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Comunità energetiche, al via le iniziative nel bellunese

Se n’è parlato nel corso di un convegno organizzato dal Consorzio BIM Piave Belluno. Sullo sfondo le risorse e i piani del PNRR

01 Ago 2022

Il modello Comunità energetiche comincia a farsi spazio a livello locale:  proprio a questo tema è stato dedicato il convegno “Le Comunità Energetiche Rinnovabili. Un’opportunità per il territorio bellunese”, organizzato dal Consorzio BIM Piave Belluno in collaborazione col Centro Studi Bellunese, RSE e BIM Infrastrutture. L’obbiettivo dell’iniziativa è stato quello di iniziare a spiegare al territorio bellunese, in particolare agli enti locali e alle attività produttive, quelle che potranno essere le prospettive legate al mondo delle comunità energetiche rinnovabili. L’idea finale è quella di promuovere la costituzione di una serie di comunità energetiche rinnovabili anche nel territorio bellunese,  che già oggi produce 2,5 volte l’energia che consuma e lo fa attingendo unicamente da fonti rinnovabili. Sullo sfondo ci sono poi le risorse del PNRR, con bandi ormai prossimi che potranno finanziare la realizzazione delle Green Communities.

“Una sfida importante – ha messo in evidenza il presidente del consorzio, Marco Staunovo Polacco – che inizierà in maniera concreta in autunno e che avrà delle ricadute importantissime all’interno del territorio sia sociali che economiche. Credo che l’aspetto sociale, evidenziato da più parti dagli importanti relatori di oggi, sia quello che porterà il maggiore coinvolgimento della popolazione”.

Sulla stessa linea Fabio Armanasco, responsabile del progetto “L’utente al centro della transizione energetica” in RSE – Ricerca sul Sistema Energetico. “C’è molta attenzione da parte di questi territori e c’è molto potenziale. Chiaramente le comunità energetiche rinnovabili sono uno degli strumenti più adatti a compiere il percorso di transizione, non solo energetica ma anche ecologica. È un patrimonio territoriale davvero ricco che può essere sfruttato nella sua completezza e dar vita a comunità energetiche rinnovabili che godano di un mix tecnologico molto diversificato. Che potrà quindi dare origine a dei modelli virtuosi che godranno anche di una forte replicabilità sui territori. C’è stata la partecipazione anche di UNCEM in una fase di comunicazione preliminare di questa iniziativa. A supporto proprio di quelle che saranno tutte le attività di informazione e formazione che dovranno essere svolte per promuovere una maggior consapevolezza energetica, anche a favore degli utenti finali che verranno coinvolti in questa iniziativa”.

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