Politiche europee

La Ue trova l’accordo sul price cap per il gas

Il compromesso fissa il tetto al superamento di quota 180 euro per MWH, legandolo però anche all’andamento del prezzo del LNG

Pubblicato il 20 Dic 2022

Alla fine, dopo mesi di estenuanti trattative, il price cap, il tetto al prezzo del gas fortemente chiesto dall’ex premier Mario Draghi nei mesi più caldi del caro energia, è arrivato. Nella giornata di ieri i ministri dell’energia dell’Unione Europea hanno trovato un accordo finale sulla misura, che stabilisce un meccanismo di correzione del mercato per proteggere i cittadini e l’economia da prezzi eccessivamente elevati. Il regolamento, si legge nella nota diffusa dal Consiglio dell’Unione Europea mira a limitare gli episodi di prezzi eccessivi del gas nell’UE che non riflettono i prezzi del mercato mondiale, garantendo al contempo la sicurezza dell’approvvigionamento energetico e la stabilità dei mercati finanziari. Il price cap scatta però – in maniera automatica – soltanto a determinate condizioni. I ministri hanno concordato l’attivazione del cap se i prezzi superano i 180 euro (191,11 dollari) per MWH per tre giorni sul contratto del primo mese sull’hub del gas olandese Title Transfer Facility (TTF), che funge da punto di riferimento europeo. Inoltre il prezzo TTF deve inoltre essere superiore di 35 euro/MWh rispetto a un prezzo di riferimento basato sulle valutazioni dei prezzi del gas naturale liquefatto (LNG) per tre giorni consecutivi. Una volta che il price cap sarà scattato, non saranno consentiti scambi sui contratti TTF front-month, three-month e front-year a un prezzo superiore a 35 euro/MWh rispetto al prezzo di riferimento del LNG.

“Siamo riusciti a trovare un accordo importante che proteggerà i cittadini dai prezzi dell’energia alle stelle”, ha dichiarato Jozef Sikela, ministro dell’Industria della Repubblica Ceca, che detiene la presidenza di turno dell’UE. Il tetto massimo potrà essere applicato a partire dal 15 febbraio 2023. L’accordo sarà approvato formalmente dai Paesi per iscritto, dopodiché potrà entrare in vigore. La Germania – riferisce la Reuters – ha votato a favore dell’accordo, nonostante abbia sollevato preoccupazioni circa l’impatto sulla capacità dell’Europa di attrarre forniture di gas (in particolare quelle di LNG che potrebbero andare verso i mercati asiatici); Paesi Bassi e Austria si sono invece astenuti.

La soluzione adottata – rileva un’analisi dell’ISPI – che è decisamente più “interventista” rispetto a quella suggerita dalla Commissione il mese scorso, che proponeva un limite di 275 €/MWh in caso di superamento per due settimane consecutive, assieme a uno scarto fra TTF e GNL asiatico di 58 euro per dieci giorni. Tutte condizioni mai verificatesi, neppure nelle peggiori settimane di agosto. Eppure anche l’attuale accordo rischia di non essere decisivo contro una futura crisi del gas: sempre secondo l’ISPI, con questa formulazione quest’anno il tetto sarebbe entrato in vigore solo ad agosto, nel periodo di massima pressione sui mercati. E non avrebbe avuto grandi effetti sui prezzi medi del gas: 134 €/MWh la media dell’ultimo anno in assenza di un tetto, che sarebbe scesa a 128 €/MWh con il cap attuale. Occorre poi considerare che l’accordo sul Price cap contiene una deroga, che permette di sospendere il tetto in caso di “calo significativo” delle importazioni trimestrali di GNL o di un aumento del consumo di gas del 15% in un mese.

Eppure l’accordo è stato salutato con soddisfazione dal Governo in carica, che ha continuato a supportare in questi mesi alla proposta voluta dal precedente esecutivo. “Il Consiglio Energia ha approvato il tetto al prezzo del gas. È la vittoria dei cittadini italiani ed europei che chiedono sicurezza energetica. È la vittoria dell’Italia che ha creduto e lavorato per raggiungere questo accordo”, ha dichiarato il Ministro all’Ambiente e Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin. Maggiore prudenza è arrivata dal Presidente di ARERA, Stefano Besseghini, “Sicuramente è più basso di quello con cui si era cominciata la discussione. Rimane un prezzo alto rispetto a quello industriale. Un prezzo deve inevitabilmente confrontarsi con i mercati internazionali, con il GNL, ci sono tutta una serie di parametri. Trovare un equilibrio non era facile. Vediamo quale sarà l’evoluzione”.

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