Data Center

Google, una piattaforma di calcolo green per coprire i consumi con le rinnovabili

La piattaforma dovrebbe rendere possibile la riorganizzazione dell’esecuzione di molte attività di elaborazione proprio nei momenti in cui risultino più abbonanti le fonti di energia a basse emissioni, come quella eolica e solare

24 Apr 2020

Il digitale rappresenta un’arma importantissima per tenere sotto controllo i consumi di energia e integrare la produzione da fonti rinnovabili. Al tempo stesso, però, non bisogna dimenticare che i dati sono pur sempre conservati e gestiti in Data Center che, inevitabilmente, tendono a consumare tantissima energia elettrica. Per questo motivo, da alcuni anni a questa parte, i big dell’IT, soprattutto quelli impegnati nella fornitura dei servizi di cloud computing, stanno cercando di rendere più green i propri data Center. Tra questi operatori c’è senza dubbio anche Google che, in occasione della Giornata della Terra 2020, ha presentato una piattaforma di calcolo definita come carbon-intelligent, pensata soprattutto per i data center di grandi dimensioni.  In particolare la piattaforma dovrebbe permettere la riorganizzazione dell’esecuzione di molte attività di elaborazione proprio nei momenti in cui risultino più abbonanti le fonti di energia a basse emissioni, come quella eolica e solare. Secondo Google tutto questo viene fatto senza alcun hardware aggiuntivo e senza influire sulle prestazioni dei servizi di punta di Google quali Search, Maps e YouTube.

WEBINAR
Operatori IT e virtual data center: ecco le linee guida da seguire
Datacenter
Trade

In buona sostanza la piattaforma consente di riorganizzare le tempistiche di attività non urgenti quali la creazione di nuovi filtri su Google Foto, l’elaborazione di video YouTube o l’aggiunta di nuove parole a Google Translate. Per riuscire in questa operazione, la piattaforma carbon-intelligent confronta quotidianamente due tipi di previsioni per il giorno successivo. Una delle previsioni, fornita da Tomorrow, mostrerà i cambiamenti dell’intensità media oraria delle emissioni della rete elettrica locale nel corso di una giornata. Una seconda previsione complementare, realizzata internamente da Google, prevede l’ammontare orario delle risorse di alimentazione necessarie a un data center per eseguire le attività di elaborazione durante quello stesso periodo. L’unione di queste due previsioni rende possibile a Google l’allineamento delle attività di calcolo con le tempistiche in cui è disponibile energia a basse emissioni.  In futuro Google punta a spostare i carichi sia nel tempo sia nello spazio, per massimizzare la riduzione delle emissioni di CO2 a livello di rete.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Argomenti trattati

Aziende

G
Google

Approfondimenti

D
data center
S
sostenibilità

Articolo 1 di 5