Startup

Hivergy: una soluzione per rendere accessibile la gestione delle Comunità energetiche

Una startup ha realizzato una soluzione hardware e software, pensata sia per i gestori che per gli utenti delle CER

Pubblicato il 11 Set 2023

Le comunità energetiche rappresentano senz’altro il tema più caldo del settore energia di questi ultimi mesi: non si contano i rapporti e gli studi dedicate a questo modello e alle varie iniziative. Un fermento che non poteva non incontrare anche il mondo dell’Open innovation, come dimostra la storia di Hivergy: di tratta di una giovane realtà nata nel 2023 dalla collaborazione di 4 ingegneri (Lorenzo Caseri, Leonardo Pistillo, Piersilvio Marcolin e Antonio Miglio) che si propone di creare un sistema di monitoraggio e gestione economicamente sostenibile, accessibile a tutti, che consenta di beneficiare delle CER in modo semplice, intuitivo ed efficiente. L’obiettivo è rendere le comunità energetiche un modello con costi di gestione efficiente, consentendo anche alla realtà meno strutturate di diventare un protagoniste attive della decarbonizzazione.

L’idea alla base di Hivergy

Come racconta a EnergyUp.Tech Antonio Miglio “Dietro Hivergy ci sono quattro ragazzi di quattro zone diverse d’Italia: ci siamo conosciuti per caso a Milano e abbiamo deciso di cooperare, mettendo su una piccola startup per aiutare il mercato italiano nella strada verso le comunità energetiche”. “Siamo quattro persone appassionate di energia e di sostenibilità, ma al di là dei nostri interessi ci è sempre piaciuta anche la dimensione democratica delle CER, dal momento che sono pensate anche per combattere la povertà energetica. Abbiamo compreso però come nel mercato esistesse un gap tecnologico da riempire, soprattutto da un punto di vista degli strumenti adatti a consentire una efficace gestione delle CER”, aggiunge Marcolin.  In effetti, il funzionamento di una CER richiede, oltre all’installazione degli impianti da fonti pulite, che i flussi energetici di tutti i partecipanti vengano monitorati in tempo reale, così da rendere possibile la redistribuzione degli incentivi e degli utili, secondo quanto stabilito dal regolamento specifico della Cer stessa. Occorre però considerare che il calcolo dell’incentivo complessivo da erogare alla CER spetta al GSE, ma l’attribuzione dei benefici ai membri spetta al gestore della comunità.

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In questo senso l’applicazione (ospitata su cloud AWS) Hivergy è stata progettata per semplificare la gestione delle CER sia per gli amministratori che per gli utenti finali. Gli amministratori possono creare anagrafiche complete per gestire i rapporti contrattuali tra i membri della CER, monitorare le regole di redistribuzione degli utili e analizzare le performance globali della comunità e dei suoi stakeholders.

La parte hardware

Gli obiettivi della soluzione Hivergy sono però ancora più ambiziosi, grazie anche al supporto di una soluzione hardware: appositi microcontrollori (BEE-ENERGY) installati presso le utenze consentono un bilanciamento in tempo reale dei consumi all’interno della comunità e gestiscono l’aspetto economico della CER. Gli algoritmi di intelligenza artificiale invece, analizzano costantemente i dati identificando quelle che sono le opportunità per migliorare i consumi per ottimizzare l’efficienza energetica.
“La nostra idea è anche quella di rendere consapevoli anche i singoli partecipanti delle comunità, così da permettergli di ricalibrare i propri consumi, così da massimizzare il beneficio della partecipazione alle CER. Sebbene i distributori possiedano i nostri dati di consumo in maniera quasi istantanea, tuttavia queste informazioni sono difficilmente reperibili per il consumatore. L’obiettivo è quindi quello di recuperare questi dati con un nostro apposito dispositivo, capace di misurare i dati di potenza scambiati in maniera bidirezionale e inviarli alla nostra piattaforma, elaborandoli per tutte le necessità della comunità energetica”, evidenzia Miglio.
Non solo: nel momento in cui gli utenti sono informati sul momento in cui la generazione di energia rinnovabile è abbondante, possono prendere decisioni più consapevoli riguardo al consumo energetico. Questo può tradursi in un migliore utilizzo delle risorse rinnovabili, riducendo la dipendenza dalle fonti fossili e contribuendo alla lotta contro i cambiamenti climatici. Inoltre, l’ottimizzazione dell’energia durante le ore di massima produzione può contribuire a stabilizzare la rete elettrica, riducendo i picchi di domanda e migliorando l’affidabilità del sistema.

La collaborazione con installatori e impiantisti

Un modello che ha già attirato le attenzioni di altre realtà del settore energia: in particolare Hivergy ha già avviato alcune partnership con realtà che si occupano di impiantistica sia di eolico che di fotovoltaico. La collaborazione con impiantisti e installatori si basa su un aspetto che riguarda da vicino il modello di funzionamento delle Comunità energetiche: “Alla fine le Cer, dal punto di vista degli installatori, non fanno altro che facilitare la costruzione nuovi impianti. Ma nei bandi viene spesso richiesta la gestione dell’impianto, quindi dal loro punto di vista è importante avere dei legami con realtà come la nostra che sono in grado di garantire questo passaggio. Anche perché molte di queste società non sono certo smart e hanno dunque bisogno di consulenza per poter entrare nel business delle Cer, così da combinare la parte di installazione con gli aspetti più strettamente digitali. Al tempo stesso i dati ricavati dalla nostra soluzione possono essere utilizzati dagli installatori per monitorare i propri impianti e programmare più puntualmente gli eventuali interventi di manutenzione”, evidenzia Pistillo.

Gli obiettivi per il futuro

In questi primi mesi di attività Hivergy ha fin da subito cercato di intercettare i bandi nazionali del PNRR, per cercare di creare delle CER nelle zone meno ricche del Paese, come il Sud Italia. Ad esempio un progetto coinvolge la Caritas di San Severo (Foggia), sfruttando un bando della fondazione AgriSud e potrebbe prendere definitvamente il via il prossimo anno. Per quanto riguarda il futuro, i fondatori di Hivergy hanno le idee chiare: “Quello che ci piacerebbe fare è partire con progetti di scala più ridotti per poi espanderci anche a un mercato più grande e corporate, per l’utilizzo aziendale. Attualmente non abbiamo in programma di coinvolgere investitori esterni, possiamo contare su un prodotto home made che stiamo cercando di commercializzare. Ciò non toglie che in futuro, se volessimo espandere la piattaforma e aumentare clienti e funzionalità probabilmente dovremo passare per l’apporto di investitori”, conclude Miglio.

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Gianluigi Torchiani

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