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Riqualificazione energetica: perché aiuta il conto economico

I costi dell’energia in aumento richiedono maggior attenzione, da parte delle imprese, verso la riqualificazione energetica che può condurre a benefici economici ed ambientali di tutto rilievo. Ne parliamo con Stefano Gasparini, Amministratore Delegato di Innovatec Power

Pubblicato il 02 Feb 2024

In questo ultimo anno e mezzo caratterizzato dalla crisi energetica e dal rincaro dei prezzi, buona parte delle imprese ha compreso quanto sia importante tenere sotto controllo i costi energetici attraverso l’adozione di soluzioni che siano capaci di aiutare anche il conto economico complessivo.

Che cos’è la riqualificazione energetica

In questo contesto si fa spesso riferimento alla riqualificazione energetica, un termine che sottende il processo di efficientamento di un’infrastruttura al fine di ridurne il consumo di energia e le emissioni di gas serra. Un risultato raggiungibile con una serie di interventi, come l’installazione di sistemi di riscaldamento e raffreddamento più efficaci e di macchinari produttivi di ultima generazione, l’adozione di tecnologie per la produzione di energia da fonti rinnovabili, l’ottimizzazione dell’illuminazione e, non da ultimo, l’implementazione di sistemi di gestione energetica avanzati.

La riqualificazione energetica, tuttavia, non interessa esclusivamente le imprese industriali o energivore perché offre vantaggi economici significativi anche per le piccole e medie imprese, come i risparmi sui costi energetici a lungo termine e il miglioramento della sostenibilità finanziaria aziendale.

Basti pensare che il progetto europeo LEAP4SME ha messo in evidenza come le PMI, nonostante le loro dimensioni, rappresentino collettivamente una parte sostanziale del consumo energetico. Le stime dell’OCSE, fornite nel corso dell’ultima conferenza di progetto, indicano infatti che le PMI assorbono una quota considerevole dei consumi energetici nel mondo business, Pubblica Amministrazione esclusa: nell’UE la percentuale si attesta sul 43%, che sale al 61% solo per l’Italia. Con l’integrazione di pratiche di efficienza energetica, però, queste realtà possono ottenere significativi risparmi sui costi e migliorare la loro competitività complessiva.

Come si fa riqualificazione energetica in azienda

Il processo di riqualificazione energetica può dunque interessare tutte le tipologie di organizzazioni, comprese le pubbliche amministrazioni. Concentriamoci però in questa sede sul mondo B2B, cercando di dare una risposta alla domanda che si fanno quotidianamente molti imprenditori: come “si fa” riqualificazione energetica nelle aziende? La risposta, ovviamente, non può che essere articolata. In linea generale, si può affermare che la riqualificazione energetica può essere portata a termine attraverso una serie di azioni mirate al miglioramento dell’efficienza energetica e alla riduzione dei consumi.

D’altra parte, però, ogni realtà imprenditoriale opera in un proprio particolare ambito di mercato e ha le proprie esigenze: in quest’ottica, occorre collaborare con professionisti del settore energetico per identificare le soluzioni più adatte e garantire il massimo ritorno sull’investimento da un progetto di riqualificazione energetica.

Senza dubbio, però, c’è un passaggio chiave comune e preliminare a tutte le organizzazioni, ovvero l’audit energetico. Prima di qualsiasi intervento, è necessario attuare un’analisi dettagliata dei consumi energetici per identificare le aree di miglioramento e le possibili soluzioni. Da questo passaggio possono poi emergere una serie di opportunità come il ricorso a soluzioni di autoproduzione energetica quali il fotovoltaico o la cogenerazione. Gli stessi sistemi di illuminazione possono essere resi più efficienti attraverso l’introduzione delle lampade a LED, che offrono un risparmio significativo rispetto ai modelli tradizionali. Indispensabile è ormai anche l’introduzione di tecnologie di monitoraggio e controllo, che consentono di valutare l’efficacia delle misure adottate e identificare le aree su cui porre la massima attenzione a livello di costo.

Riqualificazione energetica e audit energetico

L’audit energetico viene regolamentato in Italia dal Decreto Legislativo n°102 del 4 luglio 2014, che ha recepito la Direttiva 2012/27/UE sull’Efficienza Energetica. Secondo l’articolo 8 del decreto, le grandi imprese e quelle con un elevato consumo di energia devono svolgere diagnosi energetiche ogni 4 anni presso i loro siti produttivi e caricare la relativa documentazione sul portale apposito, gestito da ENEA. L’audit deve essere poi condotto da esperti indipendenti o enti accreditati.

Il decreto si applica anche alle imprese che non sono classificate come PMI e che superano determinati limiti di consumo energetico. Nel concreto, ENEA ha chiarito nel tempo che la diagnosi energetica obbligatoria è una valutazione sistematica delle modalità con cui l’energia viene gestita e consumata all’interno del contesto aziendale: pertanto, occorre comprendere come e dove l’energia entra in ogni specifico impianto, stabilimento, sistema o parte di attrezzatura, e dove viene effettivamente utilizzata. Non da ultimo, la diagnosi deve aiutare a capire come l’energia possa essere impiegata in modo più efficace ed efficiente.

Il contributo del fotovoltaico nella riqualificazione energetica

C’è poi un aspetto particolare della riqualificazione energetica che sta riscontrando una crescente attenzione, ovvero l’installazione di impianti di fonti rinnovabili: queste soluzioni, a partire dal fotovoltaico, possono essere integrate negli edifici, così da ridurre la dipendenza dalle fonti tradizionali e migliorare l’autonomia energetica.

Per questo il confronto con un partner di grande esperienza si rivela fondamentale. Come Innovatec Power, l’azienda di Innovatec Group che si occupa non solo di progettazione, fornitura, realizzazione e manutenzione di impianti fotovoltaici ma anche di quelle tecnologie atte a efficientare gli immobili aziendali. Lo racconta direttamente il CEO Stefano Gasparini: “è importante considerare le specifiche caratteristiche dell’edificio e le esigenze energetiche dell’azienda che lo occupa per dimensionare correttamente l’impianto fotovoltaico e massimizzarne i benefici. Dopo le opportune verifiche, l’installazione del solare permette di generare energia elettrica in loco, riducendo così la dipendenza dalle fonti energetiche tradizionali e abbassando i costi di approvvigionamento a lungo termine”.

Tra i benefici, l’utilizzo del fotovoltaico va anche oltre l’autoproduzione di energia. “Ci sono anche importanti vantaggi ambientali,” continua Gasparini, “l’autoproduzione di energia solare incide positivamente sulla Carbon Footprint e, di riflesso, può contribuire al miglioramento dell’immagine aziendale. Senza dimenticare che l’adozione di una tecnologia sostenibile come il fotovoltaico è la prova concreta dell’impegno per la sostenibilità ambientale”.

Riqualificazione energetica e Comunità Energetiche Rinnovabili (CER): quale ruolo

Un’ulteriore possibilità a disposizione delle imprese per mettere in atto delle efficaci strategie di efficienza energetica è rappresentata dal modello delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), di cui è stata definita la normativa di riferimento al termine dello scorso anno. Le CER sono aggregazioni di individui, famiglie, imprese o enti locali che collaborano per produrre, consumare e condividere energia rinnovabile in modo sostenibile e partecipativo: il loro obiettivo è fornire benefici ambientali, economici o sociali a livello di comunità, ai suoi soci o membri o alle aree locali in cui opera la comunità.

Nelle CER è possibile generare energia da fonti rinnovabili, utilizzando impianti di produzione distribuita come pannelli solari, turbine eoliche o la geotermia. L’energia prodotta viene poi condivisa e consumata all’interno della comunità, consentendo agli aderenti – imprese comprese– di ridurre i costi energetici, migliorare l’efficienza e ottenere una maggiore indipendenza energetica limitando l’acquisto di elettricità dai fornitori tradizionali. “La normativa italiana prevede poi degli incentivi dedicati per le CER, con l’obiettivo di favorirne una rapida diffusione sul territorio nazionale”, sottolinea il CEO di Innovatec Power.

Riqualificazione energetica attraverso le ESCo

Nonostante tutti i vantaggi descritti sinora, per un’impresa può però risultare difficile mettere in atto una coerente strategia di riqualificazione energetica. Al di là della carenza di competenze, il problema principale è rappresentato dai costi di investimento iniziale che possono scoraggiare gli imprenditori, alle prese con le incombenze legate alla quotidianità del proprio business.

Per questo un’ottima alternativa è il ricorso alle ESCo (Energy Service Company), che permettono alle aziende di affidare a fornitori specializzati la realizzazione dei progetti di miglioramento energetico. Nel concreto, le ESCo si assumono la responsabilità di pianificare, finanziare, implementare e gestire le misure di efficientamento consentendo alla singola organizzazione di beneficiare dei miglioramenti energetici senza dover affrontare eventuali investimenti onerosi. “In questo modello, l’ESCo recupera il proprio investimento in base ai risultati ottenuti e ai risparmi effettivi conseguiti”, commenta Gasparini.

L’approccio di Innovatec Power alla riqualificazione energetica

In sintesi, migliorare l’efficienza energetica in azienda abilita diversi benefici su più fronti, ma è fondamentale eseguire il processo a regola d’arte. Lo riporta Gasparini: “anzitutto, è importante che un’azienda si avvalga di un partner capace di affrontare il tema della riqualificazione energetica a 360 gradi, nonché di scegliere quelle tecnologie adatte a premiare le caratteristiche peculiari del settore di riferimento. In questo senso Innovatec Power, tramite un’analisi dettagliata dei consumi, è in grado di stabilire gli interventi specifici da attuare e selezionare le soluzioni impiantistiche più in linea con le necessità aziendali. Grazie a un servizio chiavi in mano, Innovatec Power è poi in grado di occuparsi di tutte le fasi dell’iter di installazione degli impianti, dal finanziamento alla progettazione su coperture e terreni, agendo così come unico interlocutore”.

Il corretto dimensionamento degli interventi di riqualificazione energetica può poi avere un impatto significativo sulle finanze aziendali. “Ad esempio,” sottolinea l’AD, “abbiamo integrato un impianto di cogenerazione presso un’azienda agroalimentare in Puglia. Un intervento che ha coinvolto l’installazione di una macchina con una potenza elettrica di circa 800 kWe, una potenza termica di circa 400 kWt e 200 kWf di potenza frigorifera. L’investimento totale è stato di un milione e cinquecento euro, ma i benefici, inclusi risparmi e Certificati Bianchi, superano i 400.000 €/anno, con un tempo di rientro dell’investimento inferiore a 4 anni”. Dati positivi anche quando si parla di fotovoltaico. “Recentemente abbiamo realizzato un impianto di questo tipo all’interno di un centro di smaltimento batterie alcaline e al litio, sempre nel Sud Italia. In questo caso, l’impianto, con una capacità di circa 600 kWp distribuita tra tetto e suolo, ha garantito risparmio annuo superiore ai 120.000 €, con un tempo di rientro dell’investimento di circa 6,5 anni”, conclude Gasparini.

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