Intelligenza artificiale

Energy Way: l’energia dei dati e della conoscenza al servizio della sostenibilità (ambientale ed economica)

La startup modenese fondata da Fabio Ferrari in un passaggio importante del suo percorso che vede l’arrivo di David Bevilacqua in qualità di direttore generale e l’attivazione di un piano di sviluppo verso nuovi mercati oltre a quello primario delle utility e dell’energia. Sul piano internazionale la società annuncia l’avvio della partnership con la Stanford University e con la società israeliana Ecoprocess

19 Feb 2020

Mauro Bellini

Già il nome parla chiaro: Energy Way e il mondo dell’energia è, anche nel rispetto del nome, il mercato primario, il primo punto di riferimento. Ma per la società fondata da Fabio Ferrari, CEO dell’azienda, è più corretto parlare di energia dei dati. Meglio ancora, è corretto parlare di energia della conoscenza. Della startup modenese nata nel 2013 il primo tratto che colpisce è la capacità di unire la dimensione culturale, di divulgazione sui temi chiave dell’intelligenza artificiale, con una dimensione concretissima e pragmatica di progetti reali, che permettono di mostrare che, con un lavoro basato sul valore della conoscenza, si possono ottenere risultati straordinari.

Una energia della conoscenza al servizio delle utility

Fabio Ferrari, CEO Energy Way

È l’energia della conoscenza che è forse il punto chiave per capire l’idea che ha fatto partire il progetto Energy Way e che permette oggi a tante aziende, in questa fase in particolare alle utility e alle imprese del mondo energy, di affrontare in modo diverso i temi dell’efficienza e, con uno sguardo e un’orizzonte più elevato, i temi della sostenibilità. La chiave di lettura più efficace per comprendere il valore di Energy Way la possiamo cogliere proprio nelle parole del fondatore Fabio Ferrari, quando parla della centralità della matematica per descrivere la realtà e per capire i processi fisici e transazionali e quando sostiene che attraverso la mappa dettagliata delle correlazioni forti e delle correlazioni deboli degli eventi si può raggiungere la comprensione vera della fenomenologia di un processo. Ed è sulla base di questa conoscenza che si possono “cambiare e migliorare” le cose. Da questa dimensione culturale, dell’osservazione analitica e della ricerca di “segnali” che permettono di capire i fenomeni, si passa alla concretezza che nella fattispecie significa ad esempio “ottimizzare le risorse, ridurre i consumi, diminuire gli sprechi” senza, – tanto per rimanere nella concretezza di numerosi progetti realizzati  – dover cambiare impianti e infrastrutture.

La sostenibilità nella gestione delle risorse passa dalla conoscenza precisa dei fenomeni e dei processi

In altre parole, il punto chiave di Energy Way e il tema che sta sul tavolo di tante aziende non solo nell’ambito energy è in una domanda: come ottenere una maggiore sostenibilità nella gestione delle risorse necessarie al business senza stravolgere o affrontare cambiamenti radicali? Per imprese abituate, legittimamente e pragmaticamente, a guardare all’”ultima riga” questo significa anche una risposta su come ridurre sprechi e costi ottenendo nello stesso tempo una serie di benefici per l’ambiente.

La chiave di volta dell’approccio Energy Way è molto ben rappresentata anche da David Bevilacqua, che dopo aver accompagnato l’azienda come advisor ha assunto il ruolo di direttore generale e che osserva come nel percorso di trasformazione delle aziende è sempre più importante aumentare la capacità di analisi delle risorse e contare nello stesso tempo su una lettura predittiva delle stesse risorse a fronte di una serie di variabili. La capacità di disporre di una lettura degli effetti legati a determinati interventi sui processi o delle conseguenze di determinate azioni è, come puntualizza Bevilacqua, il presupposto per acquisire un vantaggio competitivo.

Dall’energia e dalle utility verso altri settori

David Bevilacqua, Direttore Generale Energy Way

Bevilacqua sottolinea il valore del modello Energy Way anche oltre il perimetro del mondo energetico nel quale ha sviluppato una serie di casi di successo. L’azienda conta oggi su due divisioni e due linee di sviluppo: una prosegue il lavoro sulle imprese del settore energia e una più trasversale che guarda anche ad altri mercati.

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E non si può non pensare alla “domanda di predittività” che arriva dalle filiere del manifatturiero, dalle imprese del Fast Moving Consumer Goods, dal mondo agroalimentare che in Italia e proprio nella stessa Food Valley in cui si colloca Modena, ha sempre più bisogno di gestire un numero crescente di variabili che incidono sulla competitività.  Basti pensare solo al meteo, all’influenza che ha prima di tutto in termini di gestione delle risorse, per poi andare a incidere sulla qualità per arrivare, come sempre, agli effetti sul risultato economico delle imprese.  Ai piani di sviluppo collegati anche alla nomina di David Bevilacqua e alla strategia che vuole indirizzare nuovi mercati si aggiunge la scelta di aprire una sede a Milano e l’attivazione di una partnership con la società israeliana Ecoprocess.

Intelligenza artificiale al servizio dell’energia della conoscenza

In termini di go to market l’azione di Energy Way si concretizza in progetti di Intelligenza artificiale che, come già evidenziato, hanno portato l’attenzione prima di tutto sul mondo energy e utility e allungando l’orizzonte della conoscenza sui fenomeni e permettendo di raggiungere obiettivi molto concreti in termini di saving nella gestione delle risorse e di benefici sui risultati economici delle imprese. Questi “nuovi orizzonti” in termini di conoscenza e di sviluppo sono alla portata di altre industry e di altri settori e per comprenderne le potenzialità è forse utile portare l’attenzione sui punti di riferimento tecnologici e per certi aspetti sulle parole chiave che contraddistinguono il lessico e la sostanza dell’offerta dell’azienda: i controllori predittivi, le soluzioni RPA (robotic process automation), la computer vision, le metodiche di schedulazione supervisionata. Stiamo parlando, nell’ambito dell’approccio Energy Way, di fattori abilitanti che conducono a nuove forme di conoscenza e che permettono ad altri settori di trarre benefici da una conoscenza che permette di migliorare i processi correnti. Il pensiero corre ancora una volta prima di tutto al manufacturing, ma il principio e il metodo valgono anche per il banking, per le imprese di telecomunicazioni, per il mondo automotive (con cui peraltro Energy Way già sta collaborando ed è un comparto che come è ben noto fa della Motor Valley emiliana una eccellenza a livello mondiale), ma Bevilacqua non dimentica di sottolineare anche il mondo dello sport, o, per uscire dai settori e guardare ai fenomeni, i temi del Risk management ambientale o infrastrutturale, il mondo dei servizi collegati al Facility e property management.  Tutti settori o ambiti produttivi dove la possibilità di disporre di un valore di conoscenza si traduce, grazie al metodo Energy Way in riduzione dei consumi e degli sprechi, in miglioramento della capacità produttiva, nella maggiore conoscenza dei fattori di rischio, in una più elevata precisione nella schedulazione delle attività, nella ottimizzazione dei prezzi e nella migliore sensibilità alle reazioni dei consumatori o ancora, ma sono veramente tanti gli esempi, nella possibilità di individuare le logiche che portano a determinati errori e conoscere tempi e costi per intervenire. Tutti i casi dunque dove la parola chiave che accompagna Energy Way è ancora una volta la conoscenza.

Il vantaggio competitivo di ogni azienda come un tema di energia (dei dati)

E l’intuizione di Energy Way sta anche nel fatto di comprendere che oggi il vantaggio competitivo delle imprese ha tante e diverse dimensioni e passa dalla capacità di tenere ben fermo il timone sulla centralità della persona a fronte di un utilizzo sempre più intensivo del Machine Learning e dell’Intelligenza Artificiale. Il risultato di questa visione (e passione) della matematica applicata ai processi industriali o al mondo dell’energia, si concretizza in soluzioni con un alto livello di personalizzazione che permettono alle imprese, ad esempio a diverse grandi utility, di ottenere un triplo risultato: ottimizzazione nella gestione delle risorse, riduzione dell’impatto ambientale e riduzione dei costi nell’attività corrente. Ferrari, più che i Intelligenza artificiale, ama parlare di matematica applicata e ama sottolineare come in questa prima fase della vita della società abbia voluto focalizzare l’attenzione sul mondo dell’energia cercando di sviluppare un nuovo approccio, possiamo dire “matematico” all’energy management. Un approccio che, nel segno primario della sostenibilità e della possibilità di “fare” non propone un intervento sugli impianti, una sostituzione, ma  lavora sulla conoscenza dei fattori che abilitano la sostenibilità sia delle risorse ambientali sia delle risorse economiche del business e si agisce, con gli strumenti a disposizione delle imprese, intervenendo molto concretamente sui processi e misurando altrettanto concretamente i risultati in termini di benefici economici e ambientali.

L’Academy Energy Way collabora con la Stanford University

E l’imprinting aziendale fissato sulla conoscenza è anche nella vocazione formativa di Energy Way che nel novembre 2019 ha fatto partire un progetto di Academy e che conta su una prestigiosa partnership con la Stanford University nell’ambito dell’education. Sempre nel segno della sintesi tra sviluppo di algoritmi per accelerare e approfondire i processi di conoscenza e la volontà di preservare e garantire la centralità della persona, Energy Way ha voluto assumere una vera e propria iniziativa culturale (sulla quale torneremo con un servizio dedicato) lanciando il Manifesto della Razionalità Sensibile in cui prende l’iniziativa per portare la riflessione sull’utilizzo e sulla diffusione dell’intelligenza artificiale e sulla propensione ad “affidarsi agli algoritmi” su un piano di etica e di cultura, con l’attenzione alla realtà delle scelte di business delle imprese. Un impegno che vuole favorire la crescita di consapevolezza, per vivere Machine learning e Intelligenza artificiale come strumenti che portano energia nella conoscena ma sempre al servizio delle persone.

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Mauro Bellini

Direttore responsabile delle testate “verticali” di Digital360: Blockchain4Innovation, PagamentiDigitali, Internet4Things, BigData4Innovation e Agrifood.Tech si occupa di innovazione digitale applicata alla realtà delle imprese, delle pubbliche amministrazioni e del sociale

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