Energy Efficiency

Efficientamento energetico: cos’è e quali sono gli interventi fattibili

Operare un efficientamento energetico significa effettuare degli interventi per limitare gli sprechi di energia e ottenere un risparmio, sia economico sia di emissioni nocive. Per raggiungere questo risultato si può sfruttare l’Ecobonus

07 Mar 2022

Fabrizio Pincelli

L’argomento energia è di grande attualità e sempre più di frequente si sente parlare di risparmio energetico e di efficientamento energetico, tendendo a confondere le due attività perché essenzialmente mirano entrambe a un certo risparmio. Tuttavia, hanno due significati del tutto differenti e uno non implica l’altro. Anzi, è la loro unione che può portare davvero a un migliore e più consapevole consumo dell’energia, approfittando anche delle detrazioni previste per l’ammodernamento degli impianti per uso domestico e industriale.

Cos’è l’efficientamento energetico?

Come detto, risparmio energetico ed efficientamento energetico sono due concetti distinti. Il primo sottintende interventi che portino unicamente a contenere i costi limitando il consumo di energia. Anche l’efficientamento energetico implicitamente sottintende un risparmio, ma ha come obiettivo primario quello di effettuare interventi per avere un uso più efficiente dei sistemi, quindi di ottenere il medesimo risultato consumando meno energia. Oppure di ottenere risultati migliori consumando lo stesso quantitativo di energia. In pratica, operare un efficientamento energetico vuol dire intervenire per limitare (o anche eliminare, se possibile) gli sprechi di energia o migliorare il rendimento dei sistemi. In entrambi i casi il risultato è il medesimo: si aumenta l’efficienza energetica.
Va da sé che un miglioramento dell’efficienza comporti una riduzione del consumo e quindi un risparmio economico. Ma non è l’unico vantaggio. Infatti, a beneficiare dell’efficientamento energetico sono anche (e soprattutto) l’ambiente e la salute delle persone.

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Un appuntamento importante, il 2050

Con il Green New Deal, conosciuto anche come Patto Verde, l’Unione Europea ha stabilito un obiettivo particolarmente ambizioso: raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. L’efficientamento energetico gioca un ruolo fondamentale per raggiungere il risultato atteso. Il 2050 è una scadenza che sembra molto in là nel tempo, ma che invece risulta un periodo molto limitato se si considera che si devono fare molteplici e radicali interventi. Si tratta di interventi che riguardano ogni ambito dove si può avere un consumo di energia (edifici, aziende, case e attività di vario tipo) e che possono anche richiedere anni per fornire dei risultati concreti. Bisognerebbe quindi evitare di perdere tempo e agire in modo da trovare le soluzioni migliori per attuare un adeguato efficientamento energetico. Infatti, non esistono soluzioni univoche per raggiungere l’efficienza energetica in città, regioni o Paesi differenti. Per ogni situazione va effettuato un accurato studio per individuare il metodo più adatto al fine ridurre i consumi di energia e diminuire le emissioni. Ma anche ottenere importanti risparmi, si a livello famigliare sia industriale sia, ancora, governativo.

Ottimizzare il fabbisogno energetico e il livello di emissioni

Quando si parla di inefficienza energetica si tende a considerare solo l’aspetto consumi. In realtà, è un problema che riguarda l’intera catena di approvvigionamento dell’energia, a partire dalla generazione al suo uso finale, passando per la conversione, il trasporto, la trasmissione e la distribuzione. Sono quindi molteplici gli ambiti in cui si può intervenite al fine di ottenere un efficientamento energetico. Questo perché ogni anello della catena dell’approvvigionamento può comportare delle perdite o delle dispersioni. Agire in modo tale da limitare perdite e dispersioni non vuole solo dire aumentare l’efficienza del sistema, ma significa anche ridurre la necessità di energia e quindi abbassare il livello di emissioni richiesto per produrre tale energia.
Questo aspetto ha oggi un’importanza tale che in molte aziende, soprattutto in quelle di medie e grandi dimensioni, esistono team di persone che si occupano esclusivamente di ottimizzare il consumo energetico, attraverso proprio un’analisi dei processi e dei consumi dell’impresa nel suo insieme. In tal senso, sta assumendo sempre più rilevanza la figura dell’Energy Manager, che oltre, a ottimizzare i consumi attraverso una corretta regolazione degli impianti e il loro più appropriato utilizzo dal punto di vista energetico, promuovere anche comportamenti energeticamente consapevoli presso i dipendenti.

Quali sono le detrazioni previste dall’Ecobonus

La Legge di Bilancio prevede che chi effettua interventi di efficientamento energetico degli edifici possa beneficiare di detrazioni fiscali, meglio conosciute come Ecobonus. Si tratta di incentivi istituiti ormai da alcuni anni, che si concretizzano in due aliquote di rimborsi fruibili come detrazioni fiscali concesse ai fini IRPEF. Si tratta del 50% o del 65% delle spese sostenute in funzione del tipo di lavori eseguiti.
In realtà, solo per determinati interventi, è stata aggiunta l’opzione per ulteriori aliquote che prevedono una detrazione del 70%, del 75% e anche dell’85%. Queste si possono ottenere nel caso in cui l’intervento sia effettuato su parti comuni condominiali.
Dell’Ecobonus possono avvalersi tutti i contribuenti soggetti all’imposta sul reddito sulle persone fisiche (IRPEF), residenti o meno nel territorio dello Stato italiano, in relazione a interventi effettuati prima e seconda casa e anche i titolari di reddito di impresa. Tutte le detrazioni vengono rimborsate sulla denuncia dei redditi equamente divise in 10 anni successivi.

Quali sono le detrazioni previste dal Superbonus

Nel 2021, l’Ecobonus è stato potenziato con un’agevolazione al 110%, che ha trasformato l’Ecobonus in Superbonus. Questa forma di incentivo si suddivide in due tipologie di interventi: il Super Ecobonus, che agevola i lavori di efficientamento energetico, e il Super Sismabonus, che invece incentiva quelli di adeguamento antisismico.
Come anticipato, si tratta di una detrazione del 110% che si applica sulle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022 da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali e, per la parte di spesa sostenuta nell’anno 2022, in quattro quote annuali di pari importo. Per gli IACP (Istituti Autonomi Case Popolari) il limite temporale entro il quale è possibile detrarre le spese si estende fino al 31 dicembre 2022, prorogabile ulteriormente fino al 30 giugno 2023 qualora sia stato completato almeno il 60% dei lavori al 31 dicembre 2022. Per i condomini, il limite temporale è esteso fino al 31 dicembre 2022 qualora sia stato completato almeno il 60% dei lavori al 30 giugno 2022.
Il Superbonus 110% si applica a tutte le abitazioni unifamiliari, senza limite di ISEE, a RSA e Onlus e alle abitazioni raggiunte dal teleriscaldamento.

Come accorciare i tempi di rimborso

Dallo 2021 è prevista un’interessante novità per poter ricevere il rimborso senza dover attendere diversi anni. Si tratta della possibilità di aver uno sconto direttamente in fattura oppure di avere la cessione del credito. Nel primo caso si può ottenere uno sconto direttamente sul pagamento dovuto ai fornitori che hanno eseguito i lavori di riqualificazione o ristrutturazione dell’immobile. La cessione del credito prevede, invece, che si possa cedere il credito ad altri soggetti, come intermediari finanziari oppure banche.
Da sottolineare che sia con l’Ecobonus sia con il Superbonus, la detrazione IRPEF spetta al soggetto che effettua il pagamento della fattura. Tale pagamento deve essere effettuato mediante bonifico “parlante”, quindi specifico per ottenere la detrazione. E anche la fattura ottenuta da chi effettua gli interventi deve essere redatta in modo specifico da poter avere poi la detrazione IRPEF.

Un’altra forma di incentivazione

Oltre all’Ecobonus, è prevista un’ulteriore forma di incentivazione per l’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili per impianti di piccole dimensioni. È il Conto termico 2.0 e i beneficiari sono le Pubbliche amministrazioni, le imprese e i privati. Sono infatti previsti fondi per 900 milioni di euro annui, di cui 200 destinati espressamente alle PA.
Tramite il Conto Termico è possibile riqualificare i propri edifici per migliorarne le prestazioni energetiche, riducendo i costi dei consumi e recuperando in tempi brevi parte della spesa sostenuta.
Il limite massimo per l’erogazione degli incentivi in un’unica rata è di 5.000 euro e i tempi di pagamento sono incirca di 2 mesi.

Quali sono i sistemi di risparmio energetico?

Risparmio energetico è sinonimo di riduzione dei consumi. Possiamo quindi considerarlo un intervento volto in modo specifico a limitare l’uso di energia, comunque utile alla riduzione di emissione di CO2 quindi vantaggioso sia per l’ambiente sia per l’uomo. Il più classico esempio di risparmio energetico è sicuramente quello di spegnere ogni apparecchio elettrico quando non lo si usa. Se ci riferiamo all’ambiente domestico, molti apparecchi, quando non sono usati, mantengono comunque acceso un LED per indicare che sono in stand-by. Si tratta di un consumo inutile, ma che, considerando l’insieme di prodotti presenti in casa per tutti giorni dell’anno, alla fine produce un costo. Per esempio, i nuovi televisori usano dei LED per lo stand-by che devono consumare la massimo un 1 W. Facendo un po’ di semplici calcoli, si scopre che ogni TV senza mai essere acceso, fa spendere un paio di euro ogni anno. Ovviamente la spesa cresce nel caso di apparecchi che consumano di più in stand-by, come per esempio un decoder satellitare magari con funzione di videoregistratore.
Tuttavia, oltre a soluzioni dettate dal buon senso, come non tenere le finestre aperte quando è attivo il riscaldamento d’inverno o il climatizzatore d’estate oppure cercare di limitare le volte che si apre un frigorifero, esistono dei sistemi volti a far risparmiare energia. E, quasi sempre, si tratta di sistemi che associano anche il vantaggio di consentire l’efficientamento energetico. Come potrebbe essere per esempio l’impiego di un’illuminazione a LED, l’uso di elettrodomestici con un’elevata classe energetica, il teleriscaldamento o anche il miglioramento dell’isolamento termico dell’edificio. Ridurre le perdite di calore durante l’inverno e diminuire l’afflusso del caldo esterno durante l’estate, consente di limitare l’utilizzo dei sistemi di riscaldamento e di ventilazione e questo favorisce il risparmio energetico.

Tipologie di lavori ammessi nell’Ecobonus

II tipo di intervento per la riqualificazione energetica degli edifici per i quali è possibile richiedere un rimborso del 50% della spesa sostenuta sono i seguenti:

• Acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi e di schermature solari
• Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto. Invece, se oltre a essere in classe A sono anche dotati di sistemi di termoregolazione evoluti è riconosciuta la detrazione più elevata del 65%.
• Acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili.
Invece le detrazioni del 65% sono riconosciute per:
• Riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento
• Miglioramento termico dell’edificio (coibentazioni – pavimenti – finestre, comprensive di infissi)
• Installazione di pannelli solari
• Sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.
• Acquisto e la posa in opera di schermature solari
• Acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili
• Acquisto, l’installazione e la messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento, produzione di acqua calda o climatizzazione delle unità abitative
• Acquisto e la posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti
• Acquisto di generatori d’aria calda a condensazione; la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con apparecchi ibridi costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione
Va inoltre precisato che per gli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali che si trovano nelle zone sismiche 1, 2 e 3, finalizzati congiuntamente alla riduzione del rischio sismico e alla riqualificazione energetica, è prevista una detrazione pari:
• all’80%, se i lavori determinano il passaggio a una classe di rischio inferiore
• all’85%, se gli interventi determinano il passaggio a due classi di rischio inferiori

Tipologie di lavori ammessi nel Superbonus

Il Superbonus del 110% spetta nel caso di interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali (coperture, pavimenti) e inclinate delimitanti il volume riscaldato, verso l’esterno, verso vani non riscaldati o il terreno. L’incidenza degli interventi deve riguardare almeno il 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio e devono rispettare precisi requisiti di trasmittanza “U” (potenza termica dispersa per m2 di superficie e per grado Kelvin di differenza di temperatura) definiti dal Ministero dello Sviluppo Economico.
Le agevolazioni previste per il Superbonus prevedono due tipologie di interventi: trainanti (principali) e trainati (aggiuntivi). Fanno parte degli interventi trainanti

• Sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale sulle parti comuni
• Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari di edifici plurifamiliari

Sono invece considerati interventi trainati
• Interventi di efficientamento energetico
• Installazione di impianti solari fotovoltaici e sistemi di accumulo
• Installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici.

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Fabrizio Pincelli

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