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McKinsey: la decarbonizzazione avanza, ma il picco del gas arriverà solo nel 2035

Quello del petrolio sarà invece raggiunto entro il 2027. Con gli attuali impegni internazionali, il riscaldamento globale potrà raggiungere gli 1,7 grandi entro il 2100.

30 Giu 2022

Gianluigi Torchiani

In un momento in cui l’energia è uno dei temi più caldi del dibattito pubblico, da McKinsey arriva uno studio (Global Energy Perspective 2022), che aiuta a capire in che modo potranno evolversi gli scenari futuri.

Quello che senz’altro appare chiaro è il presente: governi e imprese sono sempre più impegnati nel raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione, ma devono anche avere a che fare con mercati energetici caratterizzati da un’estrema volatilità. In particolare, la recente invasione russa dell’Ucraina ha innescato picchi significativi dei prezzi, generando inoltre una diffusa incertezza sulla sicurezza dell’approvvigionamento.

Un conflitto che, tra l’altro, si è sovrapposto a una situazione di per sé estremamente particolare per il settore energetico, che ha dovuto affrontare l’effetto rimbalzo del post pandemia.

Nel corso del 2021, la domanda e le emissioni globali di energia sono aumentate del 5% rispetto al 2020, quasi raggiungendo i livelli pre-COVID-19 (con circa 33 Gt equivalenti di CO₂ legati all’energia).

Un incremento preoccupante, che contrasta con gli impegni internazionali assunti nel corso della recente COP26: un totale di 64 paesi (che rappresentano l’89% delle emissioni globali di CO₂) ha preso impegni in direzione Net Zero.

Impegni che, nel medio lungo termine, dovrebbero portare a qualche cambiamento, il più evidente dei quali sarà rappresentato dalla progressiva elettrificazione dei consumi energetici.

La stima di MCKinsey è che entro il 2050 l’elettricità coprirà circa il 40% dei consumi globali (rispetto ad attuale 20%), a cui andrebbe sommato un altro 10% legato alla progressiva diffusione dell’idrogeno verde (prodotto cioè con un processo che implica l’impiego di elettricità da fonti rinnovabili.

Per quella data le fonti pulite assicureranno circa l’80-90% della generazione globale, con eolico e solare fotovoltaico che conosceranno una crescita esponenziale.

Lo stesso idrogeno potrebbe raggiungere una domanda di 350–600 mtpa (Milioni di tonnellate anno) nel 2050 (rispetto a circa 80 mtpa di oggi), mentre i biocarburanti dovrebbero finalmente maturare, raggiungendo l’8–22% della domanda di combustibili liquidi entro il 2050.

Questo non toglie che l’era delle fonti fossili sia esattamente agli sgoccioli: per quanto riguarda il petrolio, in particolare, la previsione è che il picco sarà raggiunto entro i prossimi cinque anni (cioè tra il 2024 e il 2027), per poi iniziare una discesa, a causa soprattutto della corsa della mobilità elettrica (+27% annuo nei prossimi 5 anni).

Diverso è invece il discorso per il carbone la cui domanda ha raggiunto il suo picco già nel 2013 e, dopo un rimbalzo temporaneo nel 2021, è destinato a continuare la sua discesa nei prossimi anni.

Per quanto riguarda la fonte energetica protagonista di questa prima parte del 2022, ovvero il gas, la prospettiva di McKinsey su scala globale è quella che il picco sia ancora lontano e che potrebbe essere raggiunto solo nel 2035, quando la domanda sarà superiore del 10–20% rispetto a oggi. Dopo quella data, è possibile che il fabbisogno decresca, anche per effetto dello sviluppo dell’idrogeno e del progressivo impiego delle rinnovabili nella generazione elettrica.

In ogni caso, vista questa persistenza delle fonti tradizionali -particolarmente difficili da sradicare in alcune industrie pesanti – sarà fondamentale investire nelle soluzioni di cattura e stoccaggio della CO2, che avranno il compito di catturare dalle due a quattro Gt di anidride carbonica entro il 2050, per evitare impatti peggiori per il climate change, che con le attuali politiche dovrebbe comunque raggiungere una crescita di 1,7°C entro il 2100, mentre il traguardo degli 1,5 gradi richiederebbe sforzi supplementari e ulteriormente sfidanti. Che mobiliteranno comunque grandi investimenti: la stima di MCKinsey è quella di una crescita superiore al 4% annuo, in gran parte collegata alle tecnologie per la decarbonizzazione (1 trilione di dollari al 2050).

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Gianluigi Torchiani

Nato a Cagliari nel 1981, giornalista professionista, scrive da quindici anni di tecnologia ed energia. Dal 2014 è editor per il Gruppo Digital360

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