Interventi

L’AI mette ordine nel mercato dell’energia

Tra prezzi ad alta volatilità, scenari geopolitici e nuove dinamiche gli operatori dell’energy faticano a basare le proprie decisioni su storici attendibili. L’intelligenza artificiale arriva a supporto

Pubblicato il 24 Nov 2023

Sono in pochi a ricordarselo perché tendiamo a rimuovere velocemente tutto ciò che riguarda il periodo del lockdown. Ma c’è stato un momento, sia pur brevissimo, in cui i prezzi del petrolio sono diventati negativi: chi voleva acquistare greggio veniva pagato. Un paradosso dettato da un mercato che si trovava a fare i conti con circostanze anomale e mai viste. Da un giorno all’altro il mondo si era trovato chiuso per pandemia, con le persone bloccate in casa e gran parte del sistema industriale fermo. Il che si traduceva in una netta contrazione dei consumi energetici e, di conseguenza, in una lievitazione delle scorte petrolifere. Ecco perché chi possedeva greggio era ben disposto a pagare pur di liberarsene: i depositi per lo stoccaggio del petrolio, infatti, costano.

La tempesta perfetta

Si è trattato di una situazione contingente davvero straordinaria, che si è poi normalizzata quando è diventato chiaro che l’emergenza pandemica avrebbe avuto una fine e che, in ogni caso, non avrebbe bloccato l’attività economica globale. Ma nessuno poteva prevedere quello che sarebbe successo nei mesi successivi: il cigno nero del Covid-19 non era destinato a rimanere isolato. Anzi, in particolare sul fronte energetico, si preparava quella che ha assunto con il passare del tempo la forma di una tempesta perfetta.

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Nel febbraio 2022 l’invasione russa dell’Ucraina ha trasformato lo scenario internazionale: di colpo la componente geopolitica diventava un fattore cruciale per i mercati globali, già messi in tensione dai colli di bottiglia delle catene di fornitura. I timori legati alle conseguenze del conflitto in Ucraina sull’approvvigionamento energetico per l’Europa hanno fatto impazzire il mercato, con prezzi che hanno toccato massimi storici a 700 euro/Mwh proprio in coincidenza con l’invasione russa.

Che conseguenze ha avuto tutto ciò sugli operatori della filiera energetica? Le improvvise – e fino a quel momento non immaginabili – oscillazioni nei prezzi dell’energia hanno spinto gli attori del mondo energy, dai produttori ai distributori fino alle società di vendita, a adattare il proprio business all’andamento di un mercato in cui la volatilità era diventata la normalità. Le società di vendita hanno così modificato la propria strategia commerciale spostando rapidamente il baricentro dalle offerte fisse a quelle variabili, legate all’andamento dei prezzi del mercato, con l’obiettivo di mettersi al riparo dalle oscillazioni anomale. Da parte loro, i consumatori hanno cercato di ottimizzare i propri consumi per contrastare gli aumenti.

Tutto questo ha reso più complicato prevedere l’andamento dei consumi e dei prezzi, non più supportati da uno storico attendibile. Fino al 2019 i driver delle previsioni erano abbastanza semplici, dato che i consumi dipendevano principalmente dalle condizioni meteo, dallo storico e dall’andamento della produzione industriale. Oggi invece la situazione è più complessa.

Il mondo dell’energy sta cambiando

Agli eventi contingenti appena descritti si sommano alcune trasformazioni più strutturali. In primis, la transizione verso le fonti rinnovabili, che negli ultimi anni ha subito una forte accelerazione. Le rilevazioni del Gestore dei servizi energetici (GSE) evidenziano un incremento del 161% nel numero di impianti fotovoltaici e del 165% nella potenza installata nel corso del 2022 rispetto all’anno precedente. Questa tendenza modificherà inevitabilmente gli equilibri e i processi nel mercato energy, anche perché, mentre il gas può essere conservato e utilizzato in base alle necessità del momento, l’energia da fonti rinnovabili non ha trovato ancora soluzioni di stoccaggio efficienti e ha un meccanismo dominato dal consumo immediato, costringendo la produzione a tenere il passo dei consumi.

A rendere più complicate le valutazioni in ambito energetico, contribuisce in maniera determinante anche il quadro regolamentare, in fase di rapido cambiamento. Il passaggio ai contatori 2G e la transizione ad un periodo rilevante ridotto al quarto d’ora hanno portato e porteranno ad una rivoluzione copernicana nel rilevamento e nella raccolta dati. Avere accesso a queste informazioni , permetterà agli utenti di gestire al meglio i propri consumi, mentre le società di vendita potranno beneficiare di dati sempre aggiornati per adeguare le tariffe, classificare la propria clientela e creare incentivi mirati a diverse categorie di clienti.

La necessità di controllare grandi moli di dati

Tuttavia, ciò comporterà maggiori difficoltà nella gestione e nella valorizzazione dei dati lungo tutta la filiera, che dovranno essere supportate da sistemi tecnologici in grado di controllare ed estrarre valore da grandi moli di informazioni, come l’intelligenza artificiale. Il nuovo regolamento TIDE (Testo Integrato di Dispacciamento Elettrico), inoltre, aprirà la pista per una crescente collaborazione fra gli stati europei, completando l’integrazione del mercato italiano con quelli degli altri Paesi, nell’ottica di creare un sistema di dispacciamento resiliente e in grado di superare, almeno in parte, il problema di stoccaggio dell’energia prodotta da fonti rinnovabili e l’utilizzo per una produzione sostenibile.

Come se non bastasse è arrivato anche il cambiamento climatico a dispiegare i suoi effetti, come stiamo sperimentando anche in Italia. A influenzare i consumi è tanto l’aumento delle temperature quanto l’estrema variabilità meteorologica. Il luogo comune del “non esistono più le stagioni di una volta” cela l’imprevedibilità del clima e l’alternanza di temperature anomale nel corso dell’anno che condizionano la domanda di energia da parte dei consumatori.

Una bussola per orientarsi: il supporto dell’AI

La gestione del dispacciamento e dell’approvvigionamento dell’energia, per sua natura basata sulle stime e sul bilanciamento tra produzione, mercato e consumi, subisce questa situazione di forte trasformazione e profonda instabilità. A risentirne non sono solo le strategie di business degli operatori del settore, e quelle di valutazione dei portafogli energetici, ma anche la qualità e continuità del servizio di fornitura. L’equilibrio tra energia prodotta e consumata è infatti cruciale per fare sì che non si verifichino anomalie o interruzioni durante l’erogazione, e la sua compromissione può portare a costosi oneri per le società di vendita.

Per gli operatori energy diventa quindi fondamentale poter contare su previsioni quanto più accurate e affidabili, anche e soprattutto in situazioni di particolare incertezza.

La focalizzazione sui temi predittivi, di bilanciamento, ottimizzazione e valutazione del portafoglio energetico diventa un fattore competitivo determinante per gli attori del mercato, in termini di massimizzazione dei margini, ottimizzazione degli approvvigionamenti e, più in generale, di posizionamento consapevole del proprio portafoglio e del proprio business, con l’adattamento anche a strategie dinamiche di pricing.

Il ruolo dell’intelligenza artificiale

Ecco, quindi, che entra in campo l’intelligenza artificiale. Anche in una situazione come quella attuale, in cui il comportamento storico del mercato non è più un riferimento pienamente attendibile, l’AI permette di analizzare enormi masse di dati e di ricercare le relazioni più deboli e nascoste in ottica predittiva. Noi di ORS, che da anni siamo attivi sul mercato dell’energia, abbiamo messo a punto una soluzione di previsione e ottimizzazione dei portafogli energetici per le società di vendita, basata su una libreria di modelli proprietari che permettono oggi, in un contesto così complesso e interconnesso, di raggiungere elevatissime performance con margini di errore che non vanno oltre il 3%.

La soluzione è basata su un sistema di clusterizzazione qualitativa e quantitativa dei consumi e delle fasce orarie, che integra insiemi di clienti che hanno comportamenti comparabili con l’andamento del mercato e le condizioni meteorologiche. Oltre a sfruttare gli scenari predittivi così ricavati in ottica di ottimizzazione, le società di vendita possono metterli al servizio anche dell’utente finale attraverso appositi strumenti in-app. L’obiettivo? Migliorarne la consapevolezza e fornire consigli concreti per rendere i loro consumi più sostenibili sia dal punto di vista economico che ambientale.

Ma non è tutto. La nostra soluzione, integrandosi con la piattaforma di un’altra società di Deda – la Energy Management Services – Core Platform di Deda Next – affianca i nostri clienti non solo nelle decisioni di ottimizzazione dei portafogli nel breve termine, ma anche nelle decisioni strategiche di medio e lungo periodo. Un supporto cruciale per sapersi orientare in un mercato che nei prossimi anni andrà incontro a dinamiche nuove e complesse, a cui il nostro Gruppo è impegnato a rispondere con soluzioni sempre più avanzate

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Davide Giraudo

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