Digital Technologies

Veil Energy: la digitalizzazione a servizio dell’efficienza energetica

L’azienda di Bolzano commercializza uno strumento software in grado di gestire sistemi costituiti da diversi tipi di impianti di produzione energetica (impianti eolici, idroelettrici, solari, cogenerazione a gas naturale e biogas, olio vegetale e biomasse), così come i consumi di energia di imprese industriali

27 Mag 2022

Gianluigi Torchiani

Digitalizzazione e transizione energetica sono sempre più connessi, tanto che da alcuni anni a questa parte si sente parlare di Smart energy, ovvero dell’applicazione concreta delle nuove tecnologie digitali in ambito energetico. Ma ben prima che la digitalizzazione diventasse un trend consolidato, l’azienda sudtirolese VEIL Energy aveva provato a seguire un percorso di questo tipo. Come raccontano a EnergyUp.Tech  i fondatori Marianna Benetti e Klaus Kress, questa realtà – nata a Bolzano nel 2013 – si è occupata fin dal principio di efficienza energetica, in particolare attraverso la produzione di “generatore termoelettrico – TEG”, il quale opera sulla base di un effetto già conosciuto da 130 anni detto “Seebeck”, permettendo di ricavare energia elettrica dal calore di scarto. A questa attività, tuttora in corso, si è affiancata a partire dal 2015 quella dello sviluppo e commercializzazione di E-BOOST, un sistema di gestione di impianti energetici complessi che oggi rappresenta la principale fonte di fatturato per Veil Energy. Si tratta di uno strumento software in grado di gestire completi sistemi costituiti da diversi tipi di impianti di produzione energetica (impianti eolici, idroelettrici, solari, cogenerazione a gas naturale e biogas, olio vegetale e biomasse), così come i consumi di energia di imprese industriali. Diventa insomma possibile monitorare il funzionamento degli impianti, individuando potenziali di risparmio precedentemente nascosti e persino implementare operazioni di manutenzione predittiva, grazie all’ausilio di appositi algoritmi. 

Marianna Benetti e Klaus Kress, fondatori e Ceo di Veil Energy

L’importanza del monitoraggio

“Ci siamo resi conto che molti nostri clienti – in particolare inizialmente i produttori di energia – avevano dei business plan che riuscivano a mai realizzare, a causa delle performance degli impianti che si discostavano da quelle programmate. Per risolvere questa problematica abbiamo cercato di rendere possibile una buona gestione di questi asset, ovvero quella che potrebbe fare un buon manutentore, digitalizzandola. L’idea è arrivata nel 2015 e l’abbiamo sviluppata insieme all’Università di Padova, con un contratto di ricerca: inizialmente il primo progetto è stato applicato su una smart grid ante litteram, ovvero in un progetto realizzato qui in Alto Adige”, evidenzia Benetti. Successivamente però, il target di Veil si è allargato anche alle aziende industriali vere e proprie, che spesso e volentieri possiedono impianti che autoproducono energia (fotovoltaico e cogeneratori) insieme ad altri macchinari che invece la consumano. In questi contesti diventa fondamentale monitorare i dati relativi all’energia con continuità e in tempo quasi reale: i prezzi del gas possono variare da un giorno all’altro, così come gli ordinativi e la domanda di mercato, rendendo difficile prendere scelte efficaci in materia di energia basandosi soltanto sulla lettura della bolletta del mese precedente.

WHITEPAPER
IoT e MES: quanto ne sai? Approfondisci le tecnologie per un futuro data-driven
ERP
IoT

Le funzionalità di E-Boost

Qui interviene E-BOOST che, sostanzialmente, è in grado di prendere i dati relativi ai consumi e alla produzione se presente (cogeneratore, fotovoltaico, …) , ma anche dati esogeni (previsioni del tempo e dati di mercato) oppure quelli che provengono dalle webcam e dai sensori addizionali. Tutti questi byte raccolti sono poi mandati nel cloud, rendendo possibile un classico monitoraggio (obbligatorio per gli energivori), ma anche azioni di tipo decisionale che consentono di utilizzare gli asset di produzione al meglio (come ad esempio accensione/spegnimento degli impianti a seconda di determinate condizioni). Altra funzione abilitata è il condition monitoring, ovvero la possibilità di realizzare una manutenzione di tipo predittiva.

La spinta verso la digitalizzazione

Da un punto di vista tecnologico tutto il sistema funziona con un’architettura basata su cloud AWS: “Non possediamo un background IT ma abbiamo piuttosto una conoscenza approfondita dell’energia. Inizialmente ci siamo così appoggiati a un partner esterno, con il tempo abbiamo però sviluppato delle nostre competenze, tanto che oggi sviluppiamo le app internamente. Siamo partiti con questa iniziativa nel 2015 e in un certo senso siamo stati i precursori di questa tendenza: oggi uno strumento come E-BOOST rientra nel percorso del 4.0, della digitalizzazione e nell’efficienza energetica, che sono adeguatamente incentivati e supportati. Oggi non soltanto gli energy manager e gli EGE spingono su iniziative di questo tipo, ma anche figure come i CIO e le stesse proprietà aziendali. C’è sicuramente molto interesse e lo possiamo osservare dalla quantità di progetti che stanno partendo. Recentemente abbiamo avviato un progetto anche per un grande hotel in Germania. Per noi sarà una bella sfida, che ci permetterà di approcciare anche il mercato del residenziale”, conclude Benetti.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Gianluigi Torchiani

Nato a Cagliari nel 1981, giornalista professionista, scrive da quindici anni di tecnologia ed energia. Dal 2014 è editor per il Gruppo Digital360

Articolo 1 di 5