Politiche Europee

Dalla Ue un Green Deal per sostenere la filiera industriale delle tecnologie pulite

Il Piano della Commissione prevede interventi normativi, finanziari e non solo per supportare il settore continentale delle CleanTech

Pubblicato il 03 Feb 2023

fonti pulite

Non c’è transizione né indipendenza energetica senza una filiera industriale europea competitiva: facendo seguito agli annunci dei mesi scorsi, la Commissione europea ha presentato il Green Deal Industrial Plan, che si propone migliorare la competitività dell’industria europea a zero emissioni e sostenere la rapida transizione verso la neutralità climatica. La Ue guarda a tecnologie pulite come le batterie, le pale eoliche, le pompe di calore, i pannelli solari, gli elettrolizzatori e le tecnologie di cattura e stoccaggio del carbonio sono fondamentali per raggiungere i nostri obiettivi di neutralità climatica. Si tratta di un mercato in crescita, stimato in circa 600 miliardi di euro all’anno entro il 2030 a livello globale – più di tre volte i livelli attuali. Più precisamente, il piano mira a fornire un ambiente normativo più favorevole all’aumento della capacità produttiva dell’UE per le tecnologie e i prodotti a zero emissioni. Una industria che, come denunciato recentemente dalla IEA, è pericolosamente concentrata in pochi Paesi, Cina su tutti. L’iniziativa si basa su quattro pilastri: un ambiente normativo prevedibile e semplificato, l’accelerazione dell’accesso ai finanziamenti, il miglioramento delle competenze e l’apertura del commercio per catene di approvvigionamento resilienti.

I pilastri del Green Deal Industrial Plan

Per quanto riguarda il quadro normativo, la Commissione proporrà una legge sull’industria a zero emissioni per individuare gli obiettivi necessari della capacità industriale a zero emissioni e fornire così un quadro normativo adatto alla sua rapida diffusione, garantendo autorizzazioni semplificate e rapide, promuovendo progetti strategici europei e sviluppando standard per sostenere la diffusione delle tecnologie in tutto il mercato unico. Il quadro normativo sarà completato dalla legge sulle materie prime critiche, che servirà a garantire un accesso sufficiente a quei materiali, come le terre rare, che come noto sono fondamentali per la produzione di tecnologie chiave. In previsione c’è poi la complicata riforma della struttura del mercato dell’elettricità, per far sì che i consumatori beneficino dei costi più bassi delle energie rinnovabili, che necessiterà però di complicate negoziazioni tra gli Stati membri.

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Il secondo pilastro del Green Deal Industrial Plan prevede un’accelerazione degli investimenti e i finanziamenti per la produzione di tecnologie pulite in Europa. L’idea è che le risorse pubbliche, insieme a ulteriori progressi nell’Unione europea dei mercati dei capitali, possono sbloccare le enormi quantità di finanziamenti privati necessari per la transizione verde. Nell’ambito della politica di concorrenza, la Commissione intende garantire condizioni di parità all’interno del mercato unico, facilitando al contempo la concessione da parte degli Stati membri degli aiuti necessari per accelerare la transizione verde. A questo scopo  per accelerare e semplificare la concessione degli aiuti la Commissione consulterà gli Stati membri per una possibile modifica del quadro temporaneo di crisi e transizione per gli aiuti di Stato. Un tema su cui la Ue è stata sinora molto intransigente, a testimonianza del ruolo cruciale assegnato alle Cleantech: è prevista anche una revisione del regolamento generale di esenzione per categoria alla luce del Green Deal, aumentando le soglie di notifica per il sostegno agli investimenti verdi.

Il terzo pilastro del Green Deal Industrial Plan è rappresentato dalla formazione: per sviluppare le competenze necessarie per una transizione verde, la Commissione proporrà di istituire accademie industriali Net-Zero per avviare programmi di aggiornamento e riqualificazione in settori strategici. Si valuterà inoltre come combinare un approccio “Skills-first”, che riconosca le competenze effettive, con gli approcci esistenti basati sulle qualifiche, e come facilitare l’accesso dei cittadini di Paesi terzi ai mercati del lavoro dell’UE nei settori prioritari, nonché misure per promuovere e allineare i finanziamenti pubblici e privati per lo sviluppo delle competenze.

Il quarto pilastro riguarderà la cooperazione globale e l’utilizzo del commercio per la transizione verde, secondo i principi della concorrenza leale e del commercio aperto, sulla base degli impegni con i partner dell’UE e del lavoro dell’Organizzazione mondiale del commercio. A tal fine, la Commissione continuerà a sviluppare la rete di accordi di libero scambio dell’UE e altre forme di cooperazione con i partner per sostenere la transizione verde. Inoltre, esplorerà la creazione di un Club delle materie prime critiche, per riunire i “consumatori” di materie prime e i Paesi ricchi di risorse al fine di garantire la sicurezza dell’approvvigionamento globale attraverso una base industriale competitiva e diversificata, e di partenariati industriali Clean Tech/Net-Zero. In generale la Commissione utilizzerà i suoi strumenti per garantire che i sussidi esteri non distorcano la concorrenza nel mercato unico, anche nel settore delle tecnologie pulite.

Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea, ha dichiarato: “Abbiamo l’opportunità, unica nel suo genere, di indicare la strada da seguire con rapidità, ambizione e senso dell’obiettivo per garantire la leadership industriale dell’UE nel settore della tecnologia a zero emissioni, in rapida crescita. L’Europa è determinata a guidare la rivoluzione delle tecnologie pulite. Per le nostre imprese e i nostri cittadini, ciò significa trasformare le competenze in posti di lavoro di qualità e l’innovazione in produzione di massa, grazie a un quadro normativo più semplice e veloce. Un migliore accesso ai finanziamenti consentirà alle nostre industrie chiave della tecnologia pulita di crescere rapidamente”.

Insomma, la Ue punta a rendere le procedure più semplici, veloci e flessibili per sostenere i progetti di mega-fabbriche per la produzione di batterie, celle solari, idrogeno, turbine eoliche e per tutti gli altri progetti necessari nelle relative catene del valore, supportando finanziariamente e politicamente la filiera.

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