo tra i diversi fornitori, ma la differenza non è sostanziale. Dal mio punto di vista soltanto chi è riuscito ad assicurarsi lo scorso anno dei prezzi bloccati per un certo periodo temporale può essere riuscito a limitare gli impatti del caro energia, viste le dimensioni del fenomeno”.

L’azione dell’energy manager

Aspettando tempi migliori per i prezzi dell’energia, Riso Scotti proseguirà in ulteriori iniziative di efficientamento. Che, come sempre, passeranno da progetti fondati su criteri prevalentemente tecnici: “Personalmente possiedo una formazione prevalentemente di tipo tecnico e industriale, soltanto in una fase successiva mi sono avvicinato agli aspetti economici-finanziari tipici della professione. Non a caso ritengo che un energy manager che opera in una realtà industriale debba contare su una buona formazione tecnica: per progettare effettivamente gli interventi non basta conoscere i numeri, occorre anche conoscere le macchine e gli impianti su cui si va a intervenire. Inoltre, imparare a leggere e interpretare i numeri per un tecnico è comunque più semplice di quanto sia per un non tecnico apprendere le dinamiche di funzionamento delle macchine stesse”. Una logica condivisa anche internamente: buona parte degli interventi effettuati in questi anni da Riso Scotti è frutto di consigli e suggerimenti del lavoro dei tecnici. Grazie però anche alla collaborazione del resto dell’azienda: “Per riuscire a portare avanti gli interventi di sostenibilità ed efficienza con gli altri team aziendali, occorre comunque utilizzare un linguaggio economico, che più che ai risparmi in termini di MWh metta in chiaro i tempi di payback di ogni specifico progetto, gli esborsi necessari e così via. D’altra parte, l’azione di Riso Scotti è sempre stata orientata a sostenibilità economica ed estrema concretezza e non certo al green washing”, conclude l’energy manager.

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Gianluigi Torchiani

Nato a Cagliari nel 1981, giornalista professionista, scrive da quindici anni di tecnologia ed energia. Dal 2014 è editor per il Gruppo Digital360

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