Accenture: digitalizzazione al centro dell'Energy Transition- Energyup

Sostenibilità

Accenture: l’Energy transition non può fare a meno della digitalizzazione

Claudio Arcudi, Responsabile Energy & Utility di Accenture Italia, evidenzia come e perché le utility italiane ed europee si stiano sempre più affidando alle moderne soluzioni digitali

16 Mar 2021

Gianluigi Torchiani

Claudio Arcudi, Responsabile Energy & Utility di Accenture Italia

Il mondo dell’energia, come noto, è chiamato a una forte trasformazione in direzione della decarbonizzazione e della sostenibilità ambientale, così da aiutare il pianeta a contenere gli effetti più nefasti del climate change. Meno noto è che questa trasformazione passi innanzitutto da una profonda innovazione e digitalizzazione degli operatori del settore energetico, vale a dire le utility. Accenture, multinazionale globale attiva nella fornitura di servizi professionali alle imprese, sta accompagnando numerose aziende del settore in questo percorso, come racconta a EnergyupTech Claudio Arcudi, Responsabile Energy & Utility di Accenture Italia. Un percorso che ormai non vede coinvolte non soltanto le utility in senso stretto ma tutte le imprese che hanno in qualche modo a che fare con il mondo dell’energia. “Un tempo si usava distinguere tra l’industry dell’Oil & gas, che interessava aziende addette alla produzione e trasporto di petrolio, e le utility vere e proprie, impegnate nella produzione e trasporto di energia elettrica e gas. Ma, in realtà, assistiamo sempre di più a una convergenza di competenze e interessi tra queste categorie: non a caso, in Accenture utilizziamo il termine utility per riferirci a tutte quelle organizzazioni che lavorano con l’energia. Queste imprese sono accomunate dalla necessità di traghettare l’utilizzo energetico verso le fonti rinnovabili, assicurandone la disponibilità a imprese, PA e ai consumatori finali. La sfida che questi operatori si trovano davanti è infatti quella di riuscire a portare, entro il 2050, la capacità energetica globale verso un modello a zero emissioni”. Un ruolo chiave, in questo senso, sarà svolto dalla digitalizzazione dei processi e delle attività: tutti gli apparati che hanno a che fare con l’energia possiedono o possiederanno presto al proprio interno delle componenti digitali capaci di controllarli e renderli sempre più efficienti, permettendogli anche di interagire con i nostri dispositivi mobili. L’energy transition italiana ed europea, insomma, non potrà funzionare in maniera adeguata se non sarà adeguatamente abilitata dalla digitalizzazione.

Utility: perché è necessaria la Digital Transformation

Ma come si fa nel concreto a fare digitalizzazione nel mondo energy & utility? Gli esempi sono numerosi: “La transizione verso le rinnovabili è inevitabile, ma occorre sottolineare che si tratta di tipologie impianti completamente diversi rispetto alle centrali a gas e carbone. In questi casi abbiamo del personale che lavora fisicamente negli impianti, occupandosi della produzione e trasmissione dell’elettricità. Al contrario, le rinnovabili come eolico e fotovoltaico sono sistemi di produzione dell’energia di tipo unattended, che cioè funzionano senza personale. È quindi necessario avere degli impianti intelligenti, che possano essere controllati e gestiti con azioni da remoto, attraversi sistemi altamente digitali. Se spostiamo questo ragionamento alla rete di distribuzione, questa necessità diventa ancora più rilevante: il sistema elettrico dovrà essere sempre più capace di adattarsi all’intermittenza delle rinnovabili, così da agire sempre più in velocità e bilanciare di continuo la Rete. Per raggiungere questo obiettivo le reti elettriche stanno diventando sempre più digitali, innestando anche capacità di predizione e previsione grazie all’impiego degli algoritmi di intelligenza artificiale”. In futuro, secondo Accenture, la rete elettrica prevederà degli appositi nodi dotati di informazioni, dati e capacità computazionale autonoma, in maniera tale da operare in maniera intelligente e distribuita. Non a caso, la previsione è che in futuro a bordo delle reti saranno in funzione tecnologie dirompenti come l’edge computing e persino il Quantum computing. Un’altra grande innovazione che chiama in causa la digitalizzazione è quella dell’elettrificazione: in un mondo che tenderà a una maggiore efficienza energetica, l’elettricità sarà il vettore energetico privilegiato, rispetto al calore e ai combustili fossili, poiché ritenuta più sicura e meno impattante per l’ambiente. Sarà dunque necessaria una profonda trasformazione dei modelli di consumo dell’energia, dai consumatori sino alle imprese, che dovranno orientarsi maggiormente verso l’utilizzo di energia elettrica per soddisfare i propri fabbisogni.

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Un Hub di servizi per le Pmi

In questo passaggio le società energetiche sono chiamate a un ruolo fondamentale: come mette in evidenza lo studio The European Double Up: A twin strategy that will strengthen competitiveness“, presentato da Accenture in occasione di Davos 2021, le Utility hanno capacità tecniche e relazioni in grado di riqualificare l’offerta del settore creando nuovi servizi digitali orientati alla sostenibilità e all’efficienza, rivolti anche a Pmi e pubblica amministrazione. “Oggi le utility hanno sicuramente un rapporto importante con le Pmi, ma ora hanno anche la possibilità di portare soluzioni più avanzate rispetto alla classica fornitura di energia elettrica e gas. Possono infatti essere anche il gestore dei loro impianti di rinnovabili, l’orchestratore dei piani di efficienza energetica (coibentazione, ecc), piuttosto che abilitare il controllo e la gestione della flotta automobilistica aziendale in ottica sostenibile. Questa è la direzione verso cui stiamo lavorando con numerose utility: per farlo occorre trasformare il modello di business in una “business platform”, che prevede l’integrazione di partner dotati di competenze differenti. In questa maniera diventa possibile supportare lo sviluppo e l’erogazione di servizi specifici e a valore aggiunto, orientati alla sostenibilità. Le Pmi (ma anche la PA) da sole non hanno le dimensioni adeguate né la progettualità interna per avviare un percorso autonomo verso la sostenibilità. Queste soluzioni possono essere fornite soltanto da quelle utility che saranno in grado di affrontare la trasformazione energetica, con delle offerte standardizzate e dei prodotti su misura per piccole e medie imprese e pubblica amministrazione”, evidenzia il responsabile Accenture. Oltre a una maggiore sostenibilità, potranno esserci anche ricadute positive anche per il costo dell’energia, altro tema storicamente caldo per il nostro Paese: la sostenibilità e la decarbonizzazione del mondo dell’energia consentono – invece di utilizzare i combustibili fossili che siamo costretti a importare dall’estero a un costo rilevante – di ricavare energie a partire dalle fonti pulite presenti in natura a tutte le latitudini. Un ulteriore contributo alla riduzione dei costi in bolletta potrà arrivare dalla diminuzione dell’intensità energetica, grazie alla diffusione dei progetti di efficientamento e allo stesso apporto dell’elettrificazione.

Un percorso già avviato

Una nota positiva della trasformazione del settore energetico è che il percorso della digitalizzazione di molte utility italiane è già partito: “Nel settore utility esistono delle soluzioni Ict avanzate, molte aziende hanno infatti già attuato delle soluzioni di cloud transformation, utilizzando anche soluzioni di Ai nei rapporti con la propria clientela. Dal 2015 a oggi, in particolare, c’è stato un avanzamento nell’innovazione tecnologica davvero molto importante. Tanto che Enel, ad esempio, è considerata un’azienda avanzata e fa da riferimento a molte delle grandi utilities europee. Che pure, anche per questioni di regolamentazione, sono più avanti nella digitalizzazione rispetto alle omologhe americane”. Queste caratteristiche hanno consentito alle utility italiane ed europee di difendersi con efficacia nella pandemia Covid-19, che ha anche comportato una drastica riduzione dei consumi energetici: “ Le utility hanno reagito in maniera positiva per diversi motivi: si tratta di aziende tendenzialmente avanti nella trasformazione digitale, fattore che ha permesso di abilitare delle strategie di Smart working per i propri dipendenti e di indirizzare al meglio anche la capacità dei team di lavoro sul campo. Per quanto riguarda i risultati economici, ci sono stati sicuramente degli impatti, ma la maggioranza delle aziende energetiche ha intrapreso un evidente aumento degli investimenti in direzione delle sostenibilità. Questo è un effetto diretto del Recovery Fund europeo, che sta già stimolando l’attività delle utility per tagliare i traguardi europei al 2050”, conclude Arcudi.

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Gianluigi Torchiani

Giornalista classe 1981, scrive abitualmente di tecnologia ed energia. Editor Gruppo Digital360

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