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E-Mobility: Italvolt con il Poli di Milano per la produzione circolare di batterie

Le strutture e le competenze del laboratorio interdipartimentale CIRC-eV del Politecnico di Milano permetteranno di sviluppare conoscenza e competenza per la costruzione di nuove batterie a partire da processi di riuso e riciclo di materiali “nobili” e “rari” di batterie a fine vita. Un virtuoso esempio di economia circolare

22 Lug 2022

Realizzare un’economia circolare a ciclo chiuso per lo sviluppo di batterie per la mobilità elettrica. È questo l’obiettivo che guida l’intesa siglata tra Italvolt Spa, società fondata da Lars Carlstrom, e una delle principali università italiane, il Politecnico di Milano.

Nell’ambito della partnership, il laboratorio interdipartimentale di recente costituzione del Politecnico, CIRC-eV, Circular Factory for the Electrified Vehicles of the Future, identificherà le fonti di approvvigionamento primario di materie prime e analizzerà le possibilità di recupero di materiali chiave da fonti secondarie riciclate, come le batterie esauste.

Questa partnership segue quella siglata recentemente da Italvolt con AECOM, con l’obiettivo di ottimizzare la produzione e aumentare la resilienza delle batterie agli ioni di litio, riducendo al minimo gli scarti nel ciclo di vita del progetto.

“La partnership con il Politecnico di Milano – dichiara Lars Carlstrom, fondatore e amministratore delegato di Italvolt – ci aiuterà a realizzare il primo processo di sviluppo di batterie a ciclo chiuso in Italia. Ciò consentirà a Italvolt di produrre batterie agli ioni di litio di alta qualità, riciclando materie prime acquisite in modo sostenibile. Questo modello di business per lo sviluppo delle batterie contribuirà all’industrializzazione green della regione e alla creazione di nuovi posti di lavoro altamente qualificati per la comunità locale.”

Il Politecnico di Milano alimenterà la fornitura da fonti primarie e secondarie

All’interno della partnership, il Politecnico di Milano, la principale e più antica università tecnica italiana, mapperà le catene di approvvigionamento per aiutare Italvolt a reperire materie prime da fonti primarie per la realizzazione della gigafactory di Scarmagno, con una capacità produttiva a regime di 45 GWh. L’Università valuterà la qualità dei materiali provenienti dai fornitori primari per garantire la realizzazione di batterie agli ioni di litio di massima qualità e sostenibilità.

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Oltre alle fonti di approvvigionamento primario, il Politecnico analizzerà i flussi relativi agli scarti di produzione per alimentare la fornitura anche tramite fonti secondarie. L’Università valuterà l’intera catena di produzione per permettere a Italvolt il recupero di materiale chiave presente nelle batterie esauste, che consentira di limitare al minimo gli sprechi e sviluppare un processo produttivo pienamente efficiente.

Il riciclo dei componenti delle batterie assumerà un ruolo sempre più fondamentale per soddisfare la domanda di materie prime nei prossimi decenni. L’Aie (Agenzia internazionale per l’energia) stima che entro il 2040 il litio riciclato utilizzato nelle batterie potrebbe essere pari a circa 81 mila tonnellate, con un enorme aumento rispetto alle 3 mila tonnellate previste per il 2030. Inoltre, il litio è la materia prima con il maggior gap tra domanda e offerta e si stima che la richiesta sia destinata ad aumentare di sei volte fino a 500 mila tonnellate entro il 2030.

Italvolt ridurrà il costo finale delle batterie e gli scarti del processo di sviluppo

La partnership tra Italvolt e il Politecnico di Milano arriva in un momento chiave per lo sviluppo delle batterie agli ioni di litio. L’Università ha una ricca storia in campo ingegneristico, architettonico e del design industriale e può quindi sostenere Italvolt nel processo di sviluppo delle batterie.

Il lavoro di ricerca del Politecnico consentirà a Italvolt di adattare il proprio processo produttivo all’evoluzione della dinamica tra domanda e offerta. Aumentando l’efficienza dell’approvvigionamento di materie prime attraverso fonti primarie e secondarie, Italvolt ridurrà al contempo sia il costo finale delle batterie sia gli scarti complessivi del processo di sviluppo.

“Le attuali preoccupazioni verso la fornitura stabile di materiali per l’eco-sistema Europeo di produzione di batterie pone una sfida verso lo sviluppo di soluzioni sostenibili per la fornitura di materiali derivanti dal riciclo ad alto valore aggiunto di batterie post-uso e di scarti di produzione – spiega il Prof. Marcello Colledani, Coordinatore Scientifico di CIRC-eV, Politecnico di Milano – Nell’ambito di questa collaborazione il team multi-disciplinare di CIRC-eV analizzerà le tecnologie abilitanti per raggiungere questo obiettivo, contribuendo allo sviluppo di una catena del valore circolare per la produzione di batterie nell’eco-sistema locale“.

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