Ricerche

I professionisti della Data Science sono le figure più richieste nel mondo Energy

Secondo una ricerca di ManpowerGroup condotta sulle principali utility nazionali, la trasformazione digitale spinge alla ricerca di figure come Data Scientist e Data Analyst

03 Feb 2020

La digitalizzazione sta cambiando in profondità il mondo dell’energia: una conferma arriva da una ricerca condotta da ManpowerGroup, condotta sulle 11 maggiori utility nazionali, che evidenzia in maniera netta la necessità di nuove competenze e skill nel settore, che possano permettere di cavalcare al meglio la trasformazione che il comparto sta vivendo. La digitalizzazione di reti e impianti produttivi, lo ricordiamo, è la diretta conseguenza della necessità di tenere il passo con l’avvento delle energie rinnovabili – la cui produzione intermittente va monitorata costantemente – e di ottimizzare la produzione e la trasmissione di energia elettrica. La sensoristica IoT consente di raccogliere questo tipo di dati dalle apparecchiature, ma si tratta sempre di dati grezzi, generati in enormi volumi, che vanno opportunamente analizzati, in modo da permettere agli operatori di prendere le decisioni operative e di business migliori. Non stupisce dunque, che dalla ricerca ManpowerGroup, emerga soprattutto la ricerca di professionisti che hanno decisamente a che fare il mondo dei dati e la Data Science: il professionista più ricercato in assoluto è il Data scientist, indicato dal 23,5% del campione. A seguire, con l’11,8% c’è il Data Analyst, ma le imprese energetiche sono anche alla caccia di Data Mining Expert (5,9%) e di Advanced Analytics Expert (5,9%) e di Digital Marketing Manager (5,9%). Meno apppeal sembrano avere figure più tradizionali dell’energia, come il manutentore elettronico, il project manager e il progettista di rete.

La ricerca evidenzia poi tutta una serie di necessità che stanno incontrando le imprese energetiche in questa fase: lato staff, ad esempio, occorre lavorare su un linguaggio comune per arrivare a una maggior comprensione del business in trasformazione e dall’altra la necessità di un loro efficientamento. I tecnici invece devono essere maggiormente avvezzi all’uso delle nuove tecnologie digitali e dall’analisi dei big data, in modo da ottimizzare la manutenzione di apparati e reti di tipo predittiva grazie ai dati provenienti dalle varie sensoristiche di monitoraggio in uso nelle reti, infrastrutture e impianti. Ad esempio il progettista di rete deve  saper usare i sistemi digitali e analizzare e valorizzare i dati che caratterizzano i sistemi (es. contatori digitali, impianti dotati di telecontrollo, telecamere, sistemi di misura ambientale, sensoristica), integrando la propria attività con quella dei data analyst e data scientist.

Anche da un punto di vista più commerciale il digital marketing e la data science sono temi centrali di impatto per tutti gli operatori. In linea generale, alcune aziende affermano di assumere annualmente nuovo personale, inclusi soggetti giovani, riscontrando una maggiore difficoltà nel trovare le figure professionali legate al digitale rispetto alle figure “classiche” (es. ingegneri idraulici, chimici, geologi). Per alcune di queste nuove competenze, l’acquisizione di nuove figure dal mercato non risulta essere l’unica opzione, con le aziende che si sono focalizzate anche sul re-skilling e sull’up skilling del personale a disposizione, riqualificandolo. Inoltre, vi sono casi in cui è stata effettuata un’attività di in-sourcing di personale esterno (es. per i ruoli riguardanti la gestione di pratiche di backoffice, call center e customer care). Insomma le competenze digitali sono diventate fondamentali per le aziende che operano nel settore dell’Energia, insieme alla necessità di sviluppare “transdisciplinarità” e flessibilità, che poi non significa altro che lavorare alla costruzione di team agili e di contesti dinamici, in cui le singole funzioni non siano isolate.

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“Gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite e la trasformazione digitale che sta rivoluzionando i modelli di business delle aziende industriali hanno un inevitabile impatto sulle imprese del comparto energetico, che si trovano oggi ad affrontare sfide completamente nuove – ha commentato Paolo Boccardelli, direttore della Luiss Business School – . Diventano quindi sempre più rilevanti figure in grado di unire competenze manageriali e digitali per cogliere le opportunità che la sostenibilità da un lato e i big data e il 5G dall’altro offrono”.

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