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Utility, aumentano gli investimenti nella digitalizzazione

L’annuale report Althesys sulle 100 maggiori società di settore evidenzia anche i numeri positivi del 2021, con fatturati superiori al livello pre pandemia

Pubblicato il 13 Mar 2023

Le utility italiane sono complessivamente in salute e destinano una parte sempre più consistente dei propri investimenti alla digitalizzazione e alla transizione energetica. Questa la principale indicazione che arriva dallo studio “Le performance delle utility italiane. Analisi delle 100 maggiori aziende dell’energia, dell’acqua, del gas e dei rifiuti” realizzato come ogni anno da Althesys.

Nel report si legge come le 100 maggiori utility operanti in Italia nei settori dell’energia elettrica, del gas, del servizio idrico e della gestione dei rifiuti urbani abbiano generato nel 2021 un valore della produzione aggregato di circa 152 miliardi di euro, pari all’8,5% del PIL italiano, registrando un +18,6% rispetto ai livelli pre-covid del 2019, quando il rapporto con il PIL era del 7,1%.

Le maggiori 100 sono soprattutto monoutility idriche (35%), multiutility (26%) ed aziende di servizi ambientali (23%), con una minoranza attive solo nella distribuzione/vendita di gas (7%) e pochi grandi player energetici nazionali e internazionali. Solo 15 imprese superano il miliardo di euro di ricavi, mentre 56 sono sotto i 100 milioni e una spiccata vocazione territoriale.

L’analisi conferma la rapida risalita di queste realtà nel post pandemia: tutti i comparti, infatti, sono cresciuti sensibilmente nel 2021 rispetto al 2020, superando comunque i valori della produzione pre-pandemia del 2019: spiccano le multiutility (+46%), le monoutility del gas (+21%) e dell’energia elettrica (+17%). In crescita anche le aziende dei rifiuti (+8%) e quelle idriche (+3%). La redditività rispetto alle vendite è più marcata per l’idrico (9,3%), secondo solo alle monoutility del gas (11,9%). Poco al di sotto della media sono invece il settore elettrico (7,4%) e le multiutility (6,5%).

Più investimenti nella digitalizzazione

L’aspetto più significativo che emerge dalla ricerca è che la Smart Energy costituisce un orizzonte chiaro per le top utility nazionali, che stanno investendo nell’innovazione e nella digitalizzazione, così come nella cybersecurity. Il riferimento è a sistemi di misura e interazione avanzati, comunità energetiche, servizi di assistenza digitalizzati e intelligenza artificiale, che permetteranno di rispondere meglio a un consumatore sempre più interattivo ed esigente.

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Ma anche all’interno dell’azienda tutte le operations e le infrastrutture potranno beneficiare di sistemi intelligenti, basati sull’IoT, sulla realtà aumentata e su sensoristica sempre più sofisticati che ridurranno tempi e costi di gestione e manutenzione.  Questo basta a spiegare perchè quasi tutte le utility siano coinvolte in progetti per la digitalizzazione dei processi aziendali e dei rapporti con i clienti; l’81% afferma che il budget per questi investimenti nel prossimo triennio aumenterà. Al crescere della digitalizzazione, aumentano anche i rischi legati alla cybersicurezza, tanto che il 62% prevede una crescita della spesa in quest’area.

L’attenzione all’innovazione

Sul fronte dell’innovazione, lo studio evidenzia l’importanza della ricerca e sviluppo: le Top100 con una struttura interna dedicata alla ricerca sono cresciute dal 48% al 61% in due anni. Aumentano anche le collaborazioni con università e centri di ricerca, che coinvolgono l’84% delle aziende (nel 2019 erano il 70%). Crescono del 3% le spese annue per la ricerca e innovazione, che passano da 108 a 111 milioni di euro, mentre aumenta anche il numero di brevetti: 61 nell’ultimo anno rilevato, mentre nel 2019 erano stati 58.

Ovviamente, anche la transizione ecologica e la sensibilità verso i temi sociali sono da tempo al centro delle strategie delle migliori utility. Quasi tutte adottano certificazioni ISO 9001 e 14001 e crescono le Top100 che redigono il rapporto di sostenibilità (74% nel 2021). Guadagnano poi terreno le politiche per la diversità e l’inclusione ma un ulteriore sforzo è necessario.

Una crescita nonostante la crisi energetica

In conclusione, segnala Althesys, il settore dei servizi pubblici mostra un miglioramento del quadro complessivo evidenziato dal forte aumento degli investimenti concentrati prevalentemente sui profili tecnologici: è significativo, ad esempio, che la quasi totalità delle utility abbia avviato progetti per digitalizzazione e innovazione, tra sensoristica e intelligenza artificiale e che siano aumentati i brevetti ottenuti.

“Proseguono le grandi trasformazioni nel settore delle utility – dice l’economista Alessandro Marangoni, CEO di Althesys – sulla spinta delle iniziative politiche e tecnologiche che puntano a una crescente circolarità dell’economia e all’elettrificazione dei consumi. Questi macro-trend impattano su un tessuto industriale piuttosto diversificato nel quale coesistono grandi gruppi energetici, multiutility e piccole e medie realtà locali concentrate su pochi settori. Uno sguardo d’insieme alle performance dei servizi delle Top100 conferma la tendenza di fondo di miglioramento, già emersa nelle precedenti edizioni, nei settori ambientali (acqua e rifiuti) e la sostanziale stabilità di quelli energetici. Nonostante la grande resilienza e capacità di adattamento mostrati, tuttavia, il quadro rimane incerto e i rischi geopolitici sui business ancora elevati”.

“Tra pandemia, crisi energetica e siccità – spiega il presidente di Utilitalia, Filippo Brandolini – negli ultimi tre anni le utility si sono trovate ad affrontare una serie di situazioni emergenziali che hanno rappresentato sfide enormi per il comparto. Ciò nonostante, le imprese non si sono limitate a garantire la continuità dei servizi e ad attivare tutte le azioni volte a minimizzare i disagi e la minore esposizione possibile a carico dei cittadini, ma hanno continuato a sviluppare progetti fondamentali per supportare la transizione ecologica del Paese. Ciò grazie a un continuo incremento degli investimenti e a una spinta sempre più decisa verso l’innovazione, due fra i principali assi lungo i quali si muovono le imprese dei servizi pubblici, a testimonianza della centralità del comparto nel percorso dell’Italia verso la transizione”.

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