Operatori

Utility, perché i software sono sempre più importanti

La trasformazione digitale sta sempre più toccando questi operatori: che svolgono un compito fondamentale per l’intera società

Pubblicato il 09 Gen 2023

Utility è uno dei termini ricorrenti del settore energia: anche per i non addetti ai lavori, è chiaro che parliamo di operatori che hanno un ruolo rilevante nella organizzazione e nel funzionamento complessivo dei sistemi energetici. Ma cosa sono veramente le utility? In che modo la transizione energetica e la trasformazione digitale ne stanno influenzando il funzionamento e le dinamiche di business? Proveremo ad affrontare queste e altre questioni in questo articolo, destinato a essere in continuo e perenne aggiornamento a causa delle numerose variabili e cambiamenti che interessano il mercato dell’energia.
Una sommaria definizione di utility è quella di aziende impegnate nella fornitura di servizi di pubblica utilità (elettricità, gas, acqua, gestione rifiuti). In altre parole, gli operatori industriali del settore energia sono sempre utility, anche se comunque esistono delle utility che non si occupano direttamente della produzione o vendita di elettricità e gas, essendo concentrate esclusivamente in ambito acqua e/o rifiuti. Assodato questo punto, è chiaro che in Italia sono presenti centinaia di utility, alcune delle quali particolarmente rilevanti per dimensioni e importanza storica. Di seguito un elenco, costantemente in aggiornamento, delle principali utility nazionali

Utility quali sono le più importanti in Italia

Enel SpA (Enel) è una utility integrata attiva nell’elettricità e gas, parzialmente controllata dal MEF (con una quota del 23%). Enel produce, trasporta e distribuisce energia elettrica e vende e commercia energia elettrica e gas naturale, certificati verdi e diritti di emissione di CO2. L’azienda genera energia utilizzando fonti idroelettriche, eoliche, nucleari, geotermiche, solari, termoelettriche e altre fonti rinnovabili nelle sue centrali a carbone, olio combustibile e turbogas, negli impianti a ciclo combinato. Al momento Enel è impegnata in un importante programma di decarbonizzazione delle proprie attività di generazione. Oltre alla fornitura di energia agli utenti finali, Enel propone inoltre servizi energetici avanzati e opera nel settore della mobilità elettrica. L’azienda è presente operativamente in Europa, Nord America, America Latina, Africa, Asia e Oceania.

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Eni SpA (Eni) è un’azienda integrata del settore petrolifero e del gas che scopre, esplora, sviluppa e produce petrolio greggio, gas naturale e condensati. L’azienda è anche impegnata nella fornitura, nel commercio e nel trasporto di gas naturale, GNL, elettricità e combustibili. Il gruppo è controllato dallo Stato grazie a una quota del 30% di Cassa depositi e prestiti. ENI è presente in Italia, Cipro, Regno Unito, Portogallo, Algeria, Egitto, Gabon, Nigeria, Russia, Venezuela e altri Paesi. Attraverso le sue raffinerie, Eni lavora il petrolio greggio e altre materie prime a base di petrolio per produrre carburanti, lubrificanti e prodotti affini, commercializza questi prodotti attraverso grossisti e reti di distribuzione. L’azienda, oltre a essere attiva in Italia e negli altri Paesi dell’Unione Europea, è radicata in America, Asia e Africa.

ACEA SpA è una utility attiva a Roma e nel Lazio (con il Comune di Roma come azionista principale), operante nella produzione, vendita e distribuzione di energia e sui servizi ambientali e idrici. Acea opera attraverso cinque segmenti principali: il settore Acqua raccoglie, acquista, trasporta e distribuisce acqua potabile e gestisce la rete fognaria e la depurazione delle acque reflue. Il segmento Energia gestisce la trasmissione e la distribuzione di energia. Il segmento Reti comprende gli acquedotti e le reti di proprietà che gestiscono l’intero ciclo dell’acqua. Il settore Ambiente fornisce servizi di laboratorio, ricerca e consulenza sull’ambiente e sulle funzioni di controllo del ciclo dell’acqua. Il segmento Altri servizi si riferisce alla progettazione e alla gestione del sistema di illuminazione pubblica per strade, musei, monumenti e siti archeologici. Il gruppo opera anche in America Latina con 4 società attive nel settore dei servizi idrici.

Edison Spa è uno storico operatore energetico italiano, controllato però dal gruppo Electricitè de France.
Edison è tra i principali operatori di energia in Italia ed Europa con attività nell’approvvigionamento, produzione e vendita di energia elettrica, nei servizi energetici e ambientali grazie anche alla propria controllata Fenice e nell’E&P. Con i suoi oltre 130 anni di storia, Edison ha contribuito all’elettrificazione e allo sviluppo del Paese. Oggi opera in Italia, Europa e Bacino del Mediterraneo, impiegando 5.000 persone. Nel settore elettrico Edison può contare su un parco impianti per una potenza complessiva di 6,5 GW. Nel 2022 Edison ha dato vita a Edison Next, la società di Edison che accompagna aziende e territori nella transizione ecologica e nella decarbonizzazione.

A2A S.p.A. è una multiutility italiana, con sede a Milano. In particolare, il Gruppo A2A è attivo nel recupero di materia e nel recupero di energia dai rifiuti con 3,4 Mton di rifiuti smaltiti che producono 2,1 TWh e 1,6 TWh di calore distribuito nella rete di teleriscaldamento. A2A opera anche nel ciclo idrico integrato (76 Mcm di acqua distribuita). Nel periodo 2021-2030 A2A punta a investire circa 5 miliardi di euro nell’economia circolare, trattando e trasformando 7,0 Mton di rifiuti al 2030 e riducendo le perdite idriche.Per quanto riguarda la transizione energetica, A2A è attiva nella catena del valore dell’elettricità e del calore (produzione, distribuzione e vendita), del gas (acquisto e vendita). In particolare, i 9,1 GW di capacità di generazione a livello di Gruppo comprendono impianti termoelettrici per 6,4 GW, idroelettrici per 1,9 GW, fotovoltaici ed eolici per 0,3 GW, condensatori sincronici per 0,5 GW. I clienti retail sono circa 1,4 milioni nel segmento elettrico e 1,6 in quello del gas. Il Gruppo opera inoltre nella distribuzione di energia elettrica e gas (RAB totale pari a 2,3 miliardi di euro). Nel periodo 2021-2030 A2A prevede investimenti per circa 11 miliardi di euro nella transizione energetica, aumentando la propria capacità di generazione da fonti rinnovabili a 5 GW nel 2030, riducendo di circa il 30% il fattore di emissione del proprio portafoglio impianti, aumentando la propria base clienti e favorendo l’elettrificazione dei consumi energetici.

Iren SpA è una utility italiana di servizi pubblici multiservizi che produce e distribuisce energia elettrica e gas naturale, con sede principale a Torino. Fornisce inoltre servizi di teleriscaldamento, idrici e ambientali. Iren ha cinque società operative: Iren Acqua Gas, Iren Energia (produzione di energia elettrica e termica), Iren Mercato (vendita di energia elettrica, gas e teleriscaldamento), Iren Emilia (distribuzione di gas) e Iren Ambiente (servizi ambientali). L’azienda utilizza come fonti energetiche principalmente l’energia idroelettrica, la cogenerazione e l’energia eolica.

Hera: Il Gruppo Hera nasce il 1° novembre 2002 in Emilia-Romagna dalla fusione di diverse società multiservizi operanti nei settori di energia, acqua e ambiente. I suoi principali ambiti operativi sono i rifiuti (gestione e trattamento), l’acqua (acquedotto, fognatura e depurazione) e l’energia (distribuzione e vendita di energia elettrica, gas e servizi energetici), ma Hera offre anche illuminazione pubblica e telecomunicazioni, sempre seguendo un modello di business incentrato sulla creazione di valore condiviso per tutti i nostri stakeholder. Hera può contare su oltre 9.300 dipendenti che lavorano per offrire servizi su misura a clienti e imprese e per soddisfare le esigenze di 4,2 milioni di cittadini in 312 comuni situati in Emilia-Romagna, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Marche e Toscana.

Utility e Multiutility: le differenze

Abbiamo già dato in precedenza una definizione del termine utility. Esiste una sottile differenza con multiutility: con questo altro termine ci si riferisce alle imprese di servizi di pubblica utilità, siano esse pubbliche o private, nazionali o locali, che operano contemporaneamente in più settori (energia elettrica, gas naturale, acqua, rifiuti) e con una forte presenza nelle fasi finali di distribuzione e vendita. In altre parole, le utility sono attive in uno o più settori contigui (elettricità e gas oppure acqua/rifiuti), mentre invece le multiutility tendono a essere attive contemporaneamente su tutti questi ambiti. Sia utility che multiutility sono organizzazioni che hanno un impatto estremamente significativo per l’economia nazionale: la corretta ed efficace gestione dei sevizi essenziali, infatti, rappresenta infatti una precondizione imprescindibile per qualsiasi sistema Paese. Secondo in numeri forniti da Utilitalia, utility e multiutility in Italia generano un fatturato complessivo di circa 42 miliardi di euro, con circa 130mila occupati diretti.

Utility, le soluzioni software per la gestione aziendale

Le utility e le multiutility, per ottimizzare il funzionamento del proprio business e delle proprie operations utilizzano sempre di più software di natura digitale, ormai anche cloud based. Secondo una ricerca di BloombergNEF nel 2020 le aziende del settore energetico avevano speso 3,2 miliardi di dollari in software per ottimizzare le prestazioni, i costi e i ricavi degli asset di generazione e di rete. BNEF stimava che questa cifra potesse crescere fino a 5,2 miliardi di dollari entro il 2025, spinta dalle esigenze di decarbonizzazione del settore. Secondo un’altra ricerca, questa volta di Apps run the world, nel 2021 i 10 principali fornitori di software per le utility rappresenteranno quasi il 36,1% del mercato globale delle applicazioni per le utility. In particolare nel 2021 SAP era il leader del mercato con una quota del 6,9% in termini di ricavi da licenze, manutenzione e abbonamento, seguito da Oracle, Microsoft, Salesforce e AVEVA Group. Altri nomi noti citati nel rapporto sono quelli di ServiceNow e Hitachi. È difficile però dare una classifica dei software più utilizzati in ambito utility, anche perché spesso e volentieri i prodotti base realizzati dagli operatori dell’ICT vengono estremamente personalizzati in ragione delle esigenze delle singole realtà. Le utility più grandi possono contare anche su reparti IT interni in grado di sviluppare autonomamente peculiari software o applicazioni. In linea estremamente generale, è possibile dire che tutte le utility hanno perlomeno bisogno di software per

1) Assistenza ai clienti
2) Fatturazione,
3) Gestione dei contatori intelligenti
4) Gestione delle reti e delle attività di distribuzione
5) Gestione del trading di energia
6) Gestione finanziaria
7) Gestione delle risorse umane
8) Gestione degli appalti e della normativa
9) Gestione degli ordini;
10) Pianificazione del lavoro dei team
11) Gestione della manutenzione; controllo degli inventari dei ricambi; programmazione di ispezioni e operazioni di manutenzione
12) Sistemi Scada per la gestione delle attività di generazione

A titolo di esempio, tra i software attivi nella gestione delle attività di rete possiamo citare EcoStruxure ADMS, la soluzione di Schneider Electric per la gestione della rete;
Stesso compito è svolto da Oracle Advanced Distribution Management System (ADMS) e da GE’s Advanced Distribution Management Solutions (ADMS)

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Digital Twin: la copia degli asset dell’Utility per sperimentare

Una particolare applicazione software che sta trovando particolare applicazione in ambito utility è quella dei digital twins, in italiano noti come gemelli digitali. Si tratta di controparti digitali, aggiornate in tempo reale, che rappresentano virtualmente oggetti fisici nei loro ambienti fisici, con un grado di precisione e dettaglio estremo. I digital Twins possono rivelarsi in questo senso molto utili per le aziende energetiche, che possono così avere immediatamente a disposizione informazioni immediate sullo stato e sulle prestazioni della propria rete e infrastruttura. Il vantaggio principale è quello di prevedere eventi o problemi di manutenzione difficilmente osservabili e completare simulazioni complesse in un ambiente virtuale sicuro. Ad esempio Eni in collaborazione Saipem, ha completato negli anni scorsi la digitalizzazione integrale di un impianto, lo Scarabeo 8, in modo da creare, appunto, un digital twin per la riproduzione virtuale dell’impianto e aumentare la sicurezza per il proprio personale.

Le Utility integrano i software di Virtual assistant

Sul fronte dell’assistenza al cliente e della customer satisfaction, invece, un’arma innovativa può essere quella dell’integrazione dei virtual assistant, ovvero degli assistenti virtuali, i cosiddetti chatbot. Si tratta di soluzioni di intelligenza artificiale, spesso e volentieri integrate nei siti delle utility o nelle applicazioni per il mobile. L’obiettivo, così come per tutte le altre aziende degli altri settori, è quello di fornire un’assistenza ai clienti di primo livello, limitando così il ricorso ai call center. Un passo avanti ulteriore, sinora poco esplorato, è quello degli assistenti vocali (Alexa, Siri, ecc): la loro integrazione nel mix di gestione della relazione con i consumatori può aiutare le utility a fornire ai clienti informazioni sull’energia accurate e attuabili, permettendo al contempo di suggerire informazioni utili per aumentare l’efficienza energetica e ridurre i consumi. Più precisamente, gli assistenti vocali possono consentire alle utility di:
– Condividere informazioni e mettere in contatto i clienti con progetti e iniziative di varia natura
– Informare i clienti sulle tariffe e sulle fonti di generazione impiegata
– accompagnare i clienti in una diagnosi dei consumi energetici domestici
– Consentire ai clienti di controllare i propri dispositivi intelligenti
– Promuovere partnership commerciali
– Ridurre il volume delle chiamate verso i call center
Al momento però poche utility hanno davvero strutturato soluzioni pensate per integrare gli assistenti vocali.

Cognitive Search: archivio dei documenti sempre in ordine

In ambito organizzativo e progettuale, le utility possono invece beneficiare della cognitive search (ricerca cognitiva) un particolare tipo di ricerca di informazioni da dataset che sfrutta il machine learning e le competenze di intelligenza artificiale per aumentare la velocità del processo e la pertinenza del risultato. La cognitive search è in grado di integrare più fonti di dati, anche eterogenee e non strutturate, così da comprendere l’intento dell’utente, i modelli e le relazioni esistenti nei diversi dataset. Tutte caratteristiche che si sposano bene con le esigenze delle moderne utility, in particolare con quelle che hanno molto a che fare con la produzione da fonti fossili. Queste compagnie devono fare i conti con una crescente pressione sui costi e su normative ambientali sempre più rigide. Le decisioni sulle attività di esplorazione, produzione e allocazione delle risorse sono rischiose e comportano enormi investimenti, che sono state sinora prese con una combinazione di dati raccolti e archiviati in modo disparato e l’esperienza e l’intuizione del personale chiave. Agire in questo modo non è però più possibile: ecco dunque che l’impiego di tecnologie cognitive può essere uno strumento chiave per supportare le decisioni aziendali, imparando dagli errori e dall’esperienza pregressa.

Software NLP per migliorare la ricerca documentale

Le utility, in linea di massima, sono organizzazioni complesse e strutturate, in cui vengono prodotti quotidianamente contratti, ordini e documenti di varia natura. I quali rappresentano un patrimonio di informazioni sinora poco utilizzate ma di sicuro potenziale a fini di business), Un supporto importante può arrivare dal Natural Language Processing (elaborazione del linguaggio naturale): con questo termine si intendono algoritmi di intelligenza artificiale in grado di analizzare, rappresentare e quindi comprendere il linguaggio naturale
Le finalità dell’impiego di software di LNP possono essere differenti:
– estrazione di informazioni da documenti di governance, quali report e procedure, per garantirne una rapida consultazione;
– progetti per l’analisi di documenti amministrativi, quali fatture e contratti, e soluzioni per l’analisi delle comunicazioni interne all’azienda quali mail di help-desk;
– analisi di post sui Social Network (es. per comprendere il sentiment degli utenti e consolidare la brand reputation dell’azienda);
– algoritmi per comprendere le query di navigazione nei siti web e reindirizzare correttamente la ricerca;

Le soluzioni per il fotovoltaico di ABB

Tra le multinazionali che ruotano intorno al mondo dell’energia c’è sicuramente ABB. Che, nonostante la cessione alcuni anni fa del ramo di azienda specializzato negli inverter, continua a interessarsi del settore fotovoltaico, in particolare attraverso la fornitura di soluzioni che garantiscono la possibilità di generare, controllare l’energia per convertirla in una fonte di energia affidabile. In particolare ABB offre una gamma completa di prodotti che permette una totale accuratezza grazie ai contatori elettrici modulari certificati e testati, così da tenere sotto controllo con affidabilità il consumo di energia. Relativamente alla protezione e sicurezza del sistema elettrico dai fulmini, ABB commercializza anche una struttura di metallo da installare sul tetto. Relativamente al monitoraggio dei flussi di energia, con l’offerta ABB e la sua gamma di relè di protezione diventa possibile assicurare la flessibilità necessaria richiesta per l’integrazione di piccoli e medi impianti all’interno della rete elettrica di distribuzione.

HERATech e Injenia: manutenzione idrica con il Machine learning

Un progetto in ambito utility ha vinto il premio Digital360 Awards 2020 nella categoria Machine Learning e Intelligenza Artificiale. Il progetto HERAtech, frutto della collaborazione tra Hera e Injenia, si è posto l’obiettivo rendere più efficiente il monitoraggio dei livelli di cloro nella rete idrica per cercare di ridurre lo spreco di risorse correlato al manifestarsi di innumerevoli allarmi non pertinenti, evitando alle squadre operative di perdere inutili ore di lavoro per situazioni che non necessitano un intervento immediato, distogliendo l’attenzione dagli eventi degni di considerazione. Grazie al progetto machine learning realizzato con Injenia, è stato possibile raccogliere e analizzare un gran numero di dati per apprendere quali fossero i casi in cui era effettivamente necessario un intervento degli operatori e di identificare così i falsi allarmi. È stata inoltre creata una nuova interfaccia condivisa che facilita il monitoraggio dei livelli di cloro presente nell’acqua tramite appositi sensori e permette una migliore gestione dei processi e degli allarmi da parte di tutti gli operatori coinvolti, facilitandone il lavoro e garantendo una comunicazione trasparente. l progetto ha abbattuto il numero dei falsi positivi dell’85% con una tendenza in crescita e ciò ha consentito una maggior focalizzazione degli operatori su altre attività e, di conseguenza, ha portato a un notevole risparmio di risorse. Inoltre, il sistema ha permesso un aumento della capacità predittiva di eventuali guasti e si è rivelato un ottimo supporto ai processi decisionali, grazie alla mole di dati elaborati.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Gianluigi Torchiani

Nato a Cagliari nel 1981, giornalista professionista, scrive da quindici anni di tecnologia ed energia. Dal 2014 è editor per il Gruppo Digital360

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