Speciale Elezioni Politiche

Cosa propone il Centrodestra in materia di energia e ambiente

Sostegno alle rinnovabili e all’efficienza, ma anche attenzione all’idroelettrico e alle biomasse. Sul nucleare c’è un’apertura di credito ma senza obiettivi espliciti

31 Ago 2022

Gianluigi Torchiani

Alle elezioni politiche del 25 settembre manca meno di un mese: cominciamo oggi un mini viaggio all’interno dei programmi elettorali delle principali coalizioni e movimenti in campo, così da scoprire quali siano le proposte in materia di energia. Un tema che, inevitabilmente, è diventato cruciale nella campagna elettorale per colpa della crisi energetica e che condizionerà le scelte del Governo che si insedierà nel prossimo autunno.

Il viaggio non può che cominciare dalla coalizione che, sondaggi alla mano, è data per favorita a questo turno: parliamo del Centrodestra, ovvero dell’alleanza tra Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati. Si tratta di forze politiche che hanno nel loro DNA una particolare attenzione alle esigenze delle Pmi e delle aziende, in questi mesi colpite profondamente dalla crisi energetica e che, almeno a livello di dibattito politico, hanno spesso manifestato una certa prudenza nell’affrontare la questione del climate change. Anche se, comunque, occorre ricordare che il primo grande sviluppo delle rinnovabili in Italia (2008-2011) è avvenuto proprio sotto un governo di Centrodestra.

Cosa dice l’Accordo Quadro di programma

Il punto di partenza per comprendere le intenzioni attuali di queste forze è “L’Accordo quadro di programma per un governo di centrodestra”, presentato a inizio agosto, che presenta 15 proposte schematiche sui principali temi di interesse pubblico. Quelli che ci interessano in particolare sono i punti 11 e 12, relativi rispettivamente all’energia e all’ambiente. Partiamo dal punto 11, intitolato “La sfida dell’autosufficienza energetica”: le proposte sono quasi tutte in linea con quelle degli altri schieramenti politici e dell’azione portata avanti dall’ultimo Governo. Nell’accordo quadro si legge infatti di “Transizione energetica sostenibile”, “Aumento della produzione dell’energia rinnovabile”, “Diversificazione degli approvvigionamenti energetici e realizzazione di un piano per l’autosufficienza energetica “, “Pieno utilizzo delle risorse nazionali, anche attraverso la riattivazione e nuova realizzazione di pozzi di gas naturale in un’ottica di utilizzo sostenibile delle fonti”, “Promozione dell’efficientamento energetico”, “Sostegno alle politiche di price-cap a livello europeo” (quest’ultimo vero e proprio cavallo di battaglia del Governo Draghi). L’ultimo punto si caratterizza per una timida apertura alla controversa energia atomica: si legge infatti “Ricorso alla produzione energetica attraverso la creazione di impianti di ultima generazione senza veti e preconcetti, valutando anche il ricorso al nucleare pulito e sicuro”.
Per quanto riguarda il punto 12, intitolato “L’Ambiente, una priorità”, il centrodestra prevede innanzitutto di “Rispettare e aggiornare gli impegni internazionali assunti dall’Italia per contrastare i cambiamenti climatici”. Importante anche l’impegno alla “Definizione ed attuazione del piano strategico nazionale di economia circolare in grado di ridurre il consumo delle risorse naturali, aumentare il livello qualitativo e quantitativo del riciclo dei rifiuti, ridurre i conferimenti in discarica, trasformare il rifiuto in energia rinnovabile attraverso la realizzazione di impianti innovativi e sostenibili”. Sul tema della siccità è previsto un “Piano straordinario per la tutela e la salvaguardia della qualità delle acque marittime e interne ed efficientamento delle reti idriche per limitare il fenomeno della dispersione delle acque”.

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La spinta sull’idroelettrico

Il piano programmatico del centrodestra, insomma, non entra troppo nei dettagli, ma alcune indicazioni ulteriori arrivano dai programmi elettorali di Fratelli D’Italia, Forza Italia e della Lega che entrano un po’ più in profondità sui temi. Il partito guidato da Giorgia Meloni propone l'”Immediata costituzione di un’unità di crisi su energia e caro bollette”, nonchè il “Contrasto alle speculazioni finanziarie sui costi delle materie prime e istituzione di un tetto europeo al prezzo del gas per contenere l’importo delle bollette energetiche“. Altro obiettivo è quello di “Svincolare il prezzo dell’energia elettrica dal prezzo del gas attraverso una modifica normativa del funzionamento della Borsa unica nazionale dell’energia e del Prezzo unico nazionale“. In materia di gas FDI punta invece alla “Diversificazione delle fonti energetiche attraverso la realizzazione di nuove infrastrutture strategiche, come i rigassificatori, e sfruttamento delle risorse presenti sul nostro territorio a partire dai giacimenti di gas: riattivazione e ammodernamento degli impianti già esistenti e realizzazione di nuovi per la produzione di energia da fonti pulite e sicure“. La questione dell’interesse nazionale riemerge anche quando si parla di fonti pulite: l’obiettivo è la “Creazione di una filiera produttiva italiana ed europea per le rinnovabili, le reti e gli accumuli, implementando la ricerca scientifica e tecnologica”. 

Sul fronte del caro energia, il partito di Silvio Berlusconi propone invece la rateizzazione bollette per PMI come fatto per le famiglie e l’incremento dei sostegni per imprese energivore, nonché di negoziare con i grandi gruppi nazionali dell’energia, nonché di autorizzare l’Acquirente Unico a sottoscrivere contratti a lungo termine. C’è poi una fonte, molto sofferente di questi tempi, che piace molto a FI: parliamo dell’idroelettrico, per cui si prevede un rilancio “con grandi investimenti e grandi player in linea con i Paesi industrializzati europei”. Su questo fronte Forza Italia potrebbe avere la sponda della Lega Salvini, che nel suo programma on line appare particolarmente sensibile: “Occorre avere la consapevolezza però che fotovoltaico e eolico hanno dei limiti, non solo perché hanno una bassa densità energetica ma soprattutto perché sono tecnologie non programmabili che dipendono dalle condizioni meteo e dai cicli stagionali; pertanto, nel proseguire lo sviluppo delle rinnovabili occorre prestare sostegno e sviluppo anche alle altre tecnologie quali idroelettrico, geotermia e bioenergie che oltre a garantire la produzione di energia elettrica da risorse rinnovabili e nazionali con emissioni climalteranti nette pari a zero, assicurano la programmabilità, che consente una produzione continuativa e regolare, indipendentemente dalle condizioni climatiche, ad evidente vantaggio della stabilità del sistema elettrico ed in particolare del suo bilanciamento tra domanda ed offerta, analogamente a quanto fanno in questo senso le centrali termoelettriche da fonti tradizionali”.

Il ruolo del nucleare

Il partito di Salvini propone anche di sostenere lo sviluppo di mini impianti idroelettrici, di potenza inferiore a 1 MW, poiché “Questi impianti caratterizzati da una potenza installata ridotta, possono essere utilizzati per piccole strutture ed hanno il vantaggio di avere un impatto ambientale e paesaggistico minore”. La Lega spinge anche per le biomasse e le bioenergie provenienti dalla filiera sostenibile del bosco e dalla geotermia a bassa entalpia. Ma soprattutto, spinge apertamente per il ritorno al nucleare:Il percorso per un rientro dell’Italia nel nucleare è lungo ma la tecnologia dell’atomo è quella che, combinata alle rinnovabili, sarà imprescindibile nel medio-lungo termine per consentire di perseguire gli obiettivi di decarbonizzazione con emissioni nette zero al 2050”. La Lega guarda soprattutto ai SMR (Small Modular Reactor), ovvero ai nuovi reattori nucleari di piccola taglia, ma nel programma non si propongono degli obiettivi numerici: piuttosto la priorità sembra essere quella di “Ricostruire nel nostro Paese una filiera nucleare industriale nazionale, sia progettuale che realizzativa”, nonché di “Definire una nuova strategia nazionale sul nucleare”.
Su questo tema sembra essere molto più prudente Fratelli D’Italia, nei sondaggi indicato come il maggiore partito della coalizione, che parla genericamente della necessità di “Investire nella ricerca sul nucleare di ultima generazione”.

Insomma, in materia di energia e ambiente il centrodestra punta alla sostenibilità ma non sembra disposto a rinunciare all’apporto fonti fossili, soprattutto a quelle di produzione nazionale. Sulle rinnovabili il ruolo molto ampio dato a fotovoltaico ed eolico dalle ultime strategie energetiche nazionali potrebbe leggermente ridimensionarsi a favore di altre fonti come idroelettrico e biomasse, che appaiono particolarmente apprezzate nei programmi dei partiti della coalizione. Sul nucleare traspare una certa apertura di credito, ma per il momento non si parla esplicitamente della realizzazione in tempi brevi di nuove centrali atomiche, come invece tentò di fare l’ultimo Governo Berlusconi tra 2008 e 2011.

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Gianluigi Torchiani

Nato a Cagliari nel 1981, giornalista professionista, scrive da quindici anni di tecnologia ed energia. Dal 2014 è editor per il Gruppo Digital360

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