Rinnovabili

PPA, la formula resta interessante nonostante la crescita del prezzo al MWh

A livello europeo i prezzi sono aumentati del 16% nel secondo trimestre 2022, per effetto di uno squilibrio tra domanda e offerta, segnala un report di LevelTen Energy

14 Lug 2022

In uno scenario caratterizzato da una grande crescita dei prezzi dell’energia, quanto convenienti sono ancora i contratti di acquisto di energia (PPA, Power Purchase Agreement)? La risposta che arriva da un report di LevelTen Energy, è che la formula – nonostante un certo aumento dei costi – sembra ancora avere una sua convenienza. I PPA, lo ricordiamo sono dei  contratti a lungo termine (5-10 anni) che prevedono la fornitura di energia elettrica di origine rinnovabile (eolico e fotovoltaico) a uno specifico soggetto, ovvero quasi sempre una grande azienda che ha necessità di rendere più sostenibili (e magari più economici) i propri consumi. Il report evidenzia come nel secondo trimestre 2022 gli acquirenti europei di energia rinnovabile abbiano visto i prezzi dei salire del 16%, per un valore che ha raggiunto i 66,07€ per MWh. Rispetto all’anno scorso, i prezzi sono ora più alti del 47%, un aumento vertiginoso – ma comunque inferiore a quello dei beni energetici nel loro complesso – e che poco ha a che fare con la crisi del gas o la guerra in Ucraina.

I prezzi in ascesa dei PPA, piuttosto, appaio frutto della corsa delle rinnovabili a livello continentale: “In parole povere, i prezzi dei PPA sono in aumento da un anno perché l’offerta non riesce a tenere il passo con la domanda –  ha dichiarato Flemming Sørensen, vicepresidente per l’Europa di LevelTen Energy – . Non si sa esattamente quando questo squilibrio tra domanda e offerta finirà, perché le cause di fondo richiederanno mesi o anni per essere risolte. Gli sviluppatori continuano a faticare a costruire nuovi progetti solari ed eolici, di cui c’è grande bisogno, a causa delle difficili procedure di autorizzazione e di interconnessione e dell’aumento dei costi dei fattori produttivi e della manodopera. Inoltre, gli sviluppatori hanno ora più opzioni per commercializzare e finanziare i loro progetti esistenti al di fuori dei PPA aziendali, il che limita anche l’offerta disponibile”.  L’Italia, in particolare, ha registrato la quota maggiore di offerte PPA europee sul mercato energia di LevelTen (oltre il 32%). I prezzi dei PPA solari italiani sono aumentati del 22% rispetto all’anno precedente, ma sono rimasti invariati rispetto al trimestre precedente e attualmente si attestano a 51,5 euro per MWh. Eppure, si legge nel report, in Italia stanno emergendo dubbi sulla cannibalizzazione dei prezzi in regioni come la Sicilia, dove la produzione di energia solare ormai supera la domanda stessa di energia solare. Questa dinamica potrebbe portare nel medio lungo termine a una diminuzione dei guadagni per gli sviluppatori e ad acquisti antieconomici per gli acquirenti.

Insomma, complessivamente i PPA sono ancora interessanti perché il valore dei PPA, ovvero il potenziale vantaggio finanziario di un contratto, è ancora favorevole. Nel breve termine, si prevede che i prezzi dell’energia all’ingrosso rimarranno elevati, ma la situazione non sarà tale a tempo indeterminato. Gli acquirenti che vogliono massimizzare le loro possibilità di utilizzare un PPA come copertura finanziaria dovrebbero insomma agire con celerità, dato che i progetti con date di funzionamento commerciale al 2023 sono quasi tutti indisponibili. Altrettanto importante è il valore ambientale che i PPA forniscono. “Il greenwashing è una grande preoccupazione per molti operatori che si concentrano sul raggiungimento dei loro obiettivi di energia rinnovabile. I PPA offrono il massimo beneficio per l’ambiente, perché favoriscono l’aumento della capacità di produzione di energia rinnovabile. Le aziende e gli altri operatori che stipulano PPA avranno una potente Impact story da raccontare”, ha dichiarato Sørensen.

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