Efficientamento

Il fotovoltaico cresce sulla spinta del Caro energia

Valerio Natalizia, Regional Manager South Europe del Gruppo SMA e Amministratore Delegato della filiale italiana del Gruppo, evidenzia la notevole crescita delle installazioni presso le aziende

28 Ott 2022

Gianluigi Torchiani

Valerio Nataliza, amministratore delegato di Sma Italia

Le aziende stanno provando a reagire alla situazione di caro energia che da ormai oltre un anno interessa il nostro Paese. E una delle strade è quella dell’investimento nelle fonti pulite, in particolare nel fotovoltaico, che può consentire di aumentare la propria indipendenza energetica, riducendo i prelievi dalla rete. Lo ha confermato a EnergyUp.Tech Valerio Natalizia, Regional Manager South Europe del Gruppo SMA e Amministratore Delegato della filiale italiana del Gruppo, uno dei principali produttori mondiali nel campo delle tecnologie di sistema e stoccaggio per il fotovoltaico, che negli ultimi mesi ha realizzato diversi casi di questo tipo, tra cui un progetto con Cantine Pellegrino, che permetterà di soddisfare circa il 70% del fabbisogno aziendale. “Negli ultimi anni il mercato che noi definiamo C&I, ovvero Commercial &Industrial, soprattutto su capannoni industriali o di aziende energivore, è andato di anno in anno ad aumentare e, soprattutto nel 2022, per via del caro bollette, ha conosciuto una vera e propria esplosione, dunque non parliamo certo di casi isolati. Si tratta di un intervento che oggi è tra i pochi che possono veramente incidere sui costi della bolletta. In realtà, anche prima della recente impennata, si trattava comunque di un modo per abbattere i costi dell’energia, che hanno sempre rappresentato una delle principali voci di spesa per le aziende. In questa fase stiamo notando che alcune aziende manifatturiere stanno spostando parte del proprio processo produttivo nelle ore centrali della giornata, nelle quali c’è maggiore disponibilità di produzione da parte degli impianti fotovoltaici”.

Il fotovoltaico per la riduzione delle bollette

In effetti, le aziende che hanno la possibilità di effettuare questa modulazione dei carichi possono godere di una riduzione delle bollette particolarmente elevata, che garantisce tempi di ritorno dell’investimento ancora più rapidi. Per le imprese che non hanno invece questa possibilità entrano in gioco i sistemi di accumulo: “A tendere, lo storage sarà l’arma in più per far diffondere ulteriormente le fonti rinnovabili in tutti i settori, dal residenziale, all’industriale al commerciale. In futuro con l’abbattimento del costo dello storage, infatti, avremo sostanzialmente reso eolico e fotovoltaico delle fonti maggiormente programmabili, portando l’intero sistema elettrico a funzionare in maniera più efficiente. Già oggi, comunque, grazie anche al supporto dei nostri ingegneri, possiamo aiutare le aziende a capire se possano essere introdotte delle soluzioni di accumulo, così da permettere l’utilizzo dell’energia solare anche nelle ore serali della giornata. A metà dell’anno prossimo lanceremo un sistema di storage proprio dedicato alle realtà commerciali e industriali”.

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Un investimento vantaggioso

Ma che tipo di richieste – tecnologiche e non – arrivano dalle imprese che vogliono investire nel fotovoltaico? “Di solito le aziende vogliono innanzitutto avere l’assicurazione che il materiale che andiamo a installare sia della massima qualità e affidabilità. Permettendo così all’impianto di performare per più di 20 anni. Parliamo dunque di un orizzonte temporale ampio, considerato che per effetto del caro energia tale investimento viene ripagato in pochissimo tempo. Tuttavia, anche prima del caro energia si parlava di massimo 4-5 anni. Si tratta dunque di più vent’anni di puro abbattimento dei costi e della CO2, rendendo inoltre disponibile un’immagine più sostenibile nei confronti dei propri consumatori e clienti, che si dimostrano sempre più attenti ai temi della sostenibilità. Altre richieste sono legate al supporto nel corretto dimensionamento dell’impianto: come SMA siamo in grado di dare il giusto supporto in fase di progettazione e di scelta della tecnologia, grazie ad un’apposita divisione dedicata”.

Non è poi sempre obbligatorio mettere in atto un investimento di tipo diretto per scegliere l’energia solare: nel mercato nazionale sono presenti anche formule alternative, come il noleggio operativo e la cessione del tetto, che possono intercettare le esigenze di aziende a corto di liquidità. “Devo dire però che nell’ultimo anno stiamo osservando, soprattutto in quelle realtà con una certa solidità, come l’operazione venga fatta direttamente, perché il payback time è ormai rapidissimo. Anzi, credo che non esista un altro investimento che abbia un ritorno di questo tipo”.

Il tema dello shortage

La domanda che però aleggia in questa fase è se, a causa dello shortage di componenti, sia effettivamente possibile installare un impianto fotovoltaico in tempi brevi: “Ormai abbiamo a che fare con lo shortage da più di un anno. Si tratta di un fenomeno che colpisce soprattutto settori come il nostro degli inverter, dell’elettronica di consumo e automotive, che fondamentalmente utilizzano la stessa componentistica elettronica. Nelle ultime settimane stiamo assistendo a un miglioramento e nella seconda parte del 2023, ci dicono gli esperti, questo fenomeno dovrebbe sensibilmente attenuarsi. Nella prima parte del 2023 ci sarà invece ancora un po’ di sofferenza su questo fronte, anche per effetto di una crescita del fotovoltaico che sta superando tutte le previsioni”.

Le prospettive del fotovoltaico

A proposito di crescita, questa accelerazione legata al caro energia permetterà al fotovoltaico italiano di raggiungere i suoi ambiziosi obiettivi al 2030? “Attualmente abbiamo un miglioramento sensibile delle installazioni, nel 2022 chiuderemo almeno a quota 2,5 GW, ovvero 3 volte il dato del 2021. L’obiettivo attuale è di 44 GW aggiuntivi al 2030, dunque bisognerebbe viaggiare a un tasso compreso tra i 6 e gli 8 GW l’anno. Siamo lontani quindi dal raggiungere tale obiettivo. Io lavoro in questo settore da circa 20 anni, ho visto dunque accadere tante cose, tra cui il boom di impianti del 2010. In teoria i numeri si possono fare, il problema è farli bene. Al contrario nel 2010 si fecero tanti impianti male, con installazioni scadenti e mal progettate. Anche oggi sicuramente c’è un tema di carenza di figure specializzate e di manodopera: abbiamo bisogno di più installatori, ingegneri elettrici, di aziende che possano permettere numeri del genere. La crescita del fotovoltaico andrà accompagnata anche da programmi appositi da parte del nuovo governo. Alcuni miglioramenti dal punto vista della semplificazione ci sono anche stati, come l’introduzione del modello unico semplificato sino a 200 kW, che velocizzerà molte installazioni. Siamo invece ancora molto in ritardo sui grandi impianti: gli enti locali troppo spesso stanno impedendo la realizzazione di tante installazioni di grandi dimensioni che farebbero comodo al sistema Paese”, conclude il manager SMA.

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Gianluigi Torchiani

Nato a Cagliari nel 1981, giornalista professionista, scrive da quindici anni di tecnologia ed energia. Dal 2014 è editor per il Gruppo Digital360

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