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Al via l’alleanza dell’UE per l’industria solare fotovoltaica

L’iniziativa della Commissione raggiungere 30 GW di capacità produttiva europea entro il 2025

Pubblicato il 12 Dic 2022

L’Unione Europea vuole a tornare a giocare un ruolo da protagonista nell’industria del solare: nei giorni scorsi la Commissione, insieme ad attori industriali, istituti di ricerca, associazioni e altre parti interessate, ha lanciato la European Solar PV Industry Alliance. Si tratta di una iniziativa che punta a mitigare il rischio di approvvigionamento garantendo la diversificazione delle forniture attraverso importazioni più diversificate, nonchè soprattutto con l’aumento della produzione di pannelli solari fotovoltaici innovativi e sostenibili europei. In particolare l’obiettivo è quello di raggiungere 30 GW di capacità produttiva europea entro il 2025, lungo l’intera catena del valore. Il raggiungimento di questo target comporterebbe 60 miliardi di euro di nuovo PIL all’anno in Europa e la creazione di oltre 400.000 nuovi posti di lavoro. Uno sviluppo ritenuto fondamentale per raggiungere gli obiettivi di REPowerEU di oltre 320 GW di nuova capacità fotovoltaica installata entro il 2025 e di quasi 600 GW entro il 2030.

L’alleanza ha già stabilito le sue priorità per il 2023:  innanzitutto si punterà a garantire opportunità di investimento per il solare fotovoltaico europeo: mappando le opportunità di investimento e creando pipeline di progetti bancabili. L’obiettivo è attrarre investimenti privati per sviluppare e commercializzare prodotti fotovoltaici innovativi e competitivi realizzati in Europa. In via prioritaria, lavorerà per allineare gli investimenti UE, nazionali e privati, compresi i piani nazionali di ripresa e resilienza.

In secondo luogo si punta a creare un ambiente favorevole al fotovoltaico europeo, affrontando ostacoli come la necessità di procedure di autorizzazione semplificate per i nuovi siti di produzione o di garantire l’approvvigionamento di materie prime e componenti necessari alla produzione. L’Alleanza sosterrà inoltre la sostenibilità e la circolarità lungo tutta la catena del valore, individuerà le innovazioni di punta, anche attraverso la ricerca finanziata dall’UE, e lavorerà per affrontare la carenza di manodopera e di competenze nel settore. Infine,  si punta a contribuire a stimolare la domanda incoraggiando l’uso di criteri non soltanto di prezzo nelle iniziative pubbliche, così da limitare lo strapotere della produzione a basso costo asiatica.

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