Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

Politiche energetiche

Sma: le comunità energetiche possono spingere l’Italia a raggiungere gli obiettivi europei

Il Piano integrato energia e clima ha stabilito per l’Italia ambiziosi target al 2030 in materia di energia e ambiente

03 Mar 2020

Nelle scorse settimane il Governo ha definitivamente approvato il Piano Nazionale Integrato Energia Clima  (PNIEC), che stabilisce la strategia dell’Italia per il raggiungimento degli obiettivi europei al 2030 in materia di energia e ambiente. Sul fronte delle energie rinnovabili, l’Italia ha dovuto assumere un impegno importante: aggiungere 30 GW di capacità aggiuntiva, in 10 anni, vale a dire circa 3 GW l’anno. Un obiettivo decisamente superiore rispetto ai numeri attuali: la stima di SMA è che nel 2019 le nuove installazioni di fonti pulite elettriche abbia raggiunto quota 700 MW, mentre per il 2020 si dovrebbe riuscire a raggiungere un numero che si avvicina a 1 GW, grazie principalmente al decreto FER1 che ha introdotto meccanismi incentivanti. A spingere il raggiungimento dei target 2030, secondo SMA, c’è anche l’introduzione del concetto di comunità energetiche: il riferimento è a quelle forme di aggregazione e condivisione delle responsabilità, nonché dei benefici, che si possono ottenere dalla realizzazione di un impianto di produzione di energia elettrica, in particolare di quelli alimentati da fonti pulite. Un recente emendamento approvato dalle commissioni Affari costituzionali e Bilancio alla Camera in occasione del decreto Milleproroghe, consente, attraverso la creazione di comunità energetiche, la produzione e lo scambio per impianti energia da fonti rinnovabili (sino a 200 kW).

Secondo Valerio Natalizia, Regional Manager SMA South Europe di SMA, “È importante coinvolgere i cittadini e renderli investitori dell’energia del futuro, ad esempio, utilizzando edifici comunali come le scuole in comodato d’uso o abitazioni private. Questo meccanismo non tende solo a remunerare la parte di energia autoconsumata e non è stato escogitato a fini speculativi, ma deve essere un modello che porta la diffusione all’efficientamento energetico e la virtuosità dell’autoconsumo. Per questo in SMA lavoriamo da tempo allo sviluppo di nuovi software funzionali a questo tipo di scopo. Attraverso i nostri sistemi è già possibile creare dei processi automatizzati di consumo legato alla produzione, ad esempio, in base alle previsioni metereologiche, è possibile attivare elettrodomestici o ricariche dell’auto elettrica solo nel momento in cui la disponibilità dell’energia è sufficiente ad essere utilizzata”.

Secondo Natalizia, per raggiungere gli obiettivi prefissati dal Pniec sarà fondamentale anche facilitare privati e aziende nell’accesso alle tecnologie e alle autorizzazioni necessarie e snellire le procedure. Inoltre sarà necessaria una comunicazione chiara e coerente da parte del governo verso cittadini e imprese.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 5