Digital Transformation

Kyndryl: la digitalizzazione è l’architrave della decarbonizzazione del settore Energy

Raffaele Pullo, Distinguished Engineer e CTO di Kyndryl Italia, racconta come le soluzioni della multinazionale IT possano intercettare le esigenze degli operatori del settore

Pubblicato il 02 Ago 2023

Raffaele Pullo, Distinguished Engineer e CTO di Kyndryl Italia

In un settore dell’energia che ha sempre più necessità delle moderne soluzioni digitali per ottimizzare e decarbonizzare le proprie attività, Kyndryl pensa di avere le carte in regola per giocare un ruolo da protagonista. Come racconta Raffaele Pullo, Distinguished Engineer e CTO di Kyndryl Italia “Il gruppo sta già da tempo dedicando una elevata attenzione ai temi della sostenibilità e dell’efficienza energetica: Kyndryl è un’azienda che si occupa di servizi IT e tra i servizi che forniamo c’è anche l’hosting presso i nostri Data Center, che è un’attività piuttosto energivora. Abbiamo così da tempo iniziato a sviluppato a sviluppare una sensibilità interna verso la sostenibilità e ci siamo presi l’impegno di arrivare a Net Zero entro il 2040 e ridurre al 50% le emissioni entro il 2030. Questo significa che internamente stiamo lavorando alla ottimizzazione dei consumi energetici dei nostri data center: cerchiamo laddove possibile di utilizzare energia prodotta da fonti rinnovabili e l’anno scorso abbiamo prodotto circa 18 MWh di energia solare. Stiamo lavorando anche all’ottimizzazione dei consumi energetici all’interno dei nostri building, scegliendo con attenzione i nostri partner tecnici. Abbiamo istituito anche un global leader che si occupa esclusivamente di sostenibilità, con un vero e proprio ufficio dedicato, a testimonianza dell’attenzione che Kyndryl ha deciso di dedicare a questo tema.  Sempre di più, inoltre, vogliamo attrarre giovani talenti anche grazie all’attenzione all’ambiente”.

L’impegno interno sulla sostenibilità

Oltre all’impegno sul fronte interno, Kyndryl può mettere sul piatto tutta una serie di soluzioni che possono aiutare i propri clienti a ridurre il proprio impatto ambientale. “Siamo una integration engineer company. Da una parte c’è un mercato che ha una serie di esigenze, dall’altra ci sono dei fornitori di tecnologie. Noi cerchiamo di creare un ponte, di integrare al fine di poter aiutare i nostri clienti nei loro percorsi di digitalizzazione. Non a caso la nostra piattaforma principale è Kyndryl Bridge, molte delle cui funzioni insistono sull’ottimizzazione dell’IT e sull’osservability, cioè la capacità di vedere come stanno lavorando i sistemi e come questi possano essere ottimizzati. Non a caso, uno degli aspetti per ridurre l’impatto sull’ambiente è comprendere con esattezza che cosa si sta facendo, quanta energia o risorse si sta consumando. Abbiamo realizzato ad esempio dei progetti in cui attraverso dei sensori distribuiti e l’utilizzo del machine learning si riesce a individuare l’evoluzione delle condizioni meteorologiche, ossia un fattore che può rivelarsi estremamente utile per assicurare la continuità operativa delle infrastrutture delle utility”.

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Il contributo alla decarbonizzazione

In particolare, l’avvento della decarbonizzazione, ovvero il passaggio a un modello energetico fortemente incentrato sulle rinnovabili, necessità ancora di più delle moderne soluzioni IT. Ad esempio, per il buon funzionamento di un impianto eolico, occorre avere a disposizione delle previsioni su quello che può accadere nel breve termine, ovvero stimare quando e quanto le turbine funzioneranno. Dunque serve il monitoraggio e una capacità previsionale adeguata, resa possibile dall’uso massiccio di soluzioni di machine learning e di intelligenza artificiale. In questo senso la digitalizzazione sostituisce un pezzo importante della transizione energetica, che si può fare soltanto se dietro si hanno dei sistemi IT evoluti. Un altro pezzo importante della digitalizzazione del settore energy è rappresentato dalla progressiva convergenza tra IT e OT:  i sistemi di generazione e distribuzione del comparto sono sempre stati un qualcosa a parte rispetto all’IT, mentre oggi – di fronte alla necessità di raccogliere dati anche da questi apparati – si sta assistendo a una progressiva convergenza, abilitata dall’IoT, che può incrementare la continuità di servizio.

Il binomio cloud più edge

Da un punto di vista più infrastrutturale, “Nel breve termine c’è sicuramente una forte attenzione verso soluzioni di tipo centralizzato e cloud, che possono anche garantire anche una buona ottimizzazione energetica. C’è però un altro fenomeno, quello della localizzazione: stiamo andando verso un mondo in cui tende ad aumentare la dispersione geografica degli apparati intelligenti. Pensiamo soltanto all’impatto del 5G: qui si inserisce il tema dell’edge. La nostra visione della digitalizzazione è quindi quella di un IT sempre più ibrida e dispersa e che necessita di una forte integrazione. Il cloud centralizzato, insomma, sarà sempre più affiancato da soluzioni di edge distribuite. Una cosa è certa: l’impiego dell’IT in futuro sarà massivo e ci sarà sempre più bisogno di integrazione”.

Una forte attenzione

In questo contesto l’obiettivo di Kyndryl è far sì che le proprie infrastrutture IT non si fermino per più di 4-5 minuti l’anno. Un target che, tradotto nel concreto, significa azzerare le possibilità che gli incidenti stessi si verifichino. Questo spiega i massicci investimenti del gruppo nell’intelligenza artificiale, che consentono di stimare, ad esempio, le probabilità di fermo di un server. Il settore energy, che deve assicurare la disponibilità continua di un bene primario come l’energia, risulta particolarmente interessato da queste evoluzioni: “Osserviamo una forte crescita di attenzione nel monitoraggio di tutta la catena di distribuzione e monitoraggio dell’energia, ma anche dal punto di vista IT una necessità di garantire elevati livelli di servizio, grazie anche a un massiccio utilizzo della AI. Riscontriamo anche una forte attenzione alla sicurezza degli operatori umani di queste realtà. C’è insomma un grande movimento, sicuramente il settore energy in questo momento mi pare più impattato rispetto ad altri dalle conseguenze della Digital Transformation”, conclude Pullo.

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Gianluigi Torchiani

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