Intervista

Accenture: digitalizzazione e comunità energetiche sono il cuore della transizione green

Claudio Arcudi, Responsabile Energy & Utility di Accenture Italia, evidenzia come l’accelerazione sulle rinnovabili presupponga la nascita di un nuovo sistema energetico, capace di gestire i diversi punti di produzione e consumo

11 Mag 2022

Gianluigi Torchiani

Claudio Arcudi, Responsabile Energy & Utility di Accenture Italia

La transizione energetica che il Paese è chiamato a compiere è strettamente connessa con la digitalizzazione. Ne è estremamente convinto Claudio Arcudi, Responsabile Energy & Utility di Accenture Italia, con cui EnergyUp.Tech ha parlato a margine della presentazione del rapporto Agici/Accenture: “Nella transizione energetica che stiamo affrontando, la parte digitale e tecnologica non è a supporto, ma è esattamente il cuore del sistema stesso. Viviamo infatti un cambiamento epocale rispetto al tradizionale modello energetico, caratterizzato dalla presenza di poche centrali di produzione e da una rete di distribuzione. Oggi la capacità più importante del nuovo sistema energetico, come citato nel convegno, è quella di riuscire a individuare fonti di consumo (auto elettriche, smart building) e le tantissime fonti di produzione (impianti eolici, fotovoltaici), riuscendo a gestirle in una logica distribuita. Punti di consumo e di produzione devono essere visti come degli asset: dunque occorre inserire all’interno di questi asset la tecnologia e la digitalizzazione affinché si parlino tra di loro. Se non lo fanno, ovvero se non comunicano in maniera autonoma e senza intervento umano, il nuovo sistema energetico semplicemente non funziona”. Una rivoluzione che sta cambiando anche l’approccio della stessa Accenture al mondo energy, che vuole sempre di più considerarsi come parte attiva di quel vasto ecosistema che abilita la transizione energetica.

Ma quanto sono pronti gli operatori a questo cambiamento?
“Le utility italiane sono all’avanguardia a livello europeo sul tema della digitalizzazione, un po’ anche per storia – sia le grandi realtà che quelle più locali – hanno sempre indirizzato come un valore la trasformazione e la modernizzazione. Tra Europa e Usa c’è un gap incredibile: nel Vecchio Continente siamo decisamente più avanti degli Usa sotto questo punto di vista”, evidenzia Arcudi.

I benefici della cybersecurity

Secondo cui ci sono diversi piani nei quali le utility stanno affrontando la partita della Smart Energy: “Innanzitutto all’interno dei loro processi: ci sono aziende energetiche che ormai pubblicizzano offerte completamente digitali, oppure che hanno migliorato notevolmente i propri processi interni con le nuove tecnologie. Inoltre, si è iniziato a indirizzare il controllo dei sistemi di produzione di energia e di rete, ma ora deve arrivare il secondo passo. Se così come abbiamo raccontato vogliamo spostare la produzione in maniera importante sulle rinnovabili, questa innovazione digitale dovrà crescere ancora di più, arrivando a essere integrata nelle singole componenti”.
Fondamentale sarà poi il ruolo delle reti di distribuzione, che dovranno essere in grado di gestire questo cambiamento: in altre parole le stesse stazioni secondarie dovranno gestire in autonomia le problematiche come i guasti, grazie a una avanzata capacità di autoconfigurazione. . Tutto questo sarà reso possibile da un forte investimento nella digitalizzazione, ma anche nella cybersecurity, a cui va il delicato compito garantire la necessaria protezione a queste infrastrutture critiche. “Non a caso, quando abbiamo illustrato il nostro ultimo report, che chiede di anticipare gli obiettivi nazionali sulle rinnovabili, gli operatori ci hanno risposto che occorre innanzitutto fare sì che il sistema elettrico sia in grado di reggere questa crescita”, spiega il manager Accenture.

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La sfida delle Comunità energetiche

L’Italia, d’altra parte, è già avanti sulla digitalizzazione dell’energy, grazie al più alto tasso di penetrazione di contatori elettronici (Smart meter), che consentono di tenere sotto controllo tutti i punti in cui viene immessa l’elettricità. Ciò non toglie che in futuro serviranno ulteriori progressi: il nostro sistema energetico deve imparare a integrare nuove tipologie di consumatori come i prosumer, nonché favorire l’implementazione di nuovi modelli come le comunità energetiche. La stessa diffusione ulteriore delle energie alternative passa dalla capacità di coinvolgimento delle comunità locali e da un’eliminazione degli ostacoli burocratici, su cui però si vedono dei confortanti passi in avanti. “Quello che mi ha meravigliato, rispetto alle precedenti edizioni dell’Osservatorio Agici-Accenture, è che pochi operatori si sono lamentati delle difficoltà burocratica, che pure hanno sempre rappresentato il principale ostacolo allo sviluppo delle fonti pulite nel nostro Paese. Probabilmente tutti sono a conoscenza della decisione del Governo, che ha deciso di indirizzare questa problematica con gli ultimi recenti provvedimenti” puntualizza Arcudi.

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Gianluigi Torchiani

Nato a Cagliari nel 1981, giornalista professionista, scrive da quindici anni di tecnologia ed energia. Dal 2014 è editor per il Gruppo Digital360

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