Report

Intensità energetica italiana a livelli record nel 2022

La relazione annuale del Ministero dell’Ambiente evidenzia i progressi dell’Italia, anche sulla spinta delle misure di incentivazione

Pubblicato il 01 Ago 2023

L’Italia nel 2022 ha fatto qualche passo in avanti concreto nella strada dell’efficienza energetica, come peraltro imposto dalla situazione di emergenza scaturita dalla crisi Ucraina e dall’addio al gas russo. Questa è forse la conclusione più interessante della relazione sulla situazione energetica nazionale rilasciata nei giorni scorsi dal Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica.

Il miglioramento dell’intensità energetica

In effetti, nel 2022 il consumo finale energetico è diminuito complessivamente del 3,7% rispetto all’anno precedente attestandosi a 109.307 ktep, a fronte di un consumo dell’anno precedente pari a 113.504 ktep. Tale diminuzione si è manifestata prevalentemente nel settore residenziale (-3.359 ktep, -10,3%), nell’industria (-2.024 ktep, -7,8%), nei servizi (-488 ktep, -2,9%), mentre si è registrato un incremento dei consumi nei trasporti (+1.844 ktep, +5,3%).  I consumi finali sono stati realizzati per il 33,6% nei trasporti, per il 26,8% nel residenziale, per il 21,8% nell’industria, per il 14,8% nei servizi, e per il 3% nei restanti settori.

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L’aspetto più significativo è la forte riduzione dell’intensità energetica: si tratta del rapporto tra due grandezze – il Consumo Interno Lordo di energia (CIL) e il Prodotto Interno lordo (PIL), che fornisce un indicatore, seppur approssimativo e aggregato, dell’efficienza energetica di una economia. Questo parametro ha registrato un forte calo rispetto al 2021 (-7,9%), come conseguenza del decremento della disponibilità energetica rispetto ad un aumento del PIL. Si è così attestata a 85,5 tep/milione di euro (il livello più basso negli ultimi dieci anni), mentre nel 2021 aveva registrato un valore pari a 92,8 tep/milione di euro.

Cosa ha contribuito a questo risparmio? Secondo le stime preliminari, gli interventi incentivati nel 2022 dalle misure notificate per ottemperare all’obbligo previsto dall’art. 7 della Direttiva Efficienza Energetica hanno generato un risparmio annuo di 1,642 Mtep, che, unitamente ai nuovi risparmi derivanti da interventi attivati lo scorso anno, portano il totale 2022 a 2,526 Mtep. Tra le varie misure c’è stato un incremento del risparmio energetico realizzato attraverso i Certificati Bianchi di 0,174 Mtep (+41,4%). Le misure di detrazione fiscale per l’efficientamento energetico degli edifici hanno invece consentito un nuovo risparmio pari 0,868 Mtep di energia finale.

Gli investimenti in efficienza energetica nel territorio nazionale, rileva il report, si attestano su 8,5 miliardi di euro mentre le ricadute occupazionali superano le 100 mila Unità di Lavoro. Si è registrata invece, tra il 2021 e il 2022, una lieve diminuzione degli investimenti in efficienza energetica effettuati dalla Pubblica Amministrazione sostenuti dal meccanismo del Conto Termico che sono passati da 185 milioni di euro a 165 milioni di euro.

La spinta del Superbonus

Anche tra i privati c’è stato qualche passo in avanti, forzoso, verso l’efficientamento: nel 2022 le famiglie italiane hanno consumato 47.925 Ktep di energia, il 2,7% in meno rispetto all’anno precedente. Una fetta rilevante di risparmi deriva dall’incentivazione attivata con il Superbonus 110%, che nel 2022, secondo stime preliminari, ha generato un risparmio di circa 0,600 Mtep. Sulla misura, tuttavia, sono state effettuate di recente diverse modifiche all’impianto originario che hanno riguardato entità della detrazione, requisiti di accesso e modalità di fruizione dei benefici.

Per effetto del caro prezzi, la spesa sostenuta per l’acquisto di energia è aumentata del +49,9%, a fronte di un incremento dei costi all’ingrosso pari al +165% per il gas naturale e al +142% per l’elettricità. L’incremento della spesa energetica delle famiglie per quanto significativo è stato mitigato grazie a una serie di interventi normativi, in parte straordinari, con cui si è proceduto ad annullare gli oneri di sistema per il settore elettrico e gas, a ridurre le imposte (nel particolare le aliquote iva per il gas naturale e le accise nei carburanti) e potenziare i bonus sociali luce e gas.

I problemi della generazione rinnovabile

Meno entusiasmanti sono invece i dati che arrivano sulla generazione sostenibile di energia: con riferimento alla produzione nazionale si è registrata nel 2022 una riduzione di 2.923 ktep, pari all’8,0% della produzione dell’anno precedente, attribuibile soprattutto alla contrazione dell’energia prodotta da fonti rinnovabili (-2.140 ktep, -7,7%), causata dal crollo dell’idroelettrico per fenomeni climatici avversi, ed alla minore produzione di petrolio e prodotti petroliferi (-703 ktep, -13,4%). Il consumo di energia elettrica, pari a 24.864 ktep, è stato soddisfatto per l’86,4% dalla produzione nazionale che è stata pari a 273,9 TWh (-1,2% rispetto al 2021) e per il restante 13,6% dalle importazioni nette dall’estero, per un ammontare di 43,0 TWh, in crescita dello 0,5% rispetto all’anno precedente.

Il maggior apporto alla produzione è stato dato dal termoelettrico non rinnovabile che, con una crescita del 7,9% rispetto al 2021, ha rappresentato circa il 64,8% del totale dell’energia prodotta, mentre è stato registrato un minimo storico nella produzione idroelettrica che è sceso del 36,6%, attestandosi a 30,1 TWh. Il 2022 è stato invece l’anno in cui il fotovoltaico ha raggiunto il suo record storico, con 28 TWh di produzione.

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