Energy Smart Data

I numeri (in crescita) del mercato del libero dell’energia

Il Tavolo Superamento Tutele di Prezzo promosso da I-COM (Istituto per la competitività) evidenzia come circa i due terzi degli utenti domestici abbiano ormai abbandonato il mercato tutelato

Pubblicato il 15 Mar 2023

L'evoluzione del mercato libero dell'elettricità in Italia (fonte I_COM)

A che punto siamo con la diffusione del libero mercato nel settore energia? Molti numeri interessanti arrivano dalla sintesi del rapporto del Tavolo Superamento Tutele di Prezzo promosso da I-COM (Istituto per la competitività). Secondo cui nell’ultimo decennio la distribuzione percentuale di punti di prelievo (POD) domestici afferenti al mercato libero e a quello di maggior tutela si è completamente ribaltata. Per quanto riguarda l’elettricità, nel mese di gennaio del 2012, l’81% dei circa 29 milioni di punti attivi era soggetto al regime di maggior tutela. Da allora vi è stato un graduale ma inesorabile travaso verso il mercato libero che lo ha portato a raggiungere il 67,44% degli oltre 30 milioni di punti attivi alla fine di novembre 2022 .

Le differenze provinciali

A livello provinciale, l’area che presenta la quota di clienti nel Mercato libero più elevata è quella di Biella, che si attesta sul 78,9%, seguita da Modena (77,6%), Vercelli (77,3%) e Terni (77,1%). Tra le province ancora maggiormente legate al mercato tutelato ci sono invece Trento, in cui solo il 56,5% degli utenti ha effettuato il passaggio, Imperia (58,4%), Sondrio (58,6%) e Avellino (58,8%). Nel periodo che va da gennaio 2019 a novembre 2022 le province che hanno scelto maggiormente il libero mercato sono state Nuoro, Oristano ed Agrigento, in cui il 30% dei punti attivi è passato al mercato tutelato nel triennio di riferimento. Al contrario quelle che hanno proceduto più lentamente al passaggio sono state Trento, in cui solo il 10% degli utenti è entrato nel mercato libero nell’ultimo triennio, seguita da Terni (13%) e Roma (13%).

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Il gas rallenta la corsa

Un discorso del tutto simile al mercato elettrico si può fare anche per il gas: all’inizio del 2012 la quota di clienti che già avevano effettuato il passaggio si attestava sul 23%, ovvero una quota un po’ più elevata di quella individuata per l’elettricità, percentuale che alla fine del mese di novembre aveva raggiunto il 66,2% (dunque leggermente meno avanti del settore elettrico).  Nel gas, sino a dicembre 2021, la liberalizzazione era stata più avanti del settore elettrico, che però nell’ultimo anno ha vissuto una decisa accelerazione. Infatti il report I-COM osserva come tra novembre 2021 e novembre 2022 la quota di utenti passati al mercato libero per il gas naturale è cresciuta solo del 3,6%, mentre per l’elettricità questo balzo si è attestato sul 7,38%.

Relativamente alla situazione provinciale per il gas a primeggiare per quota di clienti passati al mercato libero è Sondrio (81,6%), seguita da Vercelli (79%) e Perugia (78,7%). In ultima posizione troviamo Bari, Enna e Matera a pari merito con il 52% di utenti passati al mercato libero del gas naturale. Osservando l’evoluzione nel corso del tempo si può notare come la provincia che tra gennaio 2020 e novembre 2022 ha fatto i maggiori passi avanti è stata Lecco (18,4%) seguita da Belluno e Catania (entrambe cresciute del 15,6%). In coda, spicca la posizione di Avellino e Alessandria che nel periodo considerato hanno vissuto una tendenza inversa: ovvero la quota di clienti  nel mercato libero si è ridotta rispettivamente del 19,6% e dell’1,7%. Ma sul dato, evidenzia I-COM, pesa inevitabilmente influito la situazione societaria del gestore locale che a febbraio 2023 ha presentato richiesta di concordato in bianco. 

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