Ricerche

Rinnovabili: PNRR e obiettivi al 2030 spingono gli investimenti in Italia

L’Irex report di Altthesys ha mappato ben 958 operazioni, per la maggior parte collocate nella Penisola. Tra le tecnologie primeggia l’agrivoltaico

Pubblicato il 12 Mag 2023

fonti pulite

Le energie rinnovabili stanno effettivamente cambiando passo, anche nel nostro Paese, sulla scia del PNRR e dei nuovi obiettivi al 2030, anche se permangono i cronici problemi sul fronte autorizzativo. Questa la la situazione delineata dall’Irex Annual Report 2023, lo studio di Althesys, che evidenzia come – nonostante il quadro macroeconomico ed energetico complicato –  gli investimenti previsti si collocano sui 41 miliardi: le operazioni messe in atto dagli operatori sono 958, più del doppio di quelle rilevate nell’anno precedente.

Al contrario di quello che accedeva negli scorsi, le operazioni dei player delle rinnovabili sono sul mercato domestico: le operazioni si concentrano quasi interamente in Italia, sono il 95% del totale, con appena 17 iniziative all’estero. Tra le possibili cause di questo fenomeno ci sono la complessità del quadro internazionale e le strategie di rifocalizzazione sul mercato nazionale, legate sia ai target 2030 che all’attuazione del PNRR.

Nel 2022 la protagonista assoluta tra le tecnologie è stata l’agrivoltaico che con 390 iniziative, 15,8 GW previsti dai di progetti e 12 miliardi arriva a una quota del 41%. Il solare che preserva l’uso agricolo dei terreni toglie il primato al fotovoltaico, che si ferma al 35% con 11,6 GW per 8,3 miliardi. L’eolico onshore vale 184 iniziative, 10,6 GW e 14,2 miliardi di euro. Bene anche eolico offshore, con  63 progetti rilevati nel 2022 e oltre 50 GW di progetti totali (ma solo uno entrato in funzione), ma soprattutto i sistemi di accumulo, che segnano  +91% rispetto al 2021.

Althesys ha mappato anche il settore dell’idrogeno verde: nel complesso 115 iniziative, che coinvolgono oltre 150 player diversi per origine e dimensione. Progetti, studi, accordi di collaborazione, prototipi e test sono indirizzati per il 47% agli usi finali, il 32% alla produzione. Il resto si divide tra iniziative integrate sulla filiera e Hydrogen Valley (9%), elettrolizzatori/altre tecnologie produttive (7%) e trasporto/stoccaggio (5%).

Permangono i problemi autorizzativi

Alessandro Marangoni, Ceo di Althesys

Come accennato, resta il freno della questione autorizzativa, nonostante le ultime misure di semplificazione. Resta sostanzialmente uguale il divario tra impianti autorizzati e da autorizzare: a fronte di 894 nuovi impianti/progetti censiti nel 2022, ben 673 (75%) sono ancora in corso di autorizzazione.

WHITEPAPER
Energy e Blockchain: quali opportunità?
Pagamenti digitali
Smart Grid

La situazione è ancora peggiore se si considerano le dimensioni delle iniziative, con solo il 12% approvato (in peggioramento rispetto al 18% del 2021). Nel fotovoltaico, a fronte di 142 impianti autorizzati, quasi il quadruplo è in attesa, ben 527 progetti. Le installazioni fotovoltaiche utility scale in via di autorizzazione in Italia valgono oltre 20,5 GW. Nell’eolico onshore gli impianti autorizzati sono 28 contro 137 ancora in stand-by burocratico. A livello di MW, su circa 9,5 GW mappati, 7,7 (81%) risultano in attesa di autorizzazione.

In questo quadro, secondo Althesys, i progressi da compiere per la decarbonizzazione entro il 2030 sono significativi e richiederanno una roadmap stringente che preveda obiettivi su efficienza, rinnovabili e flessibilità. La buona notizia è che il sistema elettrico italiano sarà adeguato al 2030 nonostante le dismissioni di parte degli impianti termoelettrici, ma oltre allo sviluppo di rinnovabili, reti e accumuli, serve anche il capacity market, la stabilità delle importazioni e un miglioramento della disponibilità degli impianti termoelettrici.

“L’Irex Annual Report 2023 – spiega Alessandro Marangoni, Ceo di Althesys  – segna un giro di boa degli investimenti nelle rinnovabili nel 2022 in Italia, con un incremento straordinario trainato dalla crescita interna. In tutta Europa aumentano sensibilmente gli LCOE che rendono poco attraenti le aste e inducono spesso a preferire il mercato. In questo quadro, diversi scenari di adeguatezza del sistema elettrico italiano si inseriscono nel disegno di una roadmap per la transizione”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Articolo 1 di 2