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Fondo Nuove Competenze, un’opportunità per le industrie energivore

L’estensione da parte del decreto Milleproroghe a tutto il 2023 dell’operatività del Fondo Nuove Competenze e la riapertura dei termini per la presentazione fino al 27 marzo delle domande può rappresentare un’opportunità per il mondo siderurgico

Pubblicato il 09 Mar 2023

I tempi sono maturi per sdoganare un pregiudizio: che l’industria di base sia un’industria elementare, semplice e poco tecnologica. In realtà, oggi, siamo all’esatto contrario: questi settori sono quelli più toccati dalla rivoluzione dell’industria 4.0 che ha portato a un’automazione e alla digitalizzazione di molti processi e all’acquisizione di una serie incredibili di dati, consentendo di conseguire dei miglioramenti produttivi sia qualitativi.

Non solo efficienza ma anche stimoli interni, l’innovazione sugli impianti e sulle macchine, infatti, ha avuto come conseguenze da un lato una maggiore sicurezza per i lavoratori e, dall’altro, una messa a valore di competenze tecniche prima rimaste inespresse perché soffocate da attività più operative e a minore valore aggiunto.
Perché tutto ciò funzioni è stato però necessario affiancare al progresso tecnologico e impiantistico un percorso di reskilling e upskilling delle competenze delle persone che si trovano ad operare con macchine e impianti più complessi.

Di fatto, con l’innesco della rivoluzione dell’industria 4.0 molte mansioni sono scomparse a favore di ruoli più “evoluti”.

Se questo però era il presente, e uso il verbo essere al passato pur parlando di oggi, con l’affermarsi sempre più spinto dell’intelligenza artificiale, ci troviamo ad affrontare non più una transizione evolutiva, ma un vero e proprio salto quantico.

Pier Maria Minuzzo, People Development Director in 24ORE Business School

Se adeguare il processo di digitalizzazione a questo salto che la nuova tecnologia, e in particolare l’AI chiede, è una sfida che tocca tutti i settori, guardando quello siderurgico, diventa ancora più importante convertire una struttura organizzativa, che spesso sconta un’arretratezza. Proprio perché questo settore, forse più di altri essendo così energivoro, si trova costretto ad approcciare l’innovazione sia per quanto riguarda gli aspetti che vanno verso il 4.0, sia verso i modelli di sostenibilità ed economia circolare. Le stesse acciaierie che dovranno convertirsi all’idrogeno richiedono sviluppi gestionali sempre più complessi e il modello di leadership qui è fondamentale. Non solo quindi tecnologia all’avanguardia, ma anche soft skill.

Non solo tecnologie, ma anche nuovi modelli di leadership

L’intelligenza Artificiale cambierà infatti, nel giro di pochi anni, ulteriormente il modo di apprendere e di lavorare, a scuola come nelle aziende.
Le organizzazioni non dovranno cambiare ma dovranno essere stravolte. I paradigmi organizzativi attuali non esisteranno più, si dovrà fare i conti con macchine pensanti in grado di proporre soluzioni, o decisioni, attingendo da esperienze e dati provenienti da tutto il mondo.
Se a prima vista questo potrebbe apparire uno scenario inquietante e da evitare, in realtà dobbiamo considerarlo un’opportunità per migliorare la qualità del lavoro.

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Un’opportunità che può però concretizzarsi unicamente se al progresso tecnologico riusciamo ad affiancare nuovi modelli di leadership che sappiano accompagnare le persone nel cambiamento, nell’affrontare le incognite di un nuovo modo di lavorare all’interno della stessa azienda.

Tra le nuove competenze che i manager dovranno acquisire una sarà quella di aiutare le persone a non farsi sovrastare dalla mole complessa di dati e dalla complicatezza delle analisi, utilizzando l’intelligenza artificiale come alleato. In pratica i leader dovranno insegnare alle persone come governare tante informazioni, veloci e articolate e che il nostro cervello non può elaborare per quantità e complessità, per prendere decisioni.
Se non ci sarà questo accompagnamento, la paura di sentirsi inadeguati potrà creare forti situazioni di disagio, con conseguenze sul lavoro ma soprattutto sull’autostima delle persone.

L’estensione da parte del decreto Milleproroghe a tutto il 2023 dell’operatività del Fondo Nuove Competenze e la riapertura dei termini per la presentazione fino al 27 marzo delle domande, è un’opportunità che non dovrebbe essere presa sottogamba. Serve aggiornare le competenze per colmare un gap nascente e non è semplice, perché alle fragilità del post covid si sono aggiunte le nuove tecnologie esplose con l’AI a cui non possiamo farci trovare impreparati.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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