Energy Open Innovation

newcleo: cosa c’è alla base della strategia della scale up del nucleare di quarta generazione

Elisabeth Rizzotti, Founder & Chief Operating Officer – Managing Director Italy di newcleo, evidenzia le ragioni che hanno spinto la startup a puntare sulla tecnologia degli small reactors. E in che modo si punta a raggiungere una maggiore accettazione sociale della tecnologia

Pubblicato il 22 Mag 2023

Elisabeth Rizzotti, Founder & Chief Operating Officer – Managing Director Italy di newcleo

In Italia si è tornato recentemente a parlare di nucleare, anche a seguito di una recente mozione approvata in parlamento, che guarda esplicitamente all’orizzonte della nuova generazione del nucleare. Proprio in questo ambito si muove una delle realtà più note del settore, l’italiana newcleo, startup nata per sviluppare una nuova tecnologia di energia nucleare pulita e sicura. EnergyUP.Tech ha parlato con Elisabeth Rizzotti, Founder & Chief Operating Officer – Managing Director Italy di newcleo, per scoprire obiettivi e modello di business di questa realtà.

L’idea alla base

Come e in seguito a quale intuizione nasce newcleo?

newcleo nasce dall’obiettivo di generare energia elettrica in modo sicuro, sostenibile, pulito e in grandi quantità, sviluppando nuovi tipi di reattori nucleari in grado di utilizzare i rifiuti nucleari esistenti come combustibile. Insieme a Stefano Buono, CEO, e Luciano Cinotti, Chief Scientific Officer, abbiamo combinato grandi capacità scientifiche, manageriali e imprenditoriali per creare i nostri reattori veloci raffreddati al piombo, una particolare soluzione tecnologica studiata per oltre 30 anni che ci permetterà di portare un nuovo paradigma sul mercato dei reattori nucleari.

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 Perchè avete deciso di puntare proprio sull’energia nucleare e non su altre tecnologie energetiche low carbon?

Il nucleare non è solo ciò che sappiamo fare meglio, ma è anche la soluzione più promettente per risolvere il problema delle emissioni di CO2 al fianco delle rinnovabili. Infatti è l’unica fonte energetica in grado di generare grandi quantità di energia in modo costante, sicuro ed economico, senza emissioni dirette di CO2. È quindi indispensabile per la decarbonizzazione: può sostituire le fonti fossili e coprire la domanda di carico di base della rete elettrica, permettendoci di soddisfare la crescente domanda di energia che accompagna l’elettrificazione di numerose attività umane.
Il nucleare di nuova generazione si propone di superare alcune limitazioni del nucleare convenzionale. La nostra azienda si basa su quasi trent’anni di ricerca e sviluppo e punta a progettare, costruire ed operare reattori veloci piccoli modulari raffreddati al piombo.
Mettiamo a frutto la grande esperienza accumulata dal nostro Comitato Scientifico e team di esperti: questo ci da un chiaro vantaggio competitivo, sia in termini di proprietà intellettuale che di risorse umane.

Quali caratteristiche distingueranno il vostro nucleare di quarta generazione da quello di terza?

Tra le sei categorie individuate dal Generation IV International Forum, vi sono i Lead-cooled Fast Reactors su cui noi lavoriamo.
Una delle principali differenze rispetto ai reattori tradizionali è di utilizzare piombo per raffreddare il combustibile. Inoltre si tratta di reattori veloci, che hanno la capacità di utilizzare meglio il combustibile e anche di usare ciò che oggi è considerato uno scarto come combustibile fresco. In questo modo, possiamo chiudere il ciclo del combustibile, minimizzando i volumi di scorie radioattive che sarebbero altrimenti destinate ad un deposito geologico. Dunque instauriamo una “circolarità” virtuosa, capace di bruciare i rifiuti come combustibile, materiale già disponibile ad esempio in Inghilterra e Francia. La nostra intenzione è di investire nella fabbricazione di combustibile MOX che sfrutti plutonio e uranio impoverito. Inoltre, l’utilizzo del piombo e la nostra attenta progettazione garantiscono livelli di sicurezza passiva maggiori.

Il modello di business

 Che tipo di attività state svolgendo prevalentemente in questa fase? E quali sono le tappe intermedie previste dalla strategia di newcleo?

Abbiamo una roadmap ambiziosa e serrata per i prossimi anni e stiamo lavorando in parallelo su numerosi progetti che sono uno propedeutico all’altro. In Italia, nel centro Enea sul Lago Brasimone, costruiremo il primo prototipo, rappresentativo dei nostri reattori ma alimentato ad energia elettrica, invece che con combustibile nucleare, che ci permetterà di testare i componenti prima di arrivare al primo reattore nucleare, di 30MWe, che costruiremo in Francia. Contemporaneamente stiamo investendo nella produzione di MOX, il combustibile che alimenterà i nostri reattori. Infine, in Inghilterra costruiremo una versione più potente (200MWe) del reattore francese. Questo sarà il nostro primo modello commerciale che prevediamo di commercializzare e operare per diventare produttori di energia elettrica.

 In che modo si reggerà in futuro il business di newcleo? 
Il business model di newcleo sarà basato su varie soluzioni. Da un lato saremo produttori di reattori nucleari e potremo vendere i nostri reattori ad altri operatori. Dall’altro, prevediamo di diventare noi stessi operatori e produttori di energia utilizzando i nostri reattori. I nostri clienti saranno aziende e Stati in tutto il mondo che vorranno dotarsi di energia sicura, pulita e a basso costo. Infine, stiamo studiando anche soluzioni integrate per i Paesi che ad oggi non utilizzano il nucleare. Potremmo infatti offrire una soluzione completa che parta con la costruzione del reattore e finisca con la gestione dei prodotti di fissione in maniera sicura, passando, ovviamente, per la produzione di energia.

Esistono progetti similari al vostro nel mondo? 
•Ci sono svariati progetti per lo sviluppo di reattori di quarta generazione nel mondo, inclusi alcuni che sfruttano tecnologie simili alla nostra. Tuttavia, sono pochissime le aziende ben capitalizzate per realizzare ogni fase del proprio progetto. In queste settimane abbiamo lanciato una raccolta di capitale fino a un miliardo di euro (oltre ai 400 milioni già raccolti a soli 10 mesi dal lancio della società) da investitori sia italiani che internazionali. È un passaggio importante perché ci darà ulteriore solidità finanziaria per poter procedere in modo rapido e flessibile verso il raggiungimento di tutti gli obiettivi che ci siamo posti.

Come spingere l’accettabilità sociale del nucleare

In Italia si sta tornando recentemente a parlare di nucleare: anche il nostro Paese potrà essere interessato dalle vostre soluzioni?

Le nostre soluzioni potranno essere utilizzate in numerosi Paesi e offriranno la possibilità di decarbonizzare la produzione di energia in modo sicuro, economico e su ampia scala, inclusa l’Italia se le condizioni saranno opportune. Non solo dal punto di vista politico e dell’opinione pubblica, ma anche da quello legislativo e strategico.
L’Italia, peraltro, ha saputo mantenere e sviluppare importantissime conoscenze in ambito nucleare anche dopo la dismissione del proprio programma. Molte di queste competenze formano la base del nostro lavoro e sono state sviluppate in Italia, ma anche all’estero da ricercatori e scienziati formati nelle università italiane. Oggi siamo in grado di attrarre moltissimi talenti italiani da realtà estere i quali sono ben felici di potersi mettere alla prova più vicino a casa.  Se l’Italia vorrà dotarsi ancora una volta di questa fonte di energia, è fondamentale iniziare fin da subito a mettere le fondamenta del suo sviluppo. Dobbiamo formare tecnici, ingegneri e fisici affinché l’industria possa avere una base di talenti da cui attingere. Deve essere uno sforzo sistemico e noi siamo pronti a fare la nostra parte.

Che tipo di collaborazioni avete con il tessuto della ricerca italiano?

Con ENEA è stato firmato un accordo quadro per lo sviluppo, la progettazione e la costruzione presso il Centro Ricerche del Brasimone di diverse facilities sperimentali, incluso il prototipo elettrico del sistema LFR. ENEA infatti ha grande esperienza di questa tecnologia, ed insieme lavoriamo alla progettazione e allo studio delle prestazione termo-fluidodinamiche, meccaniche e funzionali. Con Politecnico di Torino abbiamo sottoscritto una collaborazione strategica ad ampio raggio su generazione di idee, studi di prefattibilità, progetti di ricerca svolti in partnership, ma anche attività didattica, come la promozione di dottorati di ricerca negli ambiti di termoidraulica; fisica del reattore; vibrazioni fluidoindotte; sviluppo e qualificazione materiali strutturali e coatings; Analisi termomeccanica; analisi di sicurezza; studio di applicazioni di remote handling/robotics; analisi strutturali/sismiche dell’impianto. Inoltre collaboriamo anche con altre enti come Università di Bologna e Politecnico di Milano per ricerca e sviluppo.

Esistono invece delle partnership/collaborazioni con altri attori del settore energetico nazionale?
Stiamo naturalmente instaurando rapporti con vari attori chiave dell’industria nucleare, sia in Francia che in UK, sia per quanto riguarda la progettazione e costruzione del reattore che per la fabbricazione del combustibile MOX. Inoltre, a marzo 2023 abbiamo potuto annunciare, di aver avviato una collaborazione con Enel, uno dei più grandi operatori di energia rinnovabile al mondo. L’accordo ci permetterà di attingere al know how nucleare di Enel, che già opera alcune centrali in Spagna e Slovenia, e offre ad Enel la possibilità di diventare il primo investitore per la costruzione del nostro primo impianto nucleare. Avere al nostro fianco una realtà come Enel è un riconoscimento molto importante, che dimostra non solo la validità del nostro progetto, ma anche il ruolo fondamentale che il nucleare giocherà nei sistemi energetici del futuro.

Quali sono i principali ostacoli e problematiche che dovete affrontare nella realizzazione del vostro progetto?

Il nostro approccio graduale e flessibile ci permette di lavorare agilmente nel progettare le nostre macchine. Ad esempio, una delle sfide associate all’utilizzo del piombo liquido è la scelta di materiali adeguati a resistere alle condizioni operative. Parte quindi delle nostre attività si concentra proprio su questo: vogliamo investire in un laboratorio dedicato a questo argomento.

 Recentemente nel mondo dell’energia si sono accesi i riflettori anche sulla fusione nucleare: che opinione avete a proposito di questa tecnologia?
La fusione è una tecnologia al momento allo studio e sulla quale molti sforzi, anche europei, sono in atto. Infatti l’obiettivo odierno della ricerca internazionale è arrivare a produrre più energia di quanta se ne usi per avviare e mantenere attivo il processo di fusione, e renderla appetibile dal punto di vista economico e finanziario. Per quanto si sia arrivati a risultati importanti in questi mesi, siamo ancora lontani da un’implementazione commerciale e su ampia scala.

L’accettazione sociale del nucleare in molti Paesi, tra cui il nostro, è bassa. Come affrontate questo ostacolo?
L’unico modo per offrire a tutti la possibilità di comprendere la sicurezza intrinseca e il grande potenziale di questa tecnologia è quello di investire con decisione nella formazione, nell’informazione e nella divulgazione scientifica. newcleo crede fortemente nel far conoscere questa fonte di energia sin dalle generazioni più giovani e abbiamo avviato numerose collaborazioni con scuole e licei per portare nelle classi informazione di qualità sul nucleare.

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Gianluigi Torchiani

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