Speciale Elezioni Politiche

Energia e ambiente: le proposte del Movimento 5 Stelle

Il Movimento guidato da Giuseppe Conte presenta proposte che vanno nella direzione dell’ecologismo, proponendo l’intensificazione delle misure come il Superbonus. Ribadito il no al nucleare e agli inceneritori

29 Ago 2022

Gianluigi Torchiani

Giuseppe Conte

Proseguiamo il nostro racconto sui programmi elettorali dei partiti italiani in materia di energia e ambiente in vista delle elezioni del 25 settembre. Dopo Centrodestra e Centrosinistra è la volta del Movimento 5 Stelle: il partito guidato dall’ex premier Giuseppe Conte si presenta in solitaria dopo la rottura con il PD e, secondo gli attuali sondaggi, è accreditato come terza forza. Questa condizione ha dato la possibilità al Movimento di recuperare buona parte delle istanze tipiche della fase pre governativa, tra cui naturalmente l’attenzione estrema all’ambiente. Il programma del Movimento 5 Stelle, infatti, è molto sensibile ai temi tradizionali dell’ecologismo, tanto da avere nel simbolo la data 2050, quella in cui l’Europa dovrebbe raggiungere l’obiettivo della completa decarbonizzazione.

La difesa del Superbonus

L’obiettivo al primo punto è quello della “Società 2000 Watt”, con l’obiettivo di tendere a un modello sostenibile di consumo energetico per ridurre le emissioni annue di gas serra. Proprio in questo senso il Movimento 5 Stelle porta in avanti uno dei suoi cavalli di battaglia della scorsa legislatura, ovvero il Superbonus 110%, che è stato causa di continue liti e polemiche con le altre forze che sostenevano il Governo Draghi. Nel programma si propone la “Stabilizzazione delle agevolazioni edilizie per permettere la pianificazione degli investimenti sugli immobili e continuare a migliorare i livelli di risparmio energetico e di conseguenza risparmiare sulle bollette”. Non solo: considerato che il SuperBonus era riservato ai privati, il M5S rilancia con la proposta di un nuovo Superbonus Energia e Impresesempre basato sulla circolazione dei crediti fiscali, per permettere alle imprese di investire a costo zero nel risparmio energetico e nelle fonti rinnovabili con riqualificazione degli edifici esistenti senza consumo di suolo”.

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Le misure contro il Caro energia

Sul punto più caldo dell’intera campagna elettorale, ovvero il caro energia, il Movimento punta alla “Revisione del sistema di formazione del prezzo del gas favorendone lo sganciamento dal mercato olandese TTF, caratterizzato da fenomeni speculativi”. Ulteriore tassello dovrebbe essere quello dell’istituzione di un “Energy Recovery Fund (con chiara allusione al Recovery Fund varato all’epoca del secondo Governo Conte) alimentato dall’emissione di debito comune europeo, sulla scia del Next generation Eu, per contrastare la pandemia energetica, aiutare famiglie e imprese, investire più massicciamente in fonti rinnovabili. In una recente intervista al Corriere della Sera, inoltre, Conte ha fatto riferimento al tema degli extraprofitti delle aziende energetiche, sostenendo che vadano recuperati i 9 miliardi persi per strada dal governo”. L’ex premier sostiene la necessità che il ministero dell’Economia pubblichi i dati sui pagamenti effettuati per verificare quali sono le società che hanno versato il contributo e quali si stiano sottraendo alla legge.

No a rigassificatori e inceneritori

Sul fronte trivellazioni e inceneritori (questi ultimi una della cause scatenanti che ha portato alla fine del Governo Draghi) a prima vista il No dei pentastellati appare inequivocabile, tanto che si legge di Stop a nuove trivellazioni e nuovi inceneritori, nonché di stop a Tecnologie obsolete per i rifiuti. Però, si può leggere anche della necessità della “Realizzazione di impianti completamente compatibili con le richieste dell’Europa e non inquinanti, finalizzati a migliorare le prestazioni ambientali”, che potrebbe suonare come una timida apertura.  Il tema dei rigassificatori non è trattato nel programma ufficiale, ma il vicepresidente del Movimento 5 Stelle Riccardo Ricciardi, ha spiegato come “Il Movimento 5 Stelle è favorevole all’utilizzo di rigassificatori galleggianti temporanei per sopperire alla crisi del gas”, ma ha allo stesso tempo definito il progetto più sotto l’oggetto dei riflettori, quello di Piombino, come “una scelta sbagliata”. Il nucleare non è mai citato nel programma, ma si tratta di una fonte che il Movimento ha sempre avversato, posizione che è stata più volte ribadita da attivisti e dirigenti nel corso dell’attuale campagna elettorale. In materia di sostenibilità, il Movimento propone il completamento della carta geologica per mappare il territorio e prevenire i dissesti idrogeologici. Come contrasto all’emergenza siccità, si punta a “ridurre la dispersione idrica nelle reti, per completare gli invasi d’acqua, per implementare l’utilizzo delle risorse idriche sotterranee e per garantire la depurazione degli scarichi fognari e industriali è necessario incrementare gli investimenti nel settore idrico, in particolare nel mezzogiorno”.

Il programma affronta infine anche il tema della mobilità, con la promessa di lavorare per infrastrutture interconnesse e una modalità intermodale sicura, con una manutenzione ordinaria e straordinaria garantita, attraverso la riduzione del gap infrastrutturale tra i territori. Nel documento si parla anche di Smart Road e utilizzo agevolato dei mezzi ad alimentazione elettrica, a idrogeno e a combustibili alternativi originati da fonti rinnovabili. Infine, la promessa è quella della riduzione dei gas climalteranti attraverso la riconversione del parco auto privato circolante.

Insomma, in caso di risultato positivo alle prossime elezioni, il Movimento 5 Stelle in materia di energie e ambiente cercherà di spingere su istanze tipiche dell’ambientalismo, che potrebbero trovare una sponda soprattutto nel programma stilato dal centrosinistra.

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Gianluigi Torchiani

Nato a Cagliari nel 1981, giornalista professionista, scrive da quindici anni di tecnologia ed energia. Dal 2014 è editor per il Gruppo Digital360

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