Analisi

Gianluca Lilli, ABB: “Oltre l’elettrificazione, serve un cambiamento culturale”

A margine dell’incontro “Raccontiamo la città sostenibile” un momento di confronto con il Vice President di ABB Italia sul ruolo della tecnologia, sulle scelte dell’azienda e su qualche preoccupazione non così nascosta

Pubblicato il 28 Feb 2023

A margine dell’incontro ‘Raccontiamo la Città Sostenibile’, organizzato nei giorni scorsi da ABB e nel quale si sono affrontati i temi dell’evoluzione sostenibile delle città, abbiamo avuto modo di incontrare Gianluca Lilli, Senior Vice President di ABB Italia e confrontarci con lui sul ruolo della ricerca e della tecnologia in questo percorso sicuramente non semplice, ma al cui cuore, Lilli non ha dubbi, c’è l’elettrificazione.
“Siamo sempre alla ricerca di soluzioni che ci consentano di proseguire nel percorso. Faccio un esempio che forse aiuta a capire. Oggi la trasmissione dalla media tensione in giù viene fatto in corrente alternata. Questo significa che trasformiamo la corrente in alternata, per poi, prima di riutilizzarla per alimentare qualsiasi cosa, trasformarla in continua. Un passaggio che crea dispersioni. Un domani, un pannello fotovoltaico alimenterà direttamente in continua un edificio, una macchina o qualunque altra cosa serva. Questa è una tecnologia sulla quale stiamo investendo moltissimo e grazie alla quale potremo fare passi molto più veloci alle comunità energetiche”.

Abbattere i costi: l’esempio Brebemi

Tra gli esempi citati nel corso dell’incontro anche il progetto “Arena collaborativa”, annunciato quasi due anni fa, che vede coinvolte, insieme ad ABB, realtà come Autostrada A35 Brebemi-Aleatica, Electreon, FIAMM Energy Technology, IVECO, IVECO Bus, Mapei, Pizzarotti, Politecnico di Milano, Prysmian, Stellantis, TIM, Università Roma Tre e Università di Parma, per lo sviluppo di un innovativo sistema di mobilità delle persone e delle merci a zero emissioni lungo corridoi di trasporto autostradali. In particolare, il progetto prevede la realizzazione di un anello di asfalto di 1.050 metri alimentato con una potenza elettrica di 1MW, denominato “Arena del Futuro”, l’applicazione della tecnologia “Dynamic Wireless Power Transfer” a diverse gamme di veicoli elettrici in ambiente statico e dinamico, la connettività avanzata mediante tecnologie 5G e IoT (Internet of Things) per garantire la massima sicurezza stradale e ottimizzare la produttività dei veicoli commerciali, l’ottimizzazione della pavimentazione stradale al fine di renderla più durevole e non alterare l’efficienza della carica induttiva.
“Il fatto che l’anello della Brebemi – spiega Lilli – sia gestito in corrente continua, consente di abbattere del 30% i costi dell’impianto, coniugando dunque efficienza e valore economico”.

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Innovare anche l’esistente

ABB, dunque, avoca a sé la capacitò di fare continua innovazione “sia dall’alto, vale a dire dalla rete verso gli utenti, includendo tutta la parte di distribuzione e di protezione, sia dal basso, partendo cioè dai veicoli, dalle case, con la domotica, la building automation e con tutte quelle soluzioni che permettono di ottimizzare il confort ma anche l’efficienza energetica”.
Lilli cita ad esempio un importante progetto di riqualificazione sviluppato per il Burji Khalifa, il grattacielo più alto del mondo, nel quale sono stati introdotti sistemi di controllo e monitoraggio dei consumi.
“Non è stato necessario rifare tutto l’impianto: sono stati aggiunti dispositivi intelligenti in grado di prelevare i dati dall’impianto. Dati che vengono poi trasferiti e analizzati in cloud, per poi restituire suggerimenti sui possibili miglioramenti. Parliamo di un edificio esistente, nel quale è stato realizzato un sistema di controllo che lo rende più efficiente”, prosegue.
Se dunque il limite non è la tecnologia, quali sono gli ostacoli che invece bisogna superare?

Una visione di sistema

“Molto spesso il limite è quello di riuscire ad avere una visione condivisa fra le varie parti coinvolte”, è la sua risposta, alla quale poi aggiunge una inevitabile considerazione: “C’è poi un limite che è frutto del nostro sistema: abbiamo troppe complicazioni lungo il percorso. Complicazioni che ci portano ad avere 500 ricariche ad alta potenza lungo le strade, invece che 5000 come servirebbe”.
C’è preoccupazione anche rispetto a quei 700 milioni di fondi del PNRR destinati alla mobilità elettrica: “Rischiamo di perderli in parte perché non arriveremo in tempo con l’assegnazione delle gare e per tutte le complicazioni burocratiche e procedurali che si trovano sul percorso”.
Ma non c’è solo la responsabilità di un’amministrazione centrale complessa o dei colli di bottiglia rappresentati da qualche amministrazione locale nel “mirino” di Lilli. C’è un tema culturale che va superato: “Non possiamo partire da zero per fare il progetto perfetto e poi realizzarlo fra trent’anni. Dobbiamo partire oggi da quello che abbiamo e fare”.
Un cambiamento anche culturale che ABB ha portato in primis al proprio interno.
“Oggi tutto quello che facciamo ha all’interno sostenibilità. Quando sviluppiamo prodotti nuovi lo facciamo pensando all’impatto che prodotto ha lungo tutto il suo ciclo di vita, dalla progettazione alla produzione, da quando viene messo in servizio a quando viene smaltito. E ciò che facciamo per i nostri clienti, lo facciamo anche per noi. Tutti i nostri stabilimenti e uffici sono equipaggiati con sistemi intelligenti e IoT per la raccolta dati. Un domani gli algoritmi di Artificial Intelligence ci aiuteranno ad automatizzare i controlli e fare nuove efficienze e risparmi”.
E ciò che è stato fatto per il Burji Khalifa, ABB lo ha fatto anche per se stessa: “La nostra fabbrica più grande in Italia è degli Anni Settanta. Abbiamo deciso di installare sull’esistente sistemi intelligenti, che ci hanno portato anche in questo caso a risparmi nell’ordine del 30%”.

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